Che telefonata di merda.

Che telefonata di merda. Gli ho scritto e non dovevo. Gli ho risposto dieci volte mentre ogni volta mi dicevo lascia perdere. E poi ho telefonato. C’era il sole, ero allegra, ne aveva voglia. Non ha risposto. Ha richiamato dopo. Era indaffarato. Io non volevo vomitargli addosso tutto di me ma non avevo la NATURALEZZA nel fargli qualche domanda. Risultato: una telefonata di Merda. Silenzi. Pause. “Ah bene”. Una vera noia. Niente di memorabile, niente che faccia venire voglia di dire “la sento ancora”. Quella famosa capacità di creare un’emozione positiva. Una emozione che quando legge il mio nome sul telefono possa pensare a qualcosa di piacevole. Zero. Mi viene il dubbio di non essere simpatica. Dote di cui non ho mai dubitato. Anche l’empatia è tra le mie carte forti … zero. Comunque va bene. Ho capito che devo mollare. Non ha detto niente. Raccontato un tubo. Io meno ancora. Farfugliavo … penosa. Ma va davvero bene. Sono tentativi. Sono modi di andare avanti. Devo farli. Vanno bene così, così goffi, così inconsistenti, così confusi. Vanno bene. Fanno parte di me. Ora pensiamo al weekend. Mangiare bene. Fare sport. State all’aperto per godere del sole. Come per queste settimane di silenzio. Niente c’era prima. Niente si è creato.

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