Il peperone

​Ti penso e sei come il peperone che ho mangiato a pranzo. Ogni tanto mi si rinfaccia. Anche tu ogni tanto torni alla memoria, torni su con quel retrogusto acido, fastidioso, di chi ancora non si decide a lasciarmi. Ritorni proprio quando pensavo di averti digerito!
I ricordi sedimentano. Vengono coperti mano a mano da nuovo ricordi. Anche i posti. Nuovi ricordi per posti vecchi. Sbiadisci. Scompari. Lentamente ma appartieni al passato.
Attendo il giro di boa: l'anno. Ha ragione il Coniglio quando dice che il primo anno è il più duro, perchè è tutto la prima volta. La prima volta senza lui, il primo compleanno, il primo Natale, il primo ferragosto. Poi fai il giro di boa e dal secondo anno sai già cosa ti aspetta, non è più la novità, non fa più paura. Ecco, i mesi passano e i nuovi ricordi si ammucchiano. Tengo duro, i momenti più difficili sono già alle spalle. Mi sento più serena, sprazzi di cielo sempre più spesso azzurro.
Il tuo compleanno sarà come il compleanno di un morto, di un defunto. Lo ricordi perché ti senti incolpa se non lo fai, ma so benissimo che non ha senso, che è una data priva di significato. Che tra 3 o 4 anni avrò dimenticato questo giorno. Sei morto. Non esistiti più anche se scriverlo è ancora un dolore.

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