Come loro

E' per sognare ancora di montagne e di fatiche che non mollo. E' per emozionarmi ancora leggendo certi racconti di scalate e di salite che non mi rassegno e diventare come "loro". E quando legge certe storie e mi salgono le lacrime agli occhi e la mia testa pensa "Lo voglio fare anche io" penso che non mi hanno ancora cambiato del tutto, che pur sotto la mole pigra e grassa del mio corpo c'e' ancora un po di quella curiosità e di quella gioia che provavo in passato e che stanno tentando in tutti i modi di togliermi.
Sono molto stanca. Stanca di pensieri poveri, di preoccupazioni vacue senza curarsi dei veri grandi problemi. Senza poter dire apertamente quello che si prova, quello che si vive, che sia bella o che sia brutto non importa, l'importante sarebbe tirarlo fuori, dirselo, non stare più insieme non vuole dire essere soli. Potrebbe voler dire rimanere vicini, solo in un 'altra forma, che forse ci renderebbe persone migliori. Ma a cosa servono questi discorsi quando parli a uno che dice solo "Lo smazzamento è doppio". La fatica è il problema? Ci penso io, me la accollo volentieri, la fatica è un'occasione per rendersi migliori, per superare i propri limiti e scoprire che abbiamo molta più forza di quello che pensiamo.
Mi vedo allo specchio e mi sento assolutamente brutta e vecchia. Per non parlare di quello che ho vista in spiaggia domenica: donne di ogni età belle, sicure, disinvolte, addobbate. Anni luce da me, che combatto ancora con i miei piccoli e grandi sensi di colpa per aver mandato in frantumi un'unione che non c'era, non c'e' mai stata e che avrei dovuto chiudere prima che si allargasse. Eppure ancora non riesco a preoccuparmi di aver scelto di allargarla, ne sono comunque felice, e mi sento ugualmente una persona responsabile anche se separata.
Oggi chiamo mia mamma, le parlo un po. Non so se sia una buona idea o meno, potrebbe anche peggiorare drasticamente il mio umore, ma sono quasi 2 giorni che piango, quindi tanto peggio non andrà. Vorrei solo sentirmi dire che non sono del tutto sbagliata, che ho una parte di ragione anche io, che non sono quel mostro che mi disegna. C'e' il grande rischio che arrivi il consiglio da una generazione che non si mollava mai, che stavano insieme sempre e comunque, perchè non c'erano le possibilità economiche, perchè non c'era la mentalità, non lo so com'è che facevano a stare insieme 50 anni e io manco 5! Non lo so, me lo domando e anche se resto senza risposta ci rifletto ugualmente e non seguo una strada solo perchè comoda o chiaramente indicata. Mi prendo il tempo per pensare e decidere per me, sulla base di quello che ritengo giusto. Certo 3 anni per decidere da che parte andare iniziano ad essere troppi.

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