Il mio lutto composto e dignitoso
E ‘molto più facile vivere il tuo lutto se tutto il mondo è costretto a fermarsi per i cazzi suoi.
Sai che dolore sentirsi morire dentro, non aver voglia di fare niente mentre il mondo continua la sua folle corsa al divertimento e al consumo? Il disagio proprio …
Invece così sono tutti fermi, tutti a casa. Nessuno va avanti, gli amanti non si incontrano, i fidanzati no si sposano, il club delle tenniste troie non si raduna. Doveste stare tutti a casa, tutti a soffrire come me, che sono una sronza e vi auguro il male, il mio stesso male di vivere!
Sarà l´avvicinarsi del pre mestruo perché oggi ho mangiato come un porco e ho l´umore sotto i piedi. Ho dormito di merda, non prendo il magnesio da una settimana, quello rimasto vecchio mi fa schifo e non riesco a berlo. Di sicuro il pre mestruo perché ho ripreso a stalkerare l´anziana puttana senza nessun motivo. Ho iniziato anche a pensare che sia una bella donna, con le sue forme, ma donna … non come me che sembro un incrocio mal riuscito tra una donna e Messner. E ‘dolce … una voce molto dolce, i lineamenti del viso dolci e magri anche se la panza e il culo non mancano. Non come me con il mio doppio mento, la stazza larga e le braccione di chi se l´è sempre dovuta cavare da sola.
Ok, il mio primo pre mestruo in quarantena e senza Emmelle. Me la caverò, mi limiterò a piangere tutto il possibile a denigrarmi ripetendomi che sono orrenda, brutta, incapace, etc e poi ne uscirò come tutte le altre volte.
Mi sento morta dentro. Mi sento finita. Mi sento vuota.
Mi sento come una che non ce la farà mai più a rifarsi una vita.
Mi sento una in difetto, una che non ha niente da offrire, un fallimento … un penoso fallimento.
Mi sento in testa la voce di Emmelle che dice “Non è la donna della mia vita” e tutte le altre “scuse” che lui ci ha provato, che non è scattato niente. Sento tutto il mio fallimento in quelle parole altro che la mia composta dignità nel vivermi il lutto. Me lo vivo proprio di merda.
Vorrei qualcuno che mi prenda con amore, che stringa forte in un abbraccio, che mi scaldi nel letto la sera dove ho sempre freddo. Qualcuno che mi ricopra di baci dicendomi che vado bene cosí che sono bella che mi vuole. Vorrei tanto amore senza preoccuparmi del futuro o della vita vera con le sue rotture di cazzo.
Un lungo caldo abbraccio mentre non posso neanche salutare Kampill, congedarmi da quella casa dove ho vissuto momenti importanti di crescita oltre che scopate galattiche. Grazie. Grazie vita.
Il mio lutto composto e dignitoso.
Sai che dolore sentirsi morire dentro, non aver voglia di fare niente mentre il mondo continua la sua folle corsa al divertimento e al consumo? Il disagio proprio …
Invece così sono tutti fermi, tutti a casa. Nessuno va avanti, gli amanti non si incontrano, i fidanzati no si sposano, il club delle tenniste troie non si raduna. Doveste stare tutti a casa, tutti a soffrire come me, che sono una sronza e vi auguro il male, il mio stesso male di vivere!
Sarà l´avvicinarsi del pre mestruo perché oggi ho mangiato come un porco e ho l´umore sotto i piedi. Ho dormito di merda, non prendo il magnesio da una settimana, quello rimasto vecchio mi fa schifo e non riesco a berlo. Di sicuro il pre mestruo perché ho ripreso a stalkerare l´anziana puttana senza nessun motivo. Ho iniziato anche a pensare che sia una bella donna, con le sue forme, ma donna … non come me che sembro un incrocio mal riuscito tra una donna e Messner. E ‘dolce … una voce molto dolce, i lineamenti del viso dolci e magri anche se la panza e il culo non mancano. Non come me con il mio doppio mento, la stazza larga e le braccione di chi se l´è sempre dovuta cavare da sola.
Ok, il mio primo pre mestruo in quarantena e senza Emmelle. Me la caverò, mi limiterò a piangere tutto il possibile a denigrarmi ripetendomi che sono orrenda, brutta, incapace, etc e poi ne uscirò come tutte le altre volte.
Mi sento morta dentro. Mi sento finita. Mi sento vuota.
Mi sento come una che non ce la farà mai più a rifarsi una vita.
Mi sento una in difetto, una che non ha niente da offrire, un fallimento … un penoso fallimento.
Mi sento in testa la voce di Emmelle che dice “Non è la donna della mia vita” e tutte le altre “scuse” che lui ci ha provato, che non è scattato niente. Sento tutto il mio fallimento in quelle parole altro che la mia composta dignità nel vivermi il lutto. Me lo vivo proprio di merda.
Vorrei qualcuno che mi prenda con amore, che stringa forte in un abbraccio, che mi scaldi nel letto la sera dove ho sempre freddo. Qualcuno che mi ricopra di baci dicendomi che vado bene cosí che sono bella che mi vuole. Vorrei tanto amore senza preoccuparmi del futuro o della vita vera con le sue rotture di cazzo.
Un lungo caldo abbraccio mentre non posso neanche salutare Kampill, congedarmi da quella casa dove ho vissuto momenti importanti di crescita oltre che scopate galattiche. Grazie. Grazie vita.
Il mio lutto composto e dignitoso.
Commenti