Luna di miele finita

Luna di miele finita, si torna alla realtà: non gli piaci, non c’è spazio, non ci sono progetti con me, con altri sì …
Ci avevi creduto un’altra volta? Pensavi che quei dolci risvegli a base di abbracci, baci, colazioni pronte sarebbero durati?
No, non ci avevo creduto, ma sono stati belli e sembravano veri.
Ora tiro la solita riga e ricomincio da capo, dal non sentirlo, non cercarlo, farmi la mia vita. mi concedo un solo se … se solo fosse durata un po di più, se solo avessimo avuto 2 o 3 settimane a disposizione, per vedere se può funzionare davvero, per abituarci un po’ a questi momenti belli, abituarci quel tanto da volerlo cercare ancora. Cazzate, montagne di cazzate. Aveste avuto anche un mese a disposizione non sarebbe cambiato niente. Non gli piaci veramente, non ti vuole veramente e intanto è passato un anno e mezzo.
Un anno e mezzo. Sei sempre lenta.
Sempre a elemosinare briciole con lo stomaco che brontola mentre ti racconti di grandi pranzi. Non sarai mai felice.
Se non lavorando su di te.


"Non arrabbiarti con il pozzo che è secco perché non ti da acqua, piuttosto domandati perché continui ad insistere nel voler prendere l’acqua dove hai già capito che non puoi trovarla."



E in questo ottobre caldo, di grandi cambiamenti, lavorerò anche su questo, da stasera. Un percorso dal quale non mi aspetto niente, che prendo come viene, dal quale mi lascerò investire senza tentare di manovrarlo in nessuna direzione. Non preparo nessun testo da recitare, nessuna arringa difensiva o discorso per la giuria, niente di niente. Sarò una pagina bianca e lascerò che venga scritto quello che Ale (la mia counseling) tirerà a fuori. Se abbaiare stanca … anche programmare è un discreto lavoro. Anche tenere tutto sotto controllo, tentare di far andare le cose come vogliamo noi, come riteniamo sia meglio. Non è una assurda pretesa (nonché sforzo spesso vano) tentare di comandare le cose perché vadano come vogliano o non come dovrebbero? Cosa che poi per altro fanno … le cose vanno per la loro strada, le governiamo in minima parte. Dovremmo Surfare. Dovremmo lasciare più spazio e più libertà, forse arriverebbe anche di più o forse arriverebbero le cose veramente giuste per noi.
Quindi non mi aspetto niente da stasera, non mi aspetto niente da Emmelle, non ho certezze lavorative e taglio rami secchi di persone. Eppure sento che è la strada giusta, sento che qualcosa si sta muovendo e troverà un suo sbocco naturale. Sento che tutto cambierà e che finirò questo percorso dicendo “perché non l’ho fatto prima?”
Perché non ho lasciato prima Emmelle?
Perché non ho chiesto prima supporto a qualcuno?
Perché non ho cambiato prima lavoro?
A un certo punto sento che tutto andrà bene anche se resterà quella sensazione di non averci pensato prima.



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