Romeo e Giulietta
I moderni Romeo e Giulietta si conoscono su internet ma non sono giovani.Hanno più di metà vita alle loro spalle. A differenza di altri flirt si ronzano intorno con poca convinzione per mesi. Attaccano bottone con una buona alternanza, senza che uno dei due predomini sull'altro o si esponga ecessivamente.
Un pomeriggio Giulietta entra in punta di piedi con un "Disturbo?". Romeo la accoglie con un velo di tristezza e chiede una risata. Giulietta non tarda a regalare molti sorrisi lasciando il segno nel triste Romeo.
Arriva una festività con qualche giorno di vacanza. Romeo si propone ma con poca convizione. Giulietta estende l'invito ma con tiepido entusiasmo. Intanto si scambiano il numero di cellulare e poche settimane dopo, con l'arrivo delle vacanze lunghe, i due giovani tubano vivacemente a suon di SMS, con grande gioia delle compagnie telefoniche. Mi ami? Sì. Ma quanto mi ami? Mi costi? Sì! E quanto mi costi!!
Come nelle migliori storie d'amore tutto degenera rapidamente e si passa all'azione. Una timidissima Giulietta entrerà nella stanza di un Romeo intraprendente. Romeo è gran brutto, non si guarda in faccia. Le ricorda infinitamente un suo amico Frate: nell'abbigliamento, nel modo di parlare, nel modo di ridere. Però ... però Romeo si avvicina. Le prende una mano. La stringe tra le sue grandi, calde e segnate mani. Giulietta si irrigidisce, non sa cosa vuole, cosa aspettarsi. Un Romeo sposato da secoli, con figli grandi. Cosa si ricorderà dell'amore? Cosa cercherà da questo incontro? Lei ancorata a un amore immaginario da anni, elemosinando gesti di affetto che non arrivano, sola, maledettamente sola e assetata di calore umano. I dubbi e i timori le gelano qualsiasi forma di trasporto o di emozione.
Romeo le siede vicino, sempre più vicino. Seduti ai piedi del letto chiacchierano con meno brio della chat. Ma parlano. Si raccontano, si svelano, si conoscono. Certo sempre le stesse storie di montagne, di valli, di cime salite. Contenti loro. Romeo è sempre più vicino. Allunga le mani per accarezzare ora un braccio, ora una gamba. Giulietta, sempre più tesa e rigida, molla la presa. Molte sere aveva sognato di potersi sdraiare sul letto accanto al suo Romeo per parlare con lui. Non si trovavano all'aperto, sotto un cielo stellato, ma poteva ugualmente sdraiarsi e godersi la voce e i racconti di Romeo. Così fece.
La tensione si sciolse. Romeo si sdraiò accanto e parlarono senza mai perdere il contatto fisico. Sdraiati fianco a fianco la confidenza aumentava. Entrambi avevano un buon odore. Così arrivò il primo bacio: una veloce appoggiata di labbra di Romeo. "Non male" pensò Giulietta che si strinse più vicina a lui. Un'altro bacio veloce, poi uno meno rapido, poi uno decisamente lento. Si assaporano vicendevolmente facendo salire la temperatura nella stanza. Per ore si baciano, sempre più vicini, a volte uno sopra l'altro. Le scarpe sono la loro ancora: indossando le scarpe non posso appropriarsi debitamente del letto. Così tutto sembra governabile ... sotto controllo. Sfilano le maglie. Un caldo corpo a corpo, una quantità smodata di abbracci, di strette, di carezze dolci alternate a baci roventi. Le mani si rincorrono sulla pancia, sfiorano la cintura, si fermano sulla cerniera ma si ritraggono senza arrivare al dunque, senza mai essere invadenti.Il desiderio è forte e reciproco, ma nessuno osa varcare il limite. Ci si stuzzica, ci si provoca. Si ansima, Si sospira.
Le scarpe vengono tolte, in un attimo si spegne la luce e resta solo la luna piena a illuminare le due figure. I baci sembrano calmarsi, sembrano più dolci ... sdraiati uno accanto all'altro, Romeo e Giulietta, si accarezzano. Fino a quel bacio, fino a quel bacio di troppo che fa sfilare i pantaloni. Romeo e Giulietta sono una sopra l'altro, avvinghiati tra loro, avvinghiati al piacere, alla vita.
Un pomeriggio Giulietta entra in punta di piedi con un "Disturbo?". Romeo la accoglie con un velo di tristezza e chiede una risata. Giulietta non tarda a regalare molti sorrisi lasciando il segno nel triste Romeo.
Arriva una festività con qualche giorno di vacanza. Romeo si propone ma con poca convizione. Giulietta estende l'invito ma con tiepido entusiasmo. Intanto si scambiano il numero di cellulare e poche settimane dopo, con l'arrivo delle vacanze lunghe, i due giovani tubano vivacemente a suon di SMS, con grande gioia delle compagnie telefoniche. Mi ami? Sì. Ma quanto mi ami? Mi costi? Sì! E quanto mi costi!!
Come nelle migliori storie d'amore tutto degenera rapidamente e si passa all'azione. Una timidissima Giulietta entrerà nella stanza di un Romeo intraprendente. Romeo è gran brutto, non si guarda in faccia. Le ricorda infinitamente un suo amico Frate: nell'abbigliamento, nel modo di parlare, nel modo di ridere. Però ... però Romeo si avvicina. Le prende una mano. La stringe tra le sue grandi, calde e segnate mani. Giulietta si irrigidisce, non sa cosa vuole, cosa aspettarsi. Un Romeo sposato da secoli, con figli grandi. Cosa si ricorderà dell'amore? Cosa cercherà da questo incontro? Lei ancorata a un amore immaginario da anni, elemosinando gesti di affetto che non arrivano, sola, maledettamente sola e assetata di calore umano. I dubbi e i timori le gelano qualsiasi forma di trasporto o di emozione.
Romeo le siede vicino, sempre più vicino. Seduti ai piedi del letto chiacchierano con meno brio della chat. Ma parlano. Si raccontano, si svelano, si conoscono. Certo sempre le stesse storie di montagne, di valli, di cime salite. Contenti loro. Romeo è sempre più vicino. Allunga le mani per accarezzare ora un braccio, ora una gamba. Giulietta, sempre più tesa e rigida, molla la presa. Molte sere aveva sognato di potersi sdraiare sul letto accanto al suo Romeo per parlare con lui. Non si trovavano all'aperto, sotto un cielo stellato, ma poteva ugualmente sdraiarsi e godersi la voce e i racconti di Romeo. Così fece.
La tensione si sciolse. Romeo si sdraiò accanto e parlarono senza mai perdere il contatto fisico. Sdraiati fianco a fianco la confidenza aumentava. Entrambi avevano un buon odore. Così arrivò il primo bacio: una veloce appoggiata di labbra di Romeo. "Non male" pensò Giulietta che si strinse più vicina a lui. Un'altro bacio veloce, poi uno meno rapido, poi uno decisamente lento. Si assaporano vicendevolmente facendo salire la temperatura nella stanza. Per ore si baciano, sempre più vicini, a volte uno sopra l'altro. Le scarpe sono la loro ancora: indossando le scarpe non posso appropriarsi debitamente del letto. Così tutto sembra governabile ... sotto controllo. Sfilano le maglie. Un caldo corpo a corpo, una quantità smodata di abbracci, di strette, di carezze dolci alternate a baci roventi. Le mani si rincorrono sulla pancia, sfiorano la cintura, si fermano sulla cerniera ma si ritraggono senza arrivare al dunque, senza mai essere invadenti.Il desiderio è forte e reciproco, ma nessuno osa varcare il limite. Ci si stuzzica, ci si provoca. Si ansima, Si sospira.
Le scarpe vengono tolte, in un attimo si spegne la luce e resta solo la luna piena a illuminare le due figure. I baci sembrano calmarsi, sembrano più dolci ... sdraiati uno accanto all'altro, Romeo e Giulietta, si accarezzano. Fino a quel bacio, fino a quel bacio di troppo che fa sfilare i pantaloni. Romeo e Giulietta sono una sopra l'altro, avvinghiati tra loro, avvinghiati al piacere, alla vita.
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