un piccolo risarcimento
Non è che perché mi annoio in ufficio che ho bisogno di riempirmi la testa di cazzate o la pancia di cibo. Che diamine!
E’ vero che non sbircio da molto tempo, ma meglio un giorno in più, rimanda a domani e poi ancora domani. Resisti, è difficile, ma se poi controlli starai molto più male di adesso. RE-SI-STI. Meglio l'apatia alle lacrime.
Cercavo quel disegno della piccola e sono comparse many photos. Non le ho aperte, non mi sono soffermata, le ho lasciate scorrere, sono andata oltre.
Sorridevo. Ero splendente. Non quel muso grigio che ho incollato alla faccia quando nessun mi vede, soppiantato da un finto sorriso di circostanza quando qualcuno mi rivolge la parola. Ok, qualche volta rido ancora, davvero. Con la piccola, con Miao, con le ragazze di Sassòl e con quelle stupide vignette sui social. Alcune mi fanno davvero ridere. Ma non ho più luce negli occhi, sincerità nel sorriso. Dentro mi sento spenta, mi sforzo, ma ancora non riesco a riaccendere la luce. Non riesco a tenere dritta la schiena, a prendermi cura di me.
Ma sì, un passo alla volta, non posso chiudere tutto dopo 6 anni. Qualcuno sì, ma non io. Io che sono lenta a dimenticare. Oggi mi perdevo in un pensiero “Cazzata” di Yose. Ricordo perfettamente i due hotel in cui abbiamo alloggiato. Ricordo il bagno, ricordo l’emozione del preparare la valigia e il beauty, il primo viaggio di “coppia” dopo anni di deserto. Che pensieri sciocchi … s’ammezzerebbe di risate. Ma anche tanto amore, o almeno quello che conosco dell’amore. Ricordo tutta la felicità di quel viaggio, la MASSIMA felicità mai provata prima per un periodo così lungo. Era una continua conferma di quello che volevo. Quelloc he volevo arrivava, ed era esattamente come lo immaginavo. Che fortuna … vero? Mica tutti hanno la fortuna di vivere questa esperienza di realizzazione totale dei propri desideri. Grazie vita.
Ricordo troppe cose, maledetta me. Ricordo e ringrazio, ringrazio anche questo autunno così vivido di colori, così squillante nei cieli. Grazie per aver prolungato di un pizzico l’estate, di avermi restituito quei mesi in cui ancora speravo. Sì, un piccolo risarcimento per quel giugno e lungo spesi a rincorrere le streghe. Ho avuto due mesi d’estate in più. Grazie. Adesso vai con la pioggia e il buio, con le castagne e gli amici che si stringeranno al tavolo della mia mini cucina. Adesso vai con il fango e le corse bagnate, con i dolorosi bilanci di fine anno e con le speranze per l’anno nuovo. Grazie.
E’ vero che non sbircio da molto tempo, ma meglio un giorno in più, rimanda a domani e poi ancora domani. Resisti, è difficile, ma se poi controlli starai molto più male di adesso. RE-SI-STI. Meglio l'apatia alle lacrime.
Cercavo quel disegno della piccola e sono comparse many photos. Non le ho aperte, non mi sono soffermata, le ho lasciate scorrere, sono andata oltre.
Sorridevo. Ero splendente. Non quel muso grigio che ho incollato alla faccia quando nessun mi vede, soppiantato da un finto sorriso di circostanza quando qualcuno mi rivolge la parola. Ok, qualche volta rido ancora, davvero. Con la piccola, con Miao, con le ragazze di Sassòl e con quelle stupide vignette sui social. Alcune mi fanno davvero ridere. Ma non ho più luce negli occhi, sincerità nel sorriso. Dentro mi sento spenta, mi sforzo, ma ancora non riesco a riaccendere la luce. Non riesco a tenere dritta la schiena, a prendermi cura di me.
Ma sì, un passo alla volta, non posso chiudere tutto dopo 6 anni. Qualcuno sì, ma non io. Io che sono lenta a dimenticare. Oggi mi perdevo in un pensiero “Cazzata” di Yose. Ricordo perfettamente i due hotel in cui abbiamo alloggiato. Ricordo il bagno, ricordo l’emozione del preparare la valigia e il beauty, il primo viaggio di “coppia” dopo anni di deserto. Che pensieri sciocchi … s’ammezzerebbe di risate. Ma anche tanto amore, o almeno quello che conosco dell’amore. Ricordo tutta la felicità di quel viaggio, la MASSIMA felicità mai provata prima per un periodo così lungo. Era una continua conferma di quello che volevo. Quelloc he volevo arrivava, ed era esattamente come lo immaginavo. Che fortuna … vero? Mica tutti hanno la fortuna di vivere questa esperienza di realizzazione totale dei propri desideri. Grazie vita.
Ricordo troppe cose, maledetta me. Ricordo e ringrazio, ringrazio anche questo autunno così vivido di colori, così squillante nei cieli. Grazie per aver prolungato di un pizzico l’estate, di avermi restituito quei mesi in cui ancora speravo. Sì, un piccolo risarcimento per quel giugno e lungo spesi a rincorrere le streghe. Ho avuto due mesi d’estate in più. Grazie. Adesso vai con la pioggia e il buio, con le castagne e gli amici che si stringeranno al tavolo della mia mini cucina. Adesso vai con il fango e le corse bagnate, con i dolorosi bilanci di fine anno e con le speranze per l’anno nuovo. Grazie.
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