Che schifo
Ho un momento di schifus orripilus. Il classico momento in cui qualsiasi cosa guardo mi pare di vedere il lato negativo. Partiamo dal weekend.
L'amica esaurita. Non so se il termine esaurita sia quello più corretto. Potrei dire l'amica disperata? l'amica ansiosa? Comunque è l'amica che vive in funzione del figlio! Insopportabile per più di un giorno. Passa il tempo a rincorrere il figlio, lo chiama urlando a distanze improbabili, lo avvisa istante per istante degli imminenti pericoli che potrebbero abbattersi su di loro: astereodi compresi. Non è in grado di godersi un solo istante del tempo libero che passa con il figlio, semplicemente perchè non ha tempo libero e tempo di lavoro. Lei è sempre libera e quindi sempre per il figlio. Terribile il solo pensiero di non avere altri pensieri, morirei dopo pochi giorni di alienazione totale. Il figlio non la ascolta? Per forza, credo sia completamente RIMBAMBITO dalla quantità di pericoli e allarmi a cui viene continuamente sottoposto. "Il pensiero degli slittini non mi da pace". Capirai ... siamo in un metro quadrato di neve al limitare del parcheggio. Dopo di noi solo terra e l'arrivo imminente della primavera. Ma ti pare che devi preoccuparti che qualcuno possa passare con gli sci in un punto morto della pista baby? Quel casco poi ... tra il caldo, la neve pesante che consentiva a mala pena di scendere dallo slittino senza doverlo spingere, il casco? Ma lascialo stare quel bambino, un sorvegliato speciale riceve meno attenzioni dal suo secondino. Bene, io non posso passare più di due giorni con questa persona e suo figlio. Da sola è vagamente più gestibile, con il figlio no! Evitare altri weekend così.
L'ex. L'ex conferma con grande coerenza tutti i motivi per cui l'ho lasciato. Dal primo all'ultimo, dal pensare sempre al cibo, al "c'e' pane per la colazione, c'e' pasta per il pranzo, c'e' verdura per la cena" per poi concludere con un "Andiamo al ristorante". Che cavolo faccio la spesa a fare? Come dimenticare i suoi tempi biblici di preparazione: 2 ore e 45 per la preparazione di un piccolo zainetto contenente una mutanda pulita per il weekend e una tuta di ricambio. 2 ore e 45 minuti!!! Stessi tempi biblici per il rilassamento: a me bastano 3 ore di piscina. Tra confusione, caldo, bimbi schiamazzanti, non lo considero un luogo propriamente rilassante e comunque dopo 3 ore, con la cucciola, posso benissimo andarmene, per farla mangiare e dormire in un luogo consono, senza dovermi portare la casa dentro la piscina. Lui? lui no ... lui dopo 5 ore di bagni, urla, scvioli stava appena iniziando a rilassarsi ... avrebbe fatto ancora un paio di ore "L'ingresso giornliero ci vuole proprio per godersi la piscina". E' bellissime scoprire che ho FATTO BENE a prendere la mia strada, che ho fatto bene a mollare e a liberarmi da tutte queste schiavitù, schemi mentali, questo riproporre sempre lo stesso schema nel secolo dei secoli. Confermo, è la mia scelta definitiva: lo elimino! Io sono libera, posso fare colazione senza pane, non ho crisi isteriche se non c'e' il burro, non devo avere tripla scorta di tutto o lo specifico tappo per la specifica bottiglia. Posso cavarmela egregiamente con poche pentole e un frigo semi-vuoto. Posso farcela e mi sento già più libera, mi sento migliore, leggera. Lo guardo e penso che è il passato. Ma gli ho ricordato che non lì perchè ho voglia di stare con lui, perchè mi diverto o perchè non ho altro da fare: sto lì solo per la cucciola. Per lei posso fare tutto, compresi questi tutti nel passato anche se non con il dovuto distacco.
Già, perchè non esco proprio così indolore da questo weekend. Dopo settimane di "allegerimento" alimentare ho sentito montare in me la rabbia, quel fondo di insoddisfazione, di inquietudine, quella voglia di buttarmi tra le braccia del cibo, a consolarmi, a placare quel senso di disagio. Così, boccone, dopo boccone, ho rivisto il mio passato, esattamente come era e come non deve più essere. Non deve più essere cibo, dev'essere sport e movimento, non deve più essere soffocante sottostare, ma libero respiro. Mi sono tuffata nel cibo, ma andrà meglio, ho rivisto da dove arrivo, da dove vengo, per non smettere di guardare avanti e pensare al fututo.
L'amica esaurita. Non so se il termine esaurita sia quello più corretto. Potrei dire l'amica disperata? l'amica ansiosa? Comunque è l'amica che vive in funzione del figlio! Insopportabile per più di un giorno. Passa il tempo a rincorrere il figlio, lo chiama urlando a distanze improbabili, lo avvisa istante per istante degli imminenti pericoli che potrebbero abbattersi su di loro: astereodi compresi. Non è in grado di godersi un solo istante del tempo libero che passa con il figlio, semplicemente perchè non ha tempo libero e tempo di lavoro. Lei è sempre libera e quindi sempre per il figlio. Terribile il solo pensiero di non avere altri pensieri, morirei dopo pochi giorni di alienazione totale. Il figlio non la ascolta? Per forza, credo sia completamente RIMBAMBITO dalla quantità di pericoli e allarmi a cui viene continuamente sottoposto. "Il pensiero degli slittini non mi da pace". Capirai ... siamo in un metro quadrato di neve al limitare del parcheggio. Dopo di noi solo terra e l'arrivo imminente della primavera. Ma ti pare che devi preoccuparti che qualcuno possa passare con gli sci in un punto morto della pista baby? Quel casco poi ... tra il caldo, la neve pesante che consentiva a mala pena di scendere dallo slittino senza doverlo spingere, il casco? Ma lascialo stare quel bambino, un sorvegliato speciale riceve meno attenzioni dal suo secondino. Bene, io non posso passare più di due giorni con questa persona e suo figlio. Da sola è vagamente più gestibile, con il figlio no! Evitare altri weekend così.
L'ex. L'ex conferma con grande coerenza tutti i motivi per cui l'ho lasciato. Dal primo all'ultimo, dal pensare sempre al cibo, al "c'e' pane per la colazione, c'e' pasta per il pranzo, c'e' verdura per la cena" per poi concludere con un "Andiamo al ristorante". Che cavolo faccio la spesa a fare? Come dimenticare i suoi tempi biblici di preparazione: 2 ore e 45 per la preparazione di un piccolo zainetto contenente una mutanda pulita per il weekend e una tuta di ricambio. 2 ore e 45 minuti!!! Stessi tempi biblici per il rilassamento: a me bastano 3 ore di piscina. Tra confusione, caldo, bimbi schiamazzanti, non lo considero un luogo propriamente rilassante e comunque dopo 3 ore, con la cucciola, posso benissimo andarmene, per farla mangiare e dormire in un luogo consono, senza dovermi portare la casa dentro la piscina. Lui? lui no ... lui dopo 5 ore di bagni, urla, scvioli stava appena iniziando a rilassarsi ... avrebbe fatto ancora un paio di ore "L'ingresso giornliero ci vuole proprio per godersi la piscina". E' bellissime scoprire che ho FATTO BENE a prendere la mia strada, che ho fatto bene a mollare e a liberarmi da tutte queste schiavitù, schemi mentali, questo riproporre sempre lo stesso schema nel secolo dei secoli. Confermo, è la mia scelta definitiva: lo elimino! Io sono libera, posso fare colazione senza pane, non ho crisi isteriche se non c'e' il burro, non devo avere tripla scorta di tutto o lo specifico tappo per la specifica bottiglia. Posso cavarmela egregiamente con poche pentole e un frigo semi-vuoto. Posso farcela e mi sento già più libera, mi sento migliore, leggera. Lo guardo e penso che è il passato. Ma gli ho ricordato che non lì perchè ho voglia di stare con lui, perchè mi diverto o perchè non ho altro da fare: sto lì solo per la cucciola. Per lei posso fare tutto, compresi questi tutti nel passato anche se non con il dovuto distacco.
Già, perchè non esco proprio così indolore da questo weekend. Dopo settimane di "allegerimento" alimentare ho sentito montare in me la rabbia, quel fondo di insoddisfazione, di inquietudine, quella voglia di buttarmi tra le braccia del cibo, a consolarmi, a placare quel senso di disagio. Così, boccone, dopo boccone, ho rivisto il mio passato, esattamente come era e come non deve più essere. Non deve più essere cibo, dev'essere sport e movimento, non deve più essere soffocante sottostare, ma libero respiro. Mi sono tuffata nel cibo, ma andrà meglio, ho rivisto da dove arrivo, da dove vengo, per non smettere di guardare avanti e pensare al fututo.
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