Il primo bacio in pubblico
Dopo la tranvata da autobus in faccia di ieri sera, dove mi sono veramente chiesta se avessi parlato a un sordo per 3 mesi, mi sono un po ripresa.
Sentirmi accusata di averlo ormai etichettato come narcisista, alpha e altri due o tre aggettivi negativi, senza possibilitá di appello da parte sua, lui povero ormai destinato a questa mia ghettizzazione, mi ha davvero reso TRISTE, tristissima. Non ero arrabbiata, ero incredula e delusa.
Sentirmi accusata di averlo ormai etichettato come narcisista, alpha e altri due o tre aggettivi negativi, senza possibilitá di appello da parte sua, lui povero ormai destinato a questa mia ghettizzazione, mi ha davvero reso TRISTE, tristissima. Non ero arrabbiata, ero incredula e delusa.
Di contorno ha lanciato qualche altra frase piuttosto banale tipo "se iniziamo a discutere ora figurati in futuro" o anche "Non voglio farmi il fegato marcio per questa storia". Quale storia? Quale cazzo di storia? Quale cazzo di discussione?
Non capivo se fosse serio, se veramente pensasse che io sono in "guerra" o sono contro di lui. Io non sono contro di lui e mi pare di averlo dimostrato il piú possibile, parlando, spiegando, incoraggiando.
La mattina ti dico che ho desiderio di un abbraccio e un bacio, la sera mi rinfacci che non vuoi discussioni??! Che cazzo c'entra? E poi si stava parlando di ME, a nuova dmostrazione del fatto che comunque lui sia narcisista, ma sono comportamenti, tratti della personalitá, non lo considero (ad oggi) cosí grave come questione. Lui é centrato su se stesso, questo é lo stato delle cose. E io ho chiesto e parlato PER ME, di me, dei miei desideri e disagi.
Sono tornata a casa pensando che potevo solo lasciar perdere. Non avevo parole, nessuna. Non avevo nessuno sorriso forzato da mostrare, penso mi si sia dipinto in faccia il volto della delusione e dell'abbandono. Me ne sono andata a casa giurandomi e spergiurandomi che BASTa, non avrei fatto nessuno sforzo per andargli incontro, per riconciliare le cose. Niente. NON ho discusso con nessuno, non l'ho attaccato, non l'ho ferito o umiliato o denigrato, ho sempre avuto molta cura di lui, ma non é il solo ad aver scritto FRAGILE sulla confezione!
Quando saltano fuori i programmi che avevamo fatto per il giorno dopo mi dice "A questo punto mi domando se sia il caso". Sono incredula. Sono cosí depressa, scoraggiata. Inizio a darmi della solita cogliona, che non capisce, che porta avanti le relazioni per due, che fa troppo, che si dona troppo. I soliti errori. Mi metto a letto e non riesco neanche a piangere.
Come il Mose di Venezia, mi accordo di aver alzato un muro di indifferenza alle sue parole, ai miei sentimenti, alle sceneggiature, alla speranza. Alzo il muro e resta tutto fuori. La mente si svuota. Voglio solo silenzio, digiuno, di parole, pensieri, azioni.
Mi faccio una tisana che mi stende. La tumo tutta, fino alla fine, bella carica. Svengo nel letto e dormo come un sasso.
Alle 7:30 é sotto casa mia per andare in montagna.
Parlotta abbastanza amabilmente. Rispondo quando serve. Ho ancora il volto inespressivo.
Colazione, partenza sul sentiero. Resto seria. La camminata e l'aria fresca mi danno sollievo, ma non pace. Sollievo alla durezza delle parole che mi ha rovesciato addosso la sera prima, ma non pace, per quella non c´e speranza. L'uomo é disturbato, grandi slanci e veloci ritirate. Blocchi. Bassa autostima. Il quadro clinico é chiaro ... a me piace, penso sia sufficientemente intelligente per uscire da questi suoi pensieri negativa ma sono i SUOI pensieri, che abitano la sua testa. Io non posso farglieli cambiare in nessun modo.
Piú volte mi dice "sei arrabiata?"
Nego. Perché é vero, non sono arrabbiata. Sono delusa, stanca, prostrata, scoraggiata, triste, ma arrabbiata no. Se c´e soluzione perché arrabbiarsi e se non c´e soluzione, perché arrabbiarsi?
La cima é bella, lo vedo felice, si interessa alle foto, alle mie mani fredde, é gentile, ma dentro sono come rotta, come quando finisci al punto zero dal quale pensi di non poter piú ripartire.
Arriviamo al rifugio, cerco di risollevarmi con il cibo "prendi questo? Ti va quello?"
Rispondo che non ho fame, che non mangio, che sono a dieta.
Mi dice di nuovo "ok, sei arrabbiata".
E´ intelligente. Ha quella sensibilitá che altri uomini non hanno e mi piace anche per questo, per queste sue antenne dritte, con cui capisce, percepisce, studia.
Prendiamo solo da bere, smangiucchio il mio panino, lui la sua barretta.
Chiacchieriamo al sole, si sta bene, mi godo il tepore dei raggi quando escono dalle nuvole.
Mentre beve la birra, gli chiedo se ha la bocca "birrosa".
Mi risponde di sí e mi chiede se voglio un bacio.
Scuota la testa come a dire "cosa importa ormai". Ti ho detto quello che mi serve per essere felice e che penso di meritare, ti sei chiuso a riccio, hai attaccato per difenderti ... non ha importanza cosa voglio e tu sei cosi distaccato.
Mi si avvicina e mi bacia. E´un bel bacio.
E´un bacio pubblico, sui tavoli all'aperto del rifugio, in mezzo ad altre persone.
Qualcosa in me si aggiusta, qualche speranza riaffiora, mi torna il sorriso.
Mi bacia ancora scendendo dal sentiero verso il parcheggio.
Non dovrei essere felice, ma lo sono.
Torniamo a casa mangiando fragole e frutti di bosco, ascoltando musica, chiacchierando.
Sono felice e non dovrei esserlo, scendo dall'auto senza chiedere o sperare nessun bacio, senza dire nulla, perché so che non c´e nulla di cui essere felici.
Verso le 18:30 mi chiama "ciao, come va? hai mangiato?"
Rispondo che non ho mangiato e scende il silenzio.
Di solito sono io a invitarlo a cena, a pranzo, a tutto. Oggi resto in silenzio, so che quel silenzio é giusto, che non tocca a me.
"Ti va di mangiare insieme? porto la pizza di Salvatore?"
Che miracolo! Allora un po gliene frega di me?!!
Le coppie normali si sarebbero accordate per la cena giá in auto, sarebbe stato abbastanza scontato dopo la montagna, farso una doccia, una ciullatina, una cenetta, ma non importa, va bene cosí ... va bene che io non abbia fatto inviti, che li abbia fatti lui una volta.
Importa che se uno manca, l'altro subentra. E´ pur sempre una forma di equilibrio di coppia ... a volere essere TANTO ottimisti.
Sono felice di questi piccoli passi. Sono felice di vedere che ha capito il mio passo indietro e che ne abbia fatto lui, uno in avanti.
Mi sembre di aver vinto una battaglia, anche se la "guerra" sará sicuramente lunga.
E non é detto abbia voglia di combattere.
Non dovrei essere felice, ma lo sono.
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