China sul tagliere

China sul tagliere impasto con forza. China sull'impasto medito e i pensieri hanno la stessa foga delle mani che affondano nella farina. E' un turbinio incontrollabile. Era tanto tempo che china sul tagliere non mi saliva la voglia di un uomo, di cucinare per un uomo, di lasciarmi abbracciare da un uomo intenta ad essere donna. Lo stesso pensiero-desiderio mi ha inseguito per mesi e mesi, sempre uguale, sempre io che cucino per qualcuno che mi ama, chem i desidera, che mi vuole. Poi ho smesso di cucinare e non era più tornato quel desiderio casalingo di un amore.
D'altronde sono stati giorni così strani che è quasi normale che sia ricomparso oggi. La malinconia mi ha preso da quando sono iniziati i saluti. Un abbraccio un po più stretto e un po più lungo degli altri, con un'amica e quasi mi metto a paingere. Avrei voluto trattenere lei e tutti gli altri ancora un po, ancora qui da me, in casa, anche se non è la mia casa. Piango di nuovo mentre scrivo ... da quando la prima parte di amici è ripartita ho dominato a stento le lacrime: e non sono nemmeno in pre-mestruo!
Mando sms a caso e la malinconia aumenta, specialmente se è anche la sua malinconia. Inizio a domandarmi perchè, perchè non si fida di me, perchè non vuole credere in me, perchè non riesco a parlare in maniera chiara, semplice, diretta. O forse dovrei domandarmi perchè non mi rassegno? Perchè no, perchè lo voglio, lo desidero e per il 2012 voglio chiarire una volta per tutte. Voglio espoermi anche se l'ho già fatto praticamente mille volte, ma voglio farlo senza rabbia, senza rancori, voglio davvero che capisca il mio sentimento, semplice ma smanioso. Non ora, non certamente il prossimo weekend. Ora devo pensare a me, a sopravvivere al Natale. Aspettero gennaio, anche febbraio se è necessario, ma non oltre. A costa di bussargli alla porta. dirgli in lacrime "mi vuoi?" , sentirmi rispondere "no" e tornaemene a casa. Lo farò. Perchè china su quel tagliere ho cucinato mille volte, mille e una volta pensando a lui e MAI, dico MAI in questi anni sono riuscita a cucinare per lui. Mai.
Piango, piango, come un fiume ... speriamo faccia bene. Voglio dimagrire. Ieri mi sono spezzata la schiena per fare 700 stupidi metri di dislivello. Oggi ho le gambe inchiodate e la schiena ancora piegata. Non mi guardo allo specchio da molti mesi: il viso sempre che stia per esplodermi da quanto sono grassa. Lo hanno notato tutti. La prossima volte che ci vedremo voglio sentire "Sei dimagrita?". Lo voglio sentire da quella stessa bocca che tenterò di baciare. Voglio un bacio oppure chiudiamo. Voglio sapere cos'e' successo e perchè non può andare bene con me, lo voglio sapere per impegnarmi o per chiudere. Sono una stupida, lo sono sicuramente, se ci fosse qualcosa sarebbe uscito già da tempo, invece ho bisogno della parola espressa invece di leggere l'evidenza dei fatti.
Mi prendo il Natale per pensare a come togliermi questo dente. Togliermelo fino in fondo, togliermelo con il cuore in mano, perchè sono solo una donna che ama, che lo sta facendo da tanto tempo, in silenzio, in maniera rispettosa. Sono una donna che è stata al suo posto perchè così gli era stato detto di fare, lasciando il posto a scollature e stupidaggini. E anche ora che l'ennesima comparsa ha fallito dove io ho la presunzione di poter riuscire ... beh ora non starò al mio posto, ora esco alla scoperto, gioco le mie carte, mi invento qualcosa, non so ancora qualcosa, ma formulerò la mia offerta, la mia proposta. Beccherò un due di picche, ma almeno potrò chiudere questa da cazzo di porta che non riesco a chiudere e che sempre più spesso si ripresenta intrecciandosi in mille modi nella mia vita. Ora è possibile fare tante cose, ora posso pensare di avere qualcosa di decente da offrire. Ora che il terreno è stato involontariamente preparato ... ora voglio lui. Voglio chinarmi sul tagliere per lui. Voglio aspettare che arrivi da dietro per abbracciarmi e dirmi che ha fame.
Ho un mal di testa enorme. Sento che lunghe notti insonni stanno per condermi qualche ora di sonno ristoratore. Lo spero. Mi abbandono sul divano con fiducia.

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