La testa rastrellata e ripuliamoci dalla merda
Ho la testa ordinata e rastrellata, dopo la seduta di ieri sera counselor.
Ero cosí aggrovigliata che non sapevo da dove partire a raccontarmi, senza scoppiare con qualche paranoia che la coinvolgesse, visto che anche lei conosce la PCP (psicologa con cane psicopatico). Mi faccio forza con questa immagine di me che sono nella merda fino al collo, merda che mi hanno scaricato addosso, Emmelle, la collega, io non sono come loro, non parlo di dare e avere, non sono bugiarda, non ho storielle leggere di sesso ... questa merda che ho addosso non voglio lanciarla contro altri, la terró io e poi mi puliró. Quindi sono stata bravissima e non le ho detto niente. Niente merda sulla counselor che mi vuole bene e mi aiuta!
Le ho raccontante delle illuminanti parole che mi hanno dedicato gli amici, lei annuiva, mi guardava con tristi e grande pena, e annuiva silenziosa. Ero fiera di me, sono fiera di me! Di come questo percorso mi abbia dato gli strumenti per essere qui, adesso, a rastrellarmi la testa pensando che sono un abrava persona.
Il mio amore e´ stato puro, sincero. Ho avuto il coraggio di aprirmi ancora, di abbandonarmi ai sentimenti, alle emozioni, di ascoltare quello che provaro e sperimentare.
Io ho sperimentato.
Ho dormito un sonno quasi unico e profondo. Ho spostato la sveglia avanti di mezzora e nel dormiveglia tenevo a bada la testa dai pensieri inutili. Poi mi sono alzata e ho deciso di iniziare a ripulirmi dalla merda. Ho iniziazo spalancando tutte le finestre per fare entrare aria fresca, poi lo stendino, le borse in giro, la roba da montagna, le scarpe da correre, tutto quello che era in giro in attesa di collocazione. Ancora l´immondizia ... via tutto, sacco della Caritas. A pranzo concluderó con una aspirata e una lucidata di pavimento. La mia casa non deve essere bella e pulita perché se arriva Emmelle voglio che la veda (e mi veda) cosí. La mia casa deve essere pulita e ordinata perché io che la abito sono bella, pura e mi rispecchia. La mia casa e´ bella, lui é stato il primo uomo a entrare in casa dopo la seprazione, e´stato un grande passo. Ho sperimentato.
Sono andata a fare la spesa, non lo facevo da aprile, dalla quarantena. C´é ancora fila. Vado a comprare un po di frutta e verdura anche se lo stomaco ancora non reclama niente. Qualcosa voglio buttare dentro, per non esagerare con questi infiniti digiuni. Mi tremano le mani, non so perché. Torno a casa, mangio le cicliegie, a pranzo mangeró la prima cocomera dell´estate.
Seduta al pc a scrivere nuovi tarli arrivano, li accetto, cerco di non giudicarli. Non posso odiare Emmelle perché vorrebbe dire odiare una parte felice della mia vita. Vorrei dirglielo, vorrei dirgli questo e altre cose. Voglio resistere, voglio prendermi un po di tempo io, per cercare le parole (anche se ne avrei in abbondanza) e soprattuto per permettere anche a lui di sperimentare. Puó darsi che maturato il suo tempo ci si possa allineare sulle cose, puó essere che non torni sperimentando cosí tanto e fortementese cosí sará é perché cosí doveva andare. Il mio amore é stato puro e rimarrá.
Non e´ un peccato continuare a volere bene a Emmelle: e´stato due anni di vita, fino a qualche giorno fa. Ci vuole tempo. Serve tempo. Non devo giudicarmi ... la purezza dei mie sentimenti e lámorevolezza che ho messo nella relazione si vede proprio nel fatto che nonostante il suo compartamento io gli voglio bene. Questi doscrosi vanno bene ma senza esagerare. Mentre passo il tempo a scrivere quanto bene gli voglio, quando il mio sentimento sia puro, lui scopa con un´altra (o forse no, ma penso gli gusterebbe). Questo e´grave, questo ed altri comportamenti devono portarmi ad allontarlo. La me grande si occuperá della me piccola e capricciosa che ha perso il suo giochino. La me grande proteggera la me piccola dal fare cazzate, dal suonare il campanello di casa sua senza avere niente da dire, solo per vedere l´effetto che fa!
Ero cosí aggrovigliata che non sapevo da dove partire a raccontarmi, senza scoppiare con qualche paranoia che la coinvolgesse, visto che anche lei conosce la PCP (psicologa con cane psicopatico). Mi faccio forza con questa immagine di me che sono nella merda fino al collo, merda che mi hanno scaricato addosso, Emmelle, la collega, io non sono come loro, non parlo di dare e avere, non sono bugiarda, non ho storielle leggere di sesso ... questa merda che ho addosso non voglio lanciarla contro altri, la terró io e poi mi puliró. Quindi sono stata bravissima e non le ho detto niente. Niente merda sulla counselor che mi vuole bene e mi aiuta!
Le ho raccontante delle illuminanti parole che mi hanno dedicato gli amici, lei annuiva, mi guardava con tristi e grande pena, e annuiva silenziosa. Ero fiera di me, sono fiera di me! Di come questo percorso mi abbia dato gli strumenti per essere qui, adesso, a rastrellarmi la testa pensando che sono un abrava persona.
Il mio amore e´ stato puro, sincero. Ho avuto il coraggio di aprirmi ancora, di abbandonarmi ai sentimenti, alle emozioni, di ascoltare quello che provaro e sperimentare.
Io ho sperimentato.
Ho dormito un sonno quasi unico e profondo. Ho spostato la sveglia avanti di mezzora e nel dormiveglia tenevo a bada la testa dai pensieri inutili. Poi mi sono alzata e ho deciso di iniziare a ripulirmi dalla merda. Ho iniziazo spalancando tutte le finestre per fare entrare aria fresca, poi lo stendino, le borse in giro, la roba da montagna, le scarpe da correre, tutto quello che era in giro in attesa di collocazione. Ancora l´immondizia ... via tutto, sacco della Caritas. A pranzo concluderó con una aspirata e una lucidata di pavimento. La mia casa non deve essere bella e pulita perché se arriva Emmelle voglio che la veda (e mi veda) cosí. La mia casa deve essere pulita e ordinata perché io che la abito sono bella, pura e mi rispecchia. La mia casa e´ bella, lui é stato il primo uomo a entrare in casa dopo la seprazione, e´stato un grande passo. Ho sperimentato.
Sono andata a fare la spesa, non lo facevo da aprile, dalla quarantena. C´é ancora fila. Vado a comprare un po di frutta e verdura anche se lo stomaco ancora non reclama niente. Qualcosa voglio buttare dentro, per non esagerare con questi infiniti digiuni. Mi tremano le mani, non so perché. Torno a casa, mangio le cicliegie, a pranzo mangeró la prima cocomera dell´estate.
Seduta al pc a scrivere nuovi tarli arrivano, li accetto, cerco di non giudicarli. Non posso odiare Emmelle perché vorrebbe dire odiare una parte felice della mia vita. Vorrei dirglielo, vorrei dirgli questo e altre cose. Voglio resistere, voglio prendermi un po di tempo io, per cercare le parole (anche se ne avrei in abbondanza) e soprattuto per permettere anche a lui di sperimentare. Puó darsi che maturato il suo tempo ci si possa allineare sulle cose, puó essere che non torni sperimentando cosí tanto e fortementese cosí sará é perché cosí doveva andare. Il mio amore é stato puro e rimarrá.
Non e´ un peccato continuare a volere bene a Emmelle: e´stato due anni di vita, fino a qualche giorno fa. Ci vuole tempo. Serve tempo. Non devo giudicarmi ... la purezza dei mie sentimenti e lámorevolezza che ho messo nella relazione si vede proprio nel fatto che nonostante il suo compartamento io gli voglio bene. Questi doscrosi vanno bene ma senza esagerare. Mentre passo il tempo a scrivere quanto bene gli voglio, quando il mio sentimento sia puro, lui scopa con un´altra (o forse no, ma penso gli gusterebbe). Questo e´grave, questo ed altri comportamenti devono portarmi ad allontarlo. La me grande si occuperá della me piccola e capricciosa che ha perso il suo giochino. La me grande proteggera la me piccola dal fare cazzate, dal suonare il campanello di casa sua senza avere niente da dire, solo per vedere l´effetto che fa!
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