Cose che succedono.
Succedono cose, tante, diverse, non sono fuori dalla comfort zone, sono nel pieno di una tempesta fuori dalla comfort zone.
Ma è quello che volevi, quello che in fondo sai che ti serve: cambiare.
Cambiare tutto, a partire dal lavoro, dal mettersi alla prova con una lingua, dal cambiare frequentazioni. Del resto il tuo elenco dei desideri parla chiarissimo: parlare fluentemente inglese … lavorare in un ambiente con persone di cui ho stima e non con persone di cui non me fotte una minchia. Non c’è traccia della corsa, delle gare, di tutto quello che mi ha occupato la testa per molti anni.
Il cambiamento è fatica e giusto per faticare dovresti anche riflettere sull'ultimo incontro con ALE, perché domani è di nuovo giovedì e dovrai di nuovo far parlare le tue mani, le tue ciabatte, le due te (buona e cattiva), le due pance (la piena e la vuota). Dovrai farle parlare anche se in questi giorni sono state insolitamente silenziose, forse proprio perché troppo affaticate.
Il futuro è molto nebuloso, vago, indefinito. Lavoro, amicizie, relazioni, situazione economica. Non ho paura, go voglia di cambiamento, ma più penso che è reale, più mi domando se saprò cambiare davvero, se saprò vivere con meno soldi (quando già ora fatico), se la decrescita felice mi porterà davvero felicità, se quello che desidero da anni sia davvero quello che volevo e non l’ennesima “fuffa” che mi raccontavo e che scoprirò essere nuova fonte di delusione. Davvero lavorare nel pubblico, nel sociale, mi darà la possibilità di esprimere meglio i miei “talenti”, anche se non sono sicura di sapere quali siano e se ne abbia davvero? Non è forse l‘ennesima fuga dal mio generico malessere.
Ho sempre detto che vorrei lavorare meno, vorrei avere più tempo. Bene. E se trovo da lavorare 30 ore a settimana poi del tempo rimanete cosa ne faccio? Mi alleno? Ok. Leggo? OK, Dipingo? Ok. Sto con mia figlia finché lei vorrà? Ok. E poi? Poi mi sentirò più sola o meno sola? più tranquilla o più inquieta? Sì ecco, non sono così sicura che l’idea di vita che vorrei possa rendermi davvero felice. Io lo penso, lo credo e lo voglio provare, ma la preoccupazione economica rovina un po’ i piani. Non avessi mutuo, andrei veramente sparata tipo kamikaze, senza paura di saltare per aria. 100.000 euro e me fregherei di tutto e mi sbatterei in Germania a ingognarmi a forza il tedesco. Meno mutuo e più tempo, la chiave della mia felicità.
Torniamo ad Ale, cosa le racconti? Che te ne stai sola-soletta coltivando solo rapporti di cui sei ultra sicura della loro autenticità? Che la te cattiva accetta di vestirsi meglio, si trucca anche, cambia gli orecchini …a patto di poter girare ancora in ciabatte. Mi sento nel qui e ora, mi sento molto connessa alle cose che faccio ogni giorno, mi sento presente. E sto bene nel presente visto che il futuro me lo hanno mezzo cancellato o me lo stanno provando a rubare. E’ un futuro che possono anche rubarmi tanto mi fa schifo.
Ok proprio schifo no … stipendio fisso, arrabattarsi sul fine mese, Colleghi da ignorare tanto trasudano stupidità e arroganza, lavoro noioso, ripetitivo, privo di stimoli. Questo bicchiere è davvero mezzo vuoto o mezzo pieno?
E queste seghe sono solo mentali o sono vere?
Ma è quello che volevi, quello che in fondo sai che ti serve: cambiare.
Cambiare tutto, a partire dal lavoro, dal mettersi alla prova con una lingua, dal cambiare frequentazioni. Del resto il tuo elenco dei desideri parla chiarissimo: parlare fluentemente inglese … lavorare in un ambiente con persone di cui ho stima e non con persone di cui non me fotte una minchia. Non c’è traccia della corsa, delle gare, di tutto quello che mi ha occupato la testa per molti anni.
Il cambiamento è fatica e giusto per faticare dovresti anche riflettere sull'ultimo incontro con ALE, perché domani è di nuovo giovedì e dovrai di nuovo far parlare le tue mani, le tue ciabatte, le due te (buona e cattiva), le due pance (la piena e la vuota). Dovrai farle parlare anche se in questi giorni sono state insolitamente silenziose, forse proprio perché troppo affaticate.
Il futuro è molto nebuloso, vago, indefinito. Lavoro, amicizie, relazioni, situazione economica. Non ho paura, go voglia di cambiamento, ma più penso che è reale, più mi domando se saprò cambiare davvero, se saprò vivere con meno soldi (quando già ora fatico), se la decrescita felice mi porterà davvero felicità, se quello che desidero da anni sia davvero quello che volevo e non l’ennesima “fuffa” che mi raccontavo e che scoprirò essere nuova fonte di delusione. Davvero lavorare nel pubblico, nel sociale, mi darà la possibilità di esprimere meglio i miei “talenti”, anche se non sono sicura di sapere quali siano e se ne abbia davvero? Non è forse l‘ennesima fuga dal mio generico malessere.
Ho sempre detto che vorrei lavorare meno, vorrei avere più tempo. Bene. E se trovo da lavorare 30 ore a settimana poi del tempo rimanete cosa ne faccio? Mi alleno? Ok. Leggo? OK, Dipingo? Ok. Sto con mia figlia finché lei vorrà? Ok. E poi? Poi mi sentirò più sola o meno sola? più tranquilla o più inquieta? Sì ecco, non sono così sicura che l’idea di vita che vorrei possa rendermi davvero felice. Io lo penso, lo credo e lo voglio provare, ma la preoccupazione economica rovina un po’ i piani. Non avessi mutuo, andrei veramente sparata tipo kamikaze, senza paura di saltare per aria. 100.000 euro e me fregherei di tutto e mi sbatterei in Germania a ingognarmi a forza il tedesco. Meno mutuo e più tempo, la chiave della mia felicità.
Torniamo ad Ale, cosa le racconti? Che te ne stai sola-soletta coltivando solo rapporti di cui sei ultra sicura della loro autenticità? Che la te cattiva accetta di vestirsi meglio, si trucca anche, cambia gli orecchini …a patto di poter girare ancora in ciabatte. Mi sento nel qui e ora, mi sento molto connessa alle cose che faccio ogni giorno, mi sento presente. E sto bene nel presente visto che il futuro me lo hanno mezzo cancellato o me lo stanno provando a rubare. E’ un futuro che possono anche rubarmi tanto mi fa schifo.
Ok proprio schifo no … stipendio fisso, arrabattarsi sul fine mese, Colleghi da ignorare tanto trasudano stupidità e arroganza, lavoro noioso, ripetitivo, privo di stimoli. Questo bicchiere è davvero mezzo vuoto o mezzo pieno?
E queste seghe sono solo mentali o sono vere?
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