L’entroterra degli occhi (E.Tesio)
"Per il resto sto con chi amo, corro, scrivo, quando non scrivo guardo, mi domando se le persone siano felici. La gente felice la riconosci perché non te lo dice, ma ha questo sguardo limpido, presente. Poi ci sono gli altri. Un passaggio di una poesia di Franco Arminio dice “sono la parte nascosta del mio sguardo, l’entroterra dei miei occhi”. Una giovane donna accanto a me in spiaggia me lo fa tornare in mente, punta ai bambini che si muovono in acqua, sono i suoi, c’è anche un uomo con loro, anche lui è suo, ma non lo sembra più. L’eco dell’altrove la chiama. Forse l’eco di un amore che non si può pronunciare, un amore segreto, in ginocchio sui ceci, che non sta scritto sui campanelli, né inciso nel cerchio degli anelli, un amore che non è invitato alla tavola di Natale, un amore che non sa dove stare, che non porti al mare, che non porti all’anulare, è escluso dai girotondi dei bambini, un amore che piega le gambe, smaglia le calze, un amore fuori dai quieti confini. Eppure sta lì, rivolta al mare, nel suo presente fatto di tante piccole assenze. Di pensieri con il doppiofondo.
Chissà cosa c’è nell'entroterra del mio sguardo. Borghi poco frequentati, la sensazione di essere salvi per miracolo, sempre, mentre crollano i ponti e le dighe di rabbia. Ci sono le vite che non ho portato a termine, perché avevo questa da portare avanti. Ci sei tu. C’è tutto quello che mi ha condotto davanti al mare e davanti al mare non resta che salpare."
Chissà cosa c’è nell'entroterra del mio sguardo. Borghi poco frequentati, la sensazione di essere salvi per miracolo, sempre, mentre crollano i ponti e le dighe di rabbia. Ci sono le vite che non ho portato a termine, perché avevo questa da portare avanti. Ci sei tu. C’è tutto quello che mi ha condotto davanti al mare e davanti al mare non resta che salpare."
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