Era solo 2 weekend fa
Mi chiedeva perché ero triste e sembrava realmente interessato a come stavo.
E mi teneva la mano. E mi diceva “sono felice che tu sia con me in questo momento”. Mi pare e avesse anche detto dei ti voglio bene qua e là.
Mi teneva la mano. L’ho già detto, non son così stordita è che ha un suono bellissimo da ripetere: mi teneva la mano. Che roba pazzesca, mai vista in due anni e mezzo. ASSURDO! Bellissimo. Estraniante.
E infatti era talmente estraneo dalla consuetudine di pochezza cui mi aveva abituato, che è finito.
In silenzio da martedì scorso.
Come posso lasciarlo? Come? Come mollarlo al suo pessimismo e ricordami l’antica regola per cui “se fosse un amico lo frequenterei con le sue lune?” Zero. Avrei tolleranza zero. Quindi non posso permettere di ridurmi un’intera giornata a letto a piangere.
Questa cosa non si ripeterà perché voglio chiudere. Un sano è doveroso distacco.
Non mi gioco neanche l’attenuante “pre ciclo” perché io mio sconforto è oggettivo e prolungato nel tempo. Sconforto inconsolabile.
Ci ho creduto. Mi sono impegnata.
Ora ahimè sono nella elaborazione del gesto finale per chiudere. Tipico della dipendenza affettiva di cui ora farò un severo ripasso.
Lasciare perdere. È sempre la strategia migliore: lasciar perdere, smettere di parlare, smettere di spiegare. Torna sul sito della Mary e ricomincia dalla lista. Ho di nuovo sbagliato, pazienza. Ci ho provato.
Ora mi riporterà le scarpe. Prevedo per mercoledì che tenti un approccio per restituire la mia roba. Penserò a cosa dire.
Ora devo sopravvivere a domani. Domani. Domenica. Domenica tragica in cui devo prendermi il tempo per pensare a me, a quello che mi fa stare bene, che mi piace. Senza pensare che mi piaceva andare in montagna con lui. Ci andrò con altri … ecchecazzo. Ricorda le giornate NO! Niente ricordi romantici quando non mi ha mai concesso niente.
Ok calma. Respira. Rileggi la dipendenza e poi eneagramma 5 sulle tragedie e il sentire troppo.
Poi vorrei andare di corpo, mi strucco e spero di profondare in un sonn pensante.
Per domani niente obblighi. Magari vado a Sarentino o faccio qualcosa che mi va. Senza bisogno che sia “super”, basta che mi dia gioia.
Dopo mezz’ora di monologo sfogo allo specchio mi rimetto a leggere, certa che anche questa relazione si chiuderà senza che nessuno senta la mia arringa.
Nei secoli dei secoli.
E mi teneva la mano. E mi diceva “sono felice che tu sia con me in questo momento”. Mi pare e avesse anche detto dei ti voglio bene qua e là.
Mi teneva la mano. L’ho già detto, non son così stordita è che ha un suono bellissimo da ripetere: mi teneva la mano. Che roba pazzesca, mai vista in due anni e mezzo. ASSURDO! Bellissimo. Estraniante.
E infatti era talmente estraneo dalla consuetudine di pochezza cui mi aveva abituato, che è finito.
In silenzio da martedì scorso.
Come posso lasciarlo? Come? Come mollarlo al suo pessimismo e ricordami l’antica regola per cui “se fosse un amico lo frequenterei con le sue lune?” Zero. Avrei tolleranza zero. Quindi non posso permettere di ridurmi un’intera giornata a letto a piangere.
Questa cosa non si ripeterà perché voglio chiudere. Un sano è doveroso distacco.
Non mi gioco neanche l’attenuante “pre ciclo” perché io mio sconforto è oggettivo e prolungato nel tempo. Sconforto inconsolabile.
Ci ho creduto. Mi sono impegnata.
Ora ahimè sono nella elaborazione del gesto finale per chiudere. Tipico della dipendenza affettiva di cui ora farò un severo ripasso.
Lasciare perdere. È sempre la strategia migliore: lasciar perdere, smettere di parlare, smettere di spiegare. Torna sul sito della Mary e ricomincia dalla lista. Ho di nuovo sbagliato, pazienza. Ci ho provato.
Ora mi riporterà le scarpe. Prevedo per mercoledì che tenti un approccio per restituire la mia roba. Penserò a cosa dire.
Ora devo sopravvivere a domani. Domani. Domenica. Domenica tragica in cui devo prendermi il tempo per pensare a me, a quello che mi fa stare bene, che mi piace. Senza pensare che mi piaceva andare in montagna con lui. Ci andrò con altri … ecchecazzo. Ricorda le giornate NO! Niente ricordi romantici quando non mi ha mai concesso niente.
Ok calma. Respira. Rileggi la dipendenza e poi eneagramma 5 sulle tragedie e il sentire troppo.
Poi vorrei andare di corpo, mi strucco e spero di profondare in un sonn pensante.
Per domani niente obblighi. Magari vado a Sarentino o faccio qualcosa che mi va. Senza bisogno che sia “super”, basta che mi dia gioia.
Dopo mezz’ora di monologo sfogo allo specchio mi rimetto a leggere, certa che anche questa relazione si chiuderà senza che nessuno senta la mia arringa.
Nei secoli dei secoli.
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