Che fatica di lunedì.
Ho spalancato la porta dell'ufficio incurante dell'allarme inserito e in pochi minuti sono arrivati colleghi, carabinieri, vigili. Insomma ero pronta sia per l'arresto, sia per la crocifissione in mensa nonché per un un bel apparecchio amplifon essenso rimasta sorda nel giro di pochi secondi. Insomma, uno squillo di trombe belle forte, una sveglia tutt'altro che tranquilla, oltre che l'imbarazzo e il senso di "mona" che si insinua lunga la schiena ... ormai è fatta.
Mi risiedo stordita alla mia scrivania e un'altra mazzata mi arriva, per essere sicura che la giornata lavorativa rischi di passare in secondo piano. Molto visite in arrivo, incrocio le dita e spero scioccamente in un sorriso che dovrei smettere di cercare.
Oggi mi sento meglio, sento di aver fatto pace con il mio corpo. Sabato non so cosa mi era preso. Mi vedevo un vagano (di fatto son un vagone!!!), mi vedevo brutta, vecchia, anche sporca. Non mi vedo mai particolarmente bella, però a volte mi trovo "interessante", certi giorni mi vedo sgonfia o mi vedo vestita bene, Sabato niente di tutto ciò e in pronta risposta continuavo a mangiare, mangiare, mangiare. Sarà stata l'uscita di venerdì sera.
Ci ho provato a vestirmi carina, a uscire, ad andare in mezzo alla gente, in un locale, a bere e sorridere pensando che forse avrei incrociato uno sguardo con cui farmi due risate. Sì, certo, mi sono scelta l'angolo più nascosto del locale, il divanetto più imbucato. Poi mi sono seduta ed ho ordinato da bere ininterrottamente, svuotando l'abbondante cesto di patatine e salatini. Che immagine triste: infossata su un divanetto, vestita sobria, truccata così leggera da sembrare struccata, gonfia come una zampogna. Bleahhh!! Non ho conosciuto nessuno, non ho mosso un solo piede per ballare, ho si e no cantato, non potevo parlare perché il volume era troppo alto. Uguale che se fossi rimasta sul divano, con il vantaggio che non avrei bevuto = risparmio di calorie!!
Sabato mi sono portata dietro questo umore ... ma ieri mi sono intestardita per camminare. E sono andata a camminare. Non come volevo io, ma va bene. Sono andata, un giretto di 3 ore. Sono rientrata a casa sudata e infreddolita, proprio come un vero giro in montagna. Ho fatto una doccia chilometrica, per scaldarmi, come faccio di solito. In qualche modo ho fato pace con me stessa, con questo corpo che non sento più mio, nel quale mi sento a disagio, ma di cui non riesco a liberarmi.
Devo ripartire da me, con tranquillità, non devo accanirmi. Lo ripeto da sempre, ma inizio a visualizzarlo, inizio a sentirlo mio, a volerlo vivere.
Ho bisogno di tranquillità. Ho voglia di tranquillità.
Devo cercare tranquillità
Mi risiedo stordita alla mia scrivania e un'altra mazzata mi arriva, per essere sicura che la giornata lavorativa rischi di passare in secondo piano. Molto visite in arrivo, incrocio le dita e spero scioccamente in un sorriso che dovrei smettere di cercare.
Oggi mi sento meglio, sento di aver fatto pace con il mio corpo. Sabato non so cosa mi era preso. Mi vedevo un vagano (di fatto son un vagone!!!), mi vedevo brutta, vecchia, anche sporca. Non mi vedo mai particolarmente bella, però a volte mi trovo "interessante", certi giorni mi vedo sgonfia o mi vedo vestita bene, Sabato niente di tutto ciò e in pronta risposta continuavo a mangiare, mangiare, mangiare. Sarà stata l'uscita di venerdì sera.
Ci ho provato a vestirmi carina, a uscire, ad andare in mezzo alla gente, in un locale, a bere e sorridere pensando che forse avrei incrociato uno sguardo con cui farmi due risate. Sì, certo, mi sono scelta l'angolo più nascosto del locale, il divanetto più imbucato. Poi mi sono seduta ed ho ordinato da bere ininterrottamente, svuotando l'abbondante cesto di patatine e salatini. Che immagine triste: infossata su un divanetto, vestita sobria, truccata così leggera da sembrare struccata, gonfia come una zampogna. Bleahhh!! Non ho conosciuto nessuno, non ho mosso un solo piede per ballare, ho si e no cantato, non potevo parlare perché il volume era troppo alto. Uguale che se fossi rimasta sul divano, con il vantaggio che non avrei bevuto = risparmio di calorie!!
Sabato mi sono portata dietro questo umore ... ma ieri mi sono intestardita per camminare. E sono andata a camminare. Non come volevo io, ma va bene. Sono andata, un giretto di 3 ore. Sono rientrata a casa sudata e infreddolita, proprio come un vero giro in montagna. Ho fatto una doccia chilometrica, per scaldarmi, come faccio di solito. In qualche modo ho fato pace con me stessa, con questo corpo che non sento più mio, nel quale mi sento a disagio, ma di cui non riesco a liberarmi.
Devo ripartire da me, con tranquillità, non devo accanirmi. Lo ripeto da sempre, ma inizio a visualizzarlo, inizio a sentirlo mio, a volerlo vivere.
Ho bisogno di tranquillità. Ho voglia di tranquillità.
Devo cercare tranquillità
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