uomo in lacrime
Un uomo in lacrime. Un uomo in lacrime che ti dice “eppure dovresti essere tu quella che piange”. E invece no. Un po’ perché io è un anno e mezzo che piango quindi ormai ho metabolizzato che la storia non funziona. Ho finito le lacrime. Un po’ perché fossi al tuo posto, avrei davvero tanto da piangere.
Hai mandato a fanculo l’unica donna in venti lunghi anni che ti abbia voluto bene e che si sia presa “cura” di te. Invece che tenertela l’hai sfanculata. Quindi piangi pure perché sai che stai per tornare nella povertà di abbracci, di baci, di telefonate, di attenzioni che (anche se non richieste) ricevevi con regolarità. Piangi perché anche il sesso, che per così lungo tempo hai cercato a pagamento, adesso anche quello non ti interessa, non funziona più spontaneamente. Sei così stanco, depresso stressato che non hai più desiderio. Ci credo che piangi. Così giovane così già avviato al declino. Rassegnato.
E io come posso piangere davanti a un uomo che mi ha umiliata ininterrottamente per così tanti mesi? Come posso dispiacermi dal perderti? Non sarà per le tue parole sempre negative che avrò da disperarmi ma per l’abitudine. Alle telefonate, ai messaggi. Minchiate. Fondamentalmente minchiate mescolate all'idea che potrebbe essere, che sarebbe bello se ... che forse un giorno. Un giorno un cazzo. Smetti di aspettare miracoli. Non accadrà nulla come per tutti gli altri uomini.
Un uomo in lacrime e con un filo di voce ammette che forse “non è amore, non ti ho neanche detto ti amo”. Neanche io te l’ho mai detto, perché sono parole sacre, perché bisogna guadagnarsele, costruirle, viverle. Non posso dire ti amo a un uomo che non mi cerca, che preferisce un maschilista presuntuoso volgare e arrogante a una dolce compagnia, due risate e un po’ di sesso. Capisci che non posso amarti così come sei, come ti comporti. Chissà quanto ti sarà costato ammettere davanti a me che non mi vuoi. Sarà stato faticoso. Mezzora di lacrime sul mio piumino serie summit della North face è il minimo.
Adesso però tocca a me. Lasciarti stare. Dimenticarti. Lasciare che le abitudini si perdano. Fare il vuoto in me e lasciare che anche tu ti senta solo. Non perché tu possa tornare da me ... no, l’amore non è fatto di fughe e ritorni, l’amore è presenza, non abbandono, non tentativi, non sofferenza da lontano. L’amore è una cosa semplice quindi hai ragioni: tra noi non c’è amore.
Adesso provo a dormire. Sarò grata alla vita per la fatica che mi manda in queste giornate e alle quali rispondo con il massimo impegno. Sono qui, affaticata, ma viva e fiduciosa.
Sono qui, sola. Davvero sola adesso.
Hai mandato a fanculo l’unica donna in venti lunghi anni che ti abbia voluto bene e che si sia presa “cura” di te. Invece che tenertela l’hai sfanculata. Quindi piangi pure perché sai che stai per tornare nella povertà di abbracci, di baci, di telefonate, di attenzioni che (anche se non richieste) ricevevi con regolarità. Piangi perché anche il sesso, che per così lungo tempo hai cercato a pagamento, adesso anche quello non ti interessa, non funziona più spontaneamente. Sei così stanco, depresso stressato che non hai più desiderio. Ci credo che piangi. Così giovane così già avviato al declino. Rassegnato.
E io come posso piangere davanti a un uomo che mi ha umiliata ininterrottamente per così tanti mesi? Come posso dispiacermi dal perderti? Non sarà per le tue parole sempre negative che avrò da disperarmi ma per l’abitudine. Alle telefonate, ai messaggi. Minchiate. Fondamentalmente minchiate mescolate all'idea che potrebbe essere, che sarebbe bello se ... che forse un giorno. Un giorno un cazzo. Smetti di aspettare miracoli. Non accadrà nulla come per tutti gli altri uomini.
Un uomo in lacrime e con un filo di voce ammette che forse “non è amore, non ti ho neanche detto ti amo”. Neanche io te l’ho mai detto, perché sono parole sacre, perché bisogna guadagnarsele, costruirle, viverle. Non posso dire ti amo a un uomo che non mi cerca, che preferisce un maschilista presuntuoso volgare e arrogante a una dolce compagnia, due risate e un po’ di sesso. Capisci che non posso amarti così come sei, come ti comporti. Chissà quanto ti sarà costato ammettere davanti a me che non mi vuoi. Sarà stato faticoso. Mezzora di lacrime sul mio piumino serie summit della North face è il minimo.
Adesso però tocca a me. Lasciarti stare. Dimenticarti. Lasciare che le abitudini si perdano. Fare il vuoto in me e lasciare che anche tu ti senta solo. Non perché tu possa tornare da me ... no, l’amore non è fatto di fughe e ritorni, l’amore è presenza, non abbandono, non tentativi, non sofferenza da lontano. L’amore è una cosa semplice quindi hai ragioni: tra noi non c’è amore.
Adesso provo a dormire. Sarò grata alla vita per la fatica che mi manda in queste giornate e alle quali rispondo con il massimo impegno. Sono qui, affaticata, ma viva e fiduciosa.
Sono qui, sola. Davvero sola adesso.
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