Dovrei domandarmelo a me

Aver cancellato il tuo numero è servito una sera. Aver scaricato il telefono è servito un’altra sera. Stasera non è servito niente, l’ho rimesso in rubrica e ho scritto, senza pensarci neanche troppo. Ho scattato foto a baite per due giorni. Una solo l’ho messa su Instagram. Una sola. Quella che piace a te.
Mi ripeto che sono cazzate. Lo sono sul serio. Vorrei non abbandonarmi continuamente a quegli stupidi sogni dove io vinco sul male, dove prendo in mano la tua e la mia vita per farne dei capolavori. La mia vita è già un capolavoro. Adesso lancio via questo telefono. Spengo questa connessione e mi metto a pregare: di dimenticarti.
Perché non mi vuoi? Questo magari un giorno te lo chiederò. Lo scriverò così di getto come mi è saltato in mente stasera. Perché non vado bene? Cosa mi manca? Ma non dovrei chiederlo a te, dovrei domandarmelo io: cosa non mi va bene di me? Cosa non mi piace? Cosa mi tormenta sempre e da sempre?

Commenti

Post popolari in questo blog

Day 16

Arringa finale con CNV

Riprendere a fare le cose da sola