Tra caldo, silenzi e abbuffate

Difficile sopravvivere al caldo e al silenzio. Conosco una sola cura: il cibo.
Cosí mi abbuffo, anche con 38 gradi, anche sudando come una fontana, anche con lo stomaco chiuso, lnausea, io mangio. Mangio un gelato biscotto conla nutella, mangio pancacke con la nutella, mangio vasi di nutella!
Mangio e soffoco quel silenzio assordante, quel silenzio che giá sapevo sarebbe arrivato, perché era gia in auto, con noi, domenica sera al rientro. Il silenzio di quelli che sono presi TUTTO (sport, montagna, risate, attitudine) e sanno di non poter dare indietro niente, neanch eun bacio, a mala pena un grazie stiracchiato. Di quelli che hanno bisogno di un aiuto, di un irganizzatore, di una spinta forte ... ma che non sanno ricambiare. Non li giudico e non li condanno, peró devo ammettere con onestá che non vanno bene per me, che io ho bisogno di un po di riconoscenza, di un gesto di affetto.
Vado a letto, mi rannicchio come al solito di lato mi dico, ogni sera, che non ci saranno piú sere con l'ingegnere nel letto, che quella sera prima del mare é stato solo un incdente di percorso, é stato un azzardo che ha compiuto in un momento di forte slancio vitale ... un errore ... non si ripeterá, non si é piú ripetuto. E io che avevo gridato al miracolo, all'uomo impavido, senza paura, che non si considerava "sposato" solo per aver dormito qualche volta nel mio letto, mi sono rimangiata tutto, anzi mi sono mangiata tutto!
Mi mangio cibo per non mangiarmi il fegato, per dirmi che mi sono sbagliata anche questa volta, anche questo giro che avevo tenuto basse le aspettative, che non mi ero fatta film, che ero andata cauta, che avevo lasciato spazio tra un messaggio e l'altro. Mi dicevo "Vedi: ti stai comportando da persona normale e stai vivendo una storia normale, dove lui mi cerca, mi desidera, dorme con me, fa l'amore con me, pranza da me.". Un mese? Non ricordo giá piú quando sono tornata ai soliti pensieri, alla solita storia fatta male. 
Due giorni insieme e non aver neanche voglia di scrivermi "ciao, stai bene" o sai che torna mia figlia e non mi chiedi come va, come sta. Niente. Due giorni insieme, due mesi nel mio letto, a cena nella mia cucina, la doccia nel mio bagno e neanche un messaggio.
Va bene, non o voglia neanche io di scrivergli. Ieri ero cosí certa che non mi avrebbe scritto che non ho mai controllato il telefono. La mia previsione di oggi é ancora silenzio, supportato dall'eventuale scusa che "Eri con tua figlia, non volevo disturbare" (giá sentita da Emmelle). Per domani invece nutro qualche possibilitá che si faccia vivo: o per chiarire o per venire a camminare con il mio fidanzato delle nevi. Ecco si, io propendo per questa seconda ipotesi: succhiamo ancora un po di idee, di forza, di sport, e uniamoci a chi organizza tutto, a chi "tira". Vediamo se le mie previsioni verranno confermate.
Spero solo mi restino due soldi a fine mese per prendere i voli di Berlino.

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