Rientro al lavoro

Rientro molto difficile in ufficio, un rientro a base di "da domani dovrei stare a casa"
E si è scatenato l'inferno. Il mio capo posso capirlo e non capirlo. Avevo detto che sarei rimasta fino all'8° mese, ma devi considerare imprevisti, malattie o altro.
Quello che proprio mi ha lacerato per l'ennesima volta è sempre lui. Parole che sono come macigni, parole che mi sono cadute addosso generando la solita profonda e ormai insanabile delusione.
Tant'è che non avevo parole, avevo solo lacrime. Lacrime e silenzi. E mentre il "solito" viene confermato avanza la superficialità anche sull'altro fronte. Banalità ... frasi di rito .. nessuna emozione, tanta malinconia che avanza. Tanti ricordi che devo fermare ed esagerare perchè non perdano splendore. Il passato prende il sapore del tempo perduto, s'insaporisce di vecchio, di passato, di quello che è perduto e non tornerà. Non vorrei assistere a questa lenta morte, vorrei uccidere tutto io. Con un gran bel colpo di scena. Per una volta essere io la più stronza. In fondo chi meno ama è più forte si sa. Io invece resto sempre attaccata alla cose; le cerco, le voglio, le desidero. Più le desidero e più le perdo. E' giusto così, forse me lo merito.
Mi sforzerò di essere sfuggente se proprio non posso essere io a dire basta.

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