Fissare le cose buone
Mi prendo il tempo per fissare le cose buone, dato che le mie orecchie mi ASCOLTANO.
Tanto sono brava a sbrodolare paturnie, ansue, isterismi … tanto non spendo due parole che siano due, per qualcosa di bello che mi sia accaduto.
Allora inizio da ieri sera e magari recupero anche due parole sul weekend. Serata perfetta: bella città by night, ottimo cibo, risate, sesso, anche un po’ di argomenti podistici che non guasta mai!
M. è speciale, mi fa sentire bene, serena. Serena è la parola giusta, non mi sento bella come quell’altro che mi mandava veramente fuori di testa, no, con lui mi sento io, come sono di solito quando non sono al top. Mi sento vera, autentica. Non che con l’altro fingessi, però era un vero innamoramento, nel quale investivo molte aspettative. Questa è un’altra storia, qua ci siamo io e lui, c’è quello che ci va o non ci va di fare. Non ci sono doveri, ci sfanculiamo e ci riprendiamo più volte all’interno della stessa conversazione. Sono felice ci sia, è stato indispensabile per i cambiamenti importanti apportati alla mia vita. E’ anche punto di riferimento per la mia crescita , il mio ben-essere, il mio sviluppo e il mio equilibrio. Lo prendo in giro dicendo che è il mio guru, lui si arrabbia, smiuisce, ma la verità è che ogni sua parola lascia il segno, con quella profondità non obbligata, che va colta e studiata prima di riuscire a farla propria. GRAZIE
Così esco dall’ufficio e non metto una gonna perché sono una stupida, perché non voglio attirare troppo l’attenzione, non voglio osare troppo! Invece ci sarebbe stata benissimo, lui sarebbe stato felice e io sarei stata elegante, femminile. Andiamo in centro a Vicenza che è bellissima, è notte, deserta in queste strade laterali che percorriamo verso piazza dei signori. Un palazzo dietro l’altro, una chiesa, la luna piena, un’altra chiesa: un sussegguirsi di bellezza, di luce, di estasi. Quanta bellezza ci circonda che non cogliamo? D’un tratto SBAMM siamo in piazza, con i suoi palazzi, con le colonne, con i suoi ultra-ricordi. Dio che gara! Dio che fatica uscire dalla comfort zone, attaccata con i denti a questo bisogno di fare qualcosa di nuovo, con persone nuove, partendo da casa sola per scoprire che NO, non era sola per un cazzo. GRAZIE a tutti quelli che c’erano, che la vita mi ha mandato, di cui non faccio nomi per la privacy, ma davvero grazie.
Il ristorante dove volevo andare è chiuso, ne cerchiamo un altro molto elegante, figo, un pelo costosetto ma ci accomodiamo all’aperto, sul tavolino, con le infradito. E’ il 2 di ottobre e si sta divinamente bene fuori! Un primo bicchiere di prosecco che diventa subito una bottiglia. Scegliamo 3 antipasti, burro salato, alici, focaccia, salumi, sgombro. Mangiamo, beviamo, ridiamo. Le luci sotto il portico mi affascinano e non riesco ad immortalarle in modo degno.
Finito di mangiare, con grande calma, ci perdiamo in piazza a fare foto. Poi a un portico, a una panchina, alle sedie, alla luna e poi un messaggio di P “sono a 500 mt da te” e per di più in direzione del parcheggio! Non resisto, voglio passare a salutarlo e mentre mi raccomando con M di non accettare niente da bere perché facciamo solo un saluto veloce e poi via a casa che Cenerentola doveva rincasare mezz’ora fa, ecco che sento la voce di P “Prosecco per tutti!”.
Ci sediamo, sono ubriaca, lo siamo tutti, M meno, P parecchio di più. Lo bacio ed è morbido. Parla a fiume, racconta delle gare, di Chamonix, io ascolto incantata, M ascolta disilluso ma con silenzioso rispetto. Avanti di prosecco e chiacchiere, merda è veramente tardi e vorrei ancora fare l’amore! Bacio di nuovo P, mi strofino la barba, dice che la prossima volto che taglio il traguardo posso baciarlo come voglio. “Anche un limono duro?” domando “Come vuoi tu, puoi tutto!”.
Quanta vita in una sola sera … siamo in hotel mi spoglio, mi metto a letto, ho solo voglia di essere toccata ed M mi coccola, mi abbraccia, mi tocca, mi bacia, instancabile e delicato come sempre. Una prima volta, breve pausa, una seconda volta. La seconda volta faccio l’amore nella posizione che più preferivo con il romano. M preferisce altre cose, io subito mi dico “Perché sta cazzata?” ma poi niente … lo guido lentamente a quel piacere in cui MV era magistrale. Sapeva esattamente dove mettere le mani, il ritmo da tenere per portarmi velocemente al piacere. Un tuffo nei ricordi in quel corpo e con quei baci che non mi appartengono più. Non c‘è tristezza, non piango, penso al mio piacere e mi butto su M per riposare.
Più che addormentarmi svengo sul letto per qualche ora: 5.30 suona la sveglia, mi faccio una doccia insolitamente lunga, perdo tempo a fare non so cosa ed esco solo alle 6.15 dall’hotel. C’è buio, salgo in macchina, cerco un po’ di musica carica almeno quanto lo sono io. Sono viva e felice. Non mi manca niente per stare bene, ho molto di più della media delle persone. E adesso via, in Brennero e poi fino in ufficio. GRAZIE VITA
Tanto sono brava a sbrodolare paturnie, ansue, isterismi … tanto non spendo due parole che siano due, per qualcosa di bello che mi sia accaduto.
Allora inizio da ieri sera e magari recupero anche due parole sul weekend. Serata perfetta: bella città by night, ottimo cibo, risate, sesso, anche un po’ di argomenti podistici che non guasta mai!
M. è speciale, mi fa sentire bene, serena. Serena è la parola giusta, non mi sento bella come quell’altro che mi mandava veramente fuori di testa, no, con lui mi sento io, come sono di solito quando non sono al top. Mi sento vera, autentica. Non che con l’altro fingessi, però era un vero innamoramento, nel quale investivo molte aspettative. Questa è un’altra storia, qua ci siamo io e lui, c’è quello che ci va o non ci va di fare. Non ci sono doveri, ci sfanculiamo e ci riprendiamo più volte all’interno della stessa conversazione. Sono felice ci sia, è stato indispensabile per i cambiamenti importanti apportati alla mia vita. E’ anche punto di riferimento per la mia crescita , il mio ben-essere, il mio sviluppo e il mio equilibrio. Lo prendo in giro dicendo che è il mio guru, lui si arrabbia, smiuisce, ma la verità è che ogni sua parola lascia il segno, con quella profondità non obbligata, che va colta e studiata prima di riuscire a farla propria. GRAZIE
Così esco dall’ufficio e non metto una gonna perché sono una stupida, perché non voglio attirare troppo l’attenzione, non voglio osare troppo! Invece ci sarebbe stata benissimo, lui sarebbe stato felice e io sarei stata elegante, femminile. Andiamo in centro a Vicenza che è bellissima, è notte, deserta in queste strade laterali che percorriamo verso piazza dei signori. Un palazzo dietro l’altro, una chiesa, la luna piena, un’altra chiesa: un sussegguirsi di bellezza, di luce, di estasi. Quanta bellezza ci circonda che non cogliamo? D’un tratto SBAMM siamo in piazza, con i suoi palazzi, con le colonne, con i suoi ultra-ricordi. Dio che gara! Dio che fatica uscire dalla comfort zone, attaccata con i denti a questo bisogno di fare qualcosa di nuovo, con persone nuove, partendo da casa sola per scoprire che NO, non era sola per un cazzo. GRAZIE a tutti quelli che c’erano, che la vita mi ha mandato, di cui non faccio nomi per la privacy, ma davvero grazie.
Il ristorante dove volevo andare è chiuso, ne cerchiamo un altro molto elegante, figo, un pelo costosetto ma ci accomodiamo all’aperto, sul tavolino, con le infradito. E’ il 2 di ottobre e si sta divinamente bene fuori! Un primo bicchiere di prosecco che diventa subito una bottiglia. Scegliamo 3 antipasti, burro salato, alici, focaccia, salumi, sgombro. Mangiamo, beviamo, ridiamo. Le luci sotto il portico mi affascinano e non riesco ad immortalarle in modo degno.
Finito di mangiare, con grande calma, ci perdiamo in piazza a fare foto. Poi a un portico, a una panchina, alle sedie, alla luna e poi un messaggio di P “sono a 500 mt da te” e per di più in direzione del parcheggio! Non resisto, voglio passare a salutarlo e mentre mi raccomando con M di non accettare niente da bere perché facciamo solo un saluto veloce e poi via a casa che Cenerentola doveva rincasare mezz’ora fa, ecco che sento la voce di P “Prosecco per tutti!”.
Ci sediamo, sono ubriaca, lo siamo tutti, M meno, P parecchio di più. Lo bacio ed è morbido. Parla a fiume, racconta delle gare, di Chamonix, io ascolto incantata, M ascolta disilluso ma con silenzioso rispetto. Avanti di prosecco e chiacchiere, merda è veramente tardi e vorrei ancora fare l’amore! Bacio di nuovo P, mi strofino la barba, dice che la prossima volto che taglio il traguardo posso baciarlo come voglio. “Anche un limono duro?” domando “Come vuoi tu, puoi tutto!”.
Quanta vita in una sola sera … siamo in hotel mi spoglio, mi metto a letto, ho solo voglia di essere toccata ed M mi coccola, mi abbraccia, mi tocca, mi bacia, instancabile e delicato come sempre. Una prima volta, breve pausa, una seconda volta. La seconda volta faccio l’amore nella posizione che più preferivo con il romano. M preferisce altre cose, io subito mi dico “Perché sta cazzata?” ma poi niente … lo guido lentamente a quel piacere in cui MV era magistrale. Sapeva esattamente dove mettere le mani, il ritmo da tenere per portarmi velocemente al piacere. Un tuffo nei ricordi in quel corpo e con quei baci che non mi appartengono più. Non c‘è tristezza, non piango, penso al mio piacere e mi butto su M per riposare.
Più che addormentarmi svengo sul letto per qualche ora: 5.30 suona la sveglia, mi faccio una doccia insolitamente lunga, perdo tempo a fare non so cosa ed esco solo alle 6.15 dall’hotel. C’è buio, salgo in macchina, cerco un po’ di musica carica almeno quanto lo sono io. Sono viva e felice. Non mi manca niente per stare bene, ho molto di più della media delle persone. E adesso via, in Brennero e poi fino in ufficio. GRAZIE VITA
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