Vigilia di gara
Sono tranquilla, sono serena. Arriverà la crisi, forse più di una. Le farò mie, le guarderò dritto in faccia e poi le lascierò andare, lontano da me. Le lascerò per andare avanti, passerò oltre. Come i pensieri: li osservo, li accolgo e li lascio andare.
Sarebbe facile buttare benzina sui pensieri in caso di crisi. La rabbia è benzina ma non voglio correre con rabbia. Io voglio stare nell’amore, voglio correre con in pace. Mi rifiuto di pensare alle Nana Puttana, non mi tufferò volontariamente in quel turbinio stupido di pensieri e recriminazione. Io voglio stare bene, voglio pensieri felici ad alimentare le mie corse.
Starò lì con il sole, con il caldo del primo pomeriggio di questo ottobre anomalo, correrò con questa ottombrata ... mica ce l’hanno solo a Roma!
Starò con il pensiero felice che potrei portarmi a casa il PB, che potrei scendere sotto le 5 ore, che mangerò sempre meglio per essere sempre più magra e sempre più veloce. Più bella.
Correrò pensando che adesso tutto è diverso, che da quel 10 agosto tutto è cambiato, io per prima. Non deve rimanere traccia alcuna di quello che ero prima, voglio rimescolare le carte, rimescolarmi i pensieri, i desideri. Voglio avvicinarmi al mio “io” più vero e autentico. E non mi guida quella stupita idea del “quando lo rivedrò” perché non lo rivedrò. Non capiterà, ne sono certa. Mi guida l’idea di prepararmi a quello di stupendo e meraviglioso che arriverà adesso che ho fatto spazio, adesso che ho fatto pulizia. Ma pur avendo fatto pulizia di questa relazione tossica, dei pensieri, delle abitudini e dei comportamenti tossici, pur avendo ripulito il “fuori”, sento ancora forte il desiderio di ripulirmi dentro. Limare. Togliere. Scavare. Ancora di più, sempre più vicina al nocciolo delle cose.
Questi pensieri voglio che siano la mia benzina durante la gara. Io voglio essere migliore di come sono stata. Io voglio splendere, felice, forte, lucente. Io voglio correre così!
Sarebbe facile buttare benzina sui pensieri in caso di crisi. La rabbia è benzina ma non voglio correre con rabbia. Io voglio stare nell’amore, voglio correre con in pace. Mi rifiuto di pensare alle Nana Puttana, non mi tufferò volontariamente in quel turbinio stupido di pensieri e recriminazione. Io voglio stare bene, voglio pensieri felici ad alimentare le mie corse.
Starò lì con il sole, con il caldo del primo pomeriggio di questo ottobre anomalo, correrò con questa ottombrata ... mica ce l’hanno solo a Roma!
Starò con il pensiero felice che potrei portarmi a casa il PB, che potrei scendere sotto le 5 ore, che mangerò sempre meglio per essere sempre più magra e sempre più veloce. Più bella.
Correrò pensando che adesso tutto è diverso, che da quel 10 agosto tutto è cambiato, io per prima. Non deve rimanere traccia alcuna di quello che ero prima, voglio rimescolare le carte, rimescolarmi i pensieri, i desideri. Voglio avvicinarmi al mio “io” più vero e autentico. E non mi guida quella stupita idea del “quando lo rivedrò” perché non lo rivedrò. Non capiterà, ne sono certa. Mi guida l’idea di prepararmi a quello di stupendo e meraviglioso che arriverà adesso che ho fatto spazio, adesso che ho fatto pulizia. Ma pur avendo fatto pulizia di questa relazione tossica, dei pensieri, delle abitudini e dei comportamenti tossici, pur avendo ripulito il “fuori”, sento ancora forte il desiderio di ripulirmi dentro. Limare. Togliere. Scavare. Ancora di più, sempre più vicina al nocciolo delle cose.
Questi pensieri voglio che siano la mia benzina durante la gara. Io voglio essere migliore di come sono stata. Io voglio splendere, felice, forte, lucente. Io voglio correre così!
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