Questo cazzo di presente

Ho ricominciato con i voli pindarici.
Ho corso a 6’ e 15’’ immaginandomi mental coach della figlia che la porta a podio.
Ho messo la targhetta da commessa pensando a quando gli avrei raccontato del contante in nero che ho visto girare.
Ho immaginato di sciare con lui sabato e salire da me per una doccia calda.
Però almeno non gli ho scritto anche se nonostante la mega presentazione è sempre online. E io, nonostante il bisogno di sganciarmi, continuo con le cattive abitudini.
Mi piacerebbe che mi telefonasse in viaggio, mentre rientra. Vorrei chiedergli se la sua vita è sempre la stessa o ci sono novità. Così poi magari mi parla di qualche altra donna e il concetto mi è chiaro.
Ieri sera è stata una bella telefonata, fatta di mi manchi e ti voglio bene. Però non ce n’è. Si capisce che non gli piaccio, non abbastanza. Mi leggo un po di Pelizzari prima di uscire dal lavoro, per evitare tentazioni. Ho pronunciato la parola “relazione”, è sceso il silenzio, hai commentato “Vuoi una relazione come intendo io?”. SI, voglio una re-la-zio-ne intera, non mezza, non frivola, la voglio per impegnarmi, per dedicarmi, per costruire. La voglio così. Ti ho detto che sei stato una cosa bella, ti ho detto tutte le cose che ho imparato con te, la voglia di avere un uomo, di condividere, di stare insieme e non solo di FARE insieme (cosa). Ti sei commosso, hai pianto di nuovo. Mi ha detto “E’ bello sapere che c’è qualcuno che vuole stare con te”, che non suona come uno che ti dice “voglio stare con te”.
1 ora di telefonata, a notte più che fonda, nessuno sbadiglio.
Non tornerà da me. Non mi chiamerà stasera e non ci vedremo nel weekend. Non succederà niente. E io non scriverò, devo stare lontana, sganciarmi. Gli ho detto tutto quello che provavo, mi sono piaciuta per le parole che ho usato, sono in pace (come se le altre volte non lo fossi stata o non avessi detto tutto quello che pensavo!). Non ce n’è ragazza mia, mettitela via. Hai perso di nuovo. Niente più casa di montagna, niente sci insieme, niente aggiornamenti politici, niente famiglia allargata sportiva, furgone e altre minchiate immaginarie. Basta. Basta proiezioni future e rimurginii passati. Basta. Vivi in questo cazzo di presente, viviti un giorno alla volta. Vivilo sola, con il lavoro, con la figlia, vivilo così come arriva, uno alla volta, senza contare su niente e nessuno. Forse starai meglio o forse peggio, però stai con quello che c’è.
Adesso starai di nuovo male, con la rottura del codice del silenzio sarà tutto da rifare. Per favore smetti di controllare gli accessi, sai che devi cancellare il numero, sai che è l’unica maniera per non sapere più niente di lui. Coraggio … arriva a due mesi, sarà già gennaio, le giornate si allungheranno e la vita riprenderà il suo corso. Puoi farlo: 2 mesi di codice del silenzio. Un giorno alla volta, finchè ricordi non ci separino, finché nuove abitudini non ci separino.

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