Seconda cena annusandosi

Capisco sempre più cose, metto insieme pezzi, abitudini, pensieri. La fase conoscitiva va avanti. io mi sento sempre un pezzo di legno a disagio in tutto tranne che nel bere. Lui continua a cercare il contatto fisico ed è bello. Dipendesse da me terrei sempre una distanza minima di sicurezza. Ho paura di essere respinta, questo è quanto. Mi vorrei avvicinare, prendergli una mano, stargli un po addosso ... ma ho paura. E se poi si scansa? Per fortuna non ha la stessa paura e mentre telefona alla madre per la quale mostra davvero tanto affetto e cura, ci teniamo la mano. A lungo. Calde e lisce mani. Mi stringe, mi accarezza. Mentre prepara una tisana in cucina mi fa sedere su di lui, dividendo lo sgabello. Mia schiena, contro sua pancia. Ora parliamo così, mi interroga, è sveglio ... sa come trattare le persone, come farle parlare, come metterle a loro agio, come tirargli fuori le cose. Paro qualche colpo, ma quando massaggiandomi la schiena mi chiede "Che peso devi portare? Cosa ti pesa così?" ho le lacrime agli occhi in un istante. Farfuglio qualcosa delle tante che ho in testa, tante cose, ma confuse. Vorrei dirgli di Elena, di suo padre, della mia famigòia, di tutti gli uomini stronzi che mi hanno trattato ammerda! C'è una pausa, mi dice "continua, ti sto ascoltando". Non voglio continuare questo argomento. Almeno non la terza volta che ci vediamo. Gli chiedo di annusarmi, che mi era piaciuto, che lo considero importante ... una cosa da animali che l'uomo ha dimenticato. Risponde dicendo che se un odore, la pelle di una donna, non gli piace, non riesce ad andare avanti. Normale. La chimica fa la sua parte, ci abbiamo messo milioni di anni per evolverci, non saranno due gocce di channel a farci cambiare. Sempre schiena contro pancia, mi abbandono, lui annussa, arriva qualche bacio, piccolissimo, sul collo. Cerco di voltare il viso per vedere s emi bacia ... nein! Cazzo, niente bacio! Me ne frego, mi sciolgo tra le sue braccia, non son oil suo tipo, è ovvio. E' troppo figo, narcisista, un piccolo Monnezza che non se fa niente di me, ma io mi lascio accarezzare sperando in un bacio. Sto bene, mi stringe, forte, davvero forte. Alle 22:00 me ne vado. Lungo abbraccio sulla porta, ultima annusata ma di nuovo nessun bacio. Fallita! Ecco cosa penso appena salgo in macchina: sono una fallita. Ha più femminilità un calippo alla coca cola, di me! Non so cosa centri il calippo, ma mi è venuto in mente così ... fanculo. Tanto questa sono ... non serve a niente giocare, non serve vendersi per qualcosa che non sono. Questa sono io: a volte insicura, a volte determinato al limite dell'ostinazione. A volte sciatta, a volta elegante. A volte timida, o silenziosa, o scherzosa, a volte un sacco di cose che si alternano e che solo con il tempo vengono fuori tutte. Non so se avrò questo tempo, se inizierà qualcosa o niente. Non so cosa cerca, non so cosa voglia, non so se gli piaccio, non so niente e con questo bel pacchetto di dubbi non ci dormo la notte, mi rigiro con le mie fantasie di super donna amata e apprezzata da tutti. Questo mi calma. I miei viaggi. Glielo scrivo, di prima mattina. Gli scrivo che non ho dormito perchè avevo un pensiero e questa volta il pensiero era chiaro: "avevo voglia di assaggiarti". Per mitigare la dirompenza del messaggio, aggiungo un augurio scherzoso di buona giornata. Risponde con vocale solo all'augurio. Glissa completamente sull'interesse che ho mostrato. E anche da qui possiamo capire delle cose ... Cosa cerco? Non lo so! Cosa voglio? Non lo so! Cosa mi serve? Un uomo, che mi tolga dalla testa l'altro, che mi dia speranza di credere che ci siano altri uomini/persone rispetto a quelle che sono circondata. CHe mi metta un po di farfalle, che mi porti fuori dalla confort zone e che mi dia un buon motivo per dimagrire, per non pensare al cibo, per rimettermi in forma. Lui sta facendo tutto questo.

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