Spezzare le catene
E' difficile spezzare le catene che mi inchiodano ad abitudine sbagliate, a pensieri sbagliati. Ci sto provando, con grande fatica e sofferenza. A volte non riesco a modificare i gesti, ma almeno so di ripetermi nell'errore. La consapevolezza spero sia il primo passo verso la liberazione. A volte poi i gesti sono cambiati ma la testa vola sempre dove gli pare, si perde, in fantasie, in angoscie, in paure. Si stacca dal presente, dalla realtà e si rifugia nel futuro o nel passato o nell'immaginato!
Un pezzo alla volta. PErchè poi quando gli eventi impazzano lo fanno in simultanea. Per cui chi doveva esserci sparisce, chi non si vedeva da tempo ricompare. Non riesco a riconciliarmi, a perdonare. Che poi non è perdonare, è ricominciare, provarci, tentare di capire come si creato questo groviglio. In passato mi ero ritrovata a non capire come ero finita in quel casino, ma avevo voglia di uscirne e con un po di impegno ci sono riuscita. Questa volta è diverso. Non mi interessa. Ma proprio non mi interessa. Non ho energie e voglia da dedicare alla ricostruzione, per me possiamo buttare via tutto. E non mi illudo che possa andare meglio, andrebbe uguale con altre persone, in un'altro contesto. La vita è fatta di situazioni che si ripetono, di errori che si ripetono. Non mi illudo di scampare ad altre catastrofi.
Così in piena notte finisco per discutere, per respingere una mano che voleva solo essere di conforto. Mi dispiace, mi è dispiaciuto terribilmente. Sono stata fredda, distante, secca, sono stata tutto il peggio che potevo dare. Sono fonte di sofferenza ... ma calma ... anche io ho sofferto. Soffro ogni giorno, piango da settimane intere, avrò il diritto di ribadire il mio pensiero.
E' come se mi avessero costruito un piccolo muretto, basso, per tenermi a distanza. Solo che io ne approfittato e ho tirato s questo muretto, l'ho alzato finchè potevo, finchè riusciveo a mettere mattoni. L'ho alzato perchè non voglio più vedere, sentire, perchè volevo stare sola, volevo isolarmi, riprendermi la mia vita lontano da tutto. Adesso mi chiamano da questo muro ma io non ho voglia di rispondere. Accovacciata ai piedi del muro ascolto, piango, soffro, ma non riesco a rispondere perchè sarebbero nuove sofferenze. E semplicemente ... non mi va. Cosa posso farci? Cosa posso dire? Devo scusarmi? Devo spiegare qualcosa? Oppure aspetto insilenzio ... così silenziosamente e inutilmente passano i mesi, gli anni e la vita. La vita di mia figlia, la vita delle persone che ho vicino ... ma anche la MIA vita!
Un pezzo alla volta. PErchè poi quando gli eventi impazzano lo fanno in simultanea. Per cui chi doveva esserci sparisce, chi non si vedeva da tempo ricompare. Non riesco a riconciliarmi, a perdonare. Che poi non è perdonare, è ricominciare, provarci, tentare di capire come si creato questo groviglio. In passato mi ero ritrovata a non capire come ero finita in quel casino, ma avevo voglia di uscirne e con un po di impegno ci sono riuscita. Questa volta è diverso. Non mi interessa. Ma proprio non mi interessa. Non ho energie e voglia da dedicare alla ricostruzione, per me possiamo buttare via tutto. E non mi illudo che possa andare meglio, andrebbe uguale con altre persone, in un'altro contesto. La vita è fatta di situazioni che si ripetono, di errori che si ripetono. Non mi illudo di scampare ad altre catastrofi.
Così in piena notte finisco per discutere, per respingere una mano che voleva solo essere di conforto. Mi dispiace, mi è dispiaciuto terribilmente. Sono stata fredda, distante, secca, sono stata tutto il peggio che potevo dare. Sono fonte di sofferenza ... ma calma ... anche io ho sofferto. Soffro ogni giorno, piango da settimane intere, avrò il diritto di ribadire il mio pensiero.
E' come se mi avessero costruito un piccolo muretto, basso, per tenermi a distanza. Solo che io ne approfittato e ho tirato s questo muretto, l'ho alzato finchè potevo, finchè riusciveo a mettere mattoni. L'ho alzato perchè non voglio più vedere, sentire, perchè volevo stare sola, volevo isolarmi, riprendermi la mia vita lontano da tutto. Adesso mi chiamano da questo muro ma io non ho voglia di rispondere. Accovacciata ai piedi del muro ascolto, piango, soffro, ma non riesco a rispondere perchè sarebbero nuove sofferenze. E semplicemente ... non mi va. Cosa posso farci? Cosa posso dire? Devo scusarmi? Devo spiegare qualcosa? Oppure aspetto insilenzio ... così silenziosamente e inutilmente passano i mesi, gli anni e la vita. La vita di mia figlia, la vita delle persone che ho vicino ... ma anche la MIA vita!
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