Guardo la mia casa

Guardo la mia casa tirata a lucido. L´ho pulita da cima a fondo, come nella più classica delle frustrazioni femminili. Non vedevo i pavimenti così puliti da quando sono entrata in questa casa, quasi 5 anni fa.
Gli ho dato sopra lo sgrassatore e poi via, di spazzolate dure, vigorose, da farmi quasi salire l'affanno.
La guardo e mi dico che é mia, che é bella, che ci vivo bene, che ci sto io, da sola, acquistata con le mie sole forze e corrispondente alle sole mie esigenze.
Anche ieri sera a letto e stanotte, nei brevi risvegli, mi dicevo "mettiti al centro del letto, ci sei tu, sei sola, non verrà nessun'altro, goditi il centro del letto".
Non entrerá nessun altro in quel letto. E´stato un abbaglio, un incidente di percorso, una eccezione: ha chiesto lui di entrarci, forse c´e stato male perché ora non vuole più tornarci. Una sola notte. E´stato bello dormicchiare avvinghiata a lui, in poche settimana aveva esaudito così tanto desideri ... sembrava proprio quello giusto, quello "buono". Sembrava ...come sembravano tutti gli altri.
Mi sento abbastanza forte,  no forse più che forte mi sento serena, calma. Andrà come tutte le altre, tranne quello che è in mio controllo: la curva del dolore non sfocerà in sofferenza autoindotta e perpetuata all'infinito! Questa sarà la vera differenza, per il resto ... finiremo a letto qualche volta, qualche altro giro in montagna e poi pace. Quel silenzio infinito tra un messaggio e l'altro, il lento distacco. Sempre meno cose, uno sfilacciarsi di gesti, intenzioni, parole, fino al nulla, fino a quando saremo ognuno di nuovo sulla propria strada.
E´ triste, ma va bene. Sono Serena.
E´ passato adesso, con la sua bella camicia, alto, le mani grande, le labbra carnose. Era bello, ma intoccabile. E io non l´ho toccato. niente, neanche una mano, neanche un bacio, gli ho solo appoggiato il mento sulla fronte, come quando provi la febbre a una persona. Un gesto di cura. Faccio agli altri quello che vorrei venisse fatto a me, senza mai incontrare quello giusto.
Abbiamo parlato del suo pomeriggio "familiare" e del suo destino di padre. Gli auguro tanta fortuna, faccio ovviamente il tifo per lui, ma con un certo distacco. non sono cose mie, anzi sono cose che causano il mio allontanamento. I figli prima di tutto. E´giusto.
Vado a leggere, magari mi addormento e riposo ancora un po. Dovrei correre, ma non mi va. 
Dovevo alzarmi a correre e non sono andata. Sono stanca e voglio riposare. Non ho bisogno di ulteriori fatiche oltre a quella di dimenticare questa nuova delusione.


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