Regole pratiche anti Emmelle
Non è facile stare con quello che c’è. Non è facile guarire le ferite, lavorare su di se per cambiare, accettarsi. Accettare di non occupare così tanto spazio nella vita altrui, accettare che si … potresti restare sola così per il resto dei tuoi giorni. Accettare di avere una vita che sembra diversa da quelli di molti altri.
Accettare, perdonarsi, piangere anche se serve, se aiuta a sfogare. Ma di base stare con quello che c’è ed essere grata.
Chissà magari divento monaco buddista a forza di stare così sola e distaccata dal mondo. Forse davvero divento un profeta, mi arriva l’illuminazione. Forse non riuscirò pi a stare nel mondo frivolo e superficiale, dopo tanta pulizia da quello che non serve. Diventerò una disadattata? Lo sono già forse, ma così mi sembra di peggiorare. Certo sto bene. Sono sola ma mi sento meno sola di quando faccio mille cose, ho l’agenda piena di impegni e arrivo a sera distrutta, con la pancia pinea di schifezze e insoddisfatta. Sola ma contenta e mi fa paura.
Oggi poi mi manca la polpetta. Tantissimo. Eppure siamo state insieme tutta la settimana, da lunedì a venerdì tutti i pomeriggi e anche le sere fino a giovedì. Però lasciarla con quel suo broncio mentre mi dice “Cerca di arrivare il prima possibile” mi ha messo tristezza. L’estate è lunga anche per lei, sbalottata ovunque, povera figlia mia. Su di lei ricade la mia inquietudine, ci provo a guarire, a fare meglio. Certi periodi funzioni, certi altri sono in fuga da tutto.
Poi non essere gelosa se una volta, una sola volta in tutta l’estate, fa qualcosa di figo con suo padre! Qualcosa che volevi fare tu con lei e rimandavi da mille anni perch+ comunque fate altre cose. Sii felice per la tua patata, godi del suo momento di montagna con suo padre. Per una volta! Rasserenati, smetti di invidiare sempre tutto e tutti. Vivi e fai vivere delle esperienze FANTASTICHE a tua filgia, tutti te lo riconosco, tutti ti fanno i complimenti … piantala di voler fare sempre meglio, di voler sempre primeggiare e avere il riflettore puntato su di te!
Ora veniamo al caro Emmelle, buono, onesto, ricco, trombatore e baciatore eccellente ma fintamente calato nel ruolo di padre. Giovedì per quell’ora passata a casa a mettere a letto i bambini (di anni 16!) pareva vincesse il premio padre dell’anno. Impossibile vedersi, rinunciare a quell’ora con i figli … scenata strappa lacrime. Poi però si è fatto i cazzi suoi venerdì (tutto il giorno) e stamattina. Doveva alzarsi presto, correre e scendere filato giù a a casa, a fare il padre perfetto. Come al solito i piani sono saltati, lui è scesa all’ora di pranzo e si è fatto i cazzi suoi anche tutta la mattina. Chiariamo: non c’è niente di male a farsi cazzi proprio, e lo dico io che me li faccio sempre e volentieri, il problema è che quel tempo poteva anche passarlo con me! E la sua corsa del cazzo, che ne parla manco fosse il Bolt dell’atletica leggera, il Killian dell’ultra running, poteva farla con ME. Questo è il punto, questa è l’umiliazione che riapre la mia ferita e che io devo curare. Accetto di non piacergli, mi perdono per essere ancora qui dopo un anno e ma non gli consento più di farmi soffrire.
Piano strategico per la prossima settimana e nuove regole di somministrazione whatsapp e telefono:
regola numero 1: rispondere ai messaggi solo dopo le ore 21. Ti scrive ‘buongiorno’? Gli rispondi ‘Buonasera’. Niente ping pong di messaggi, 'ti chiamo dopo' e poi non chiama mai, 'forse ci vediamo a colazione' e poi si fa vivo a metà pomeriggio per un bicchiere d’acqua. FINE. Lui scrive quando vuole, io rispondo dopo le 21!
Regola numero 2: per non ostacolarlo nel suo ruolo di padre impegnatissimo nei weekend, non rispondere durante i medesimi! Facile: “pensavo avessi da fare, ho preferito non disturbati”. Un grande classico, il più grande classico per dirti “non me ne fotte un cazzo di te!”.
Regola numero 3: smetti di rispondere alle telefonate quando è in viaggio. Per suo stessa ammissione ha detto che durante le ore in auto, di viaggio, sono il momento in cui gli manco di più. LE chiacchiere, i discorsi, la compagnia. Quindi VIETATO Rispondere durante i suoi viaggi! Tutto questo è stronzo? Boh, forse, potrebbe essere e allora? Non è forse stronzo un uomo che racconta un mare di bugie da un anno?
Regola numero 4: le uscite. Come regolare le uscite di un uomo che non ti chiede di uscire? Dovrebbe essere la parte più facile del piano: non invitarlo mai più TU. Mai più … hai chiaro il significato delle parole MAI-PIU’? Dovresti iniziare ad allenarti regolarmente, a simulare le risposte, nel caso (molto remoto) che lui ti inviti.
“Ti andrebbe di venire su da me, in montagna?”
“grazieeee, devo allenarmi!”
“grazieeeee, ho amici a cena”
“grazieeeeeeeee, ho una mestruazione così forte …”
Esercitati sul “grazieeee” affinché sia stridulo, da oca, falso, in modo che capisca bene che stai recitando. Recita male, così che lo possa capire.
Altre regole non me ne vengono in mente. Basta applicare le prime 3 e secondo me sono fuori in un attimo. Per metà settembre avrete interrotto tutte le comunicazioni. Non resterà più traccia di lui, sarà finalmente libera, alleggerita da questo peso e dal pso dai kg che magicamente spariranno. Leggera di testa, leggera di peso. Ne sono certa.
Accettare, perdonarsi, piangere anche se serve, se aiuta a sfogare. Ma di base stare con quello che c’è ed essere grata.
Chissà magari divento monaco buddista a forza di stare così sola e distaccata dal mondo. Forse davvero divento un profeta, mi arriva l’illuminazione. Forse non riuscirò pi a stare nel mondo frivolo e superficiale, dopo tanta pulizia da quello che non serve. Diventerò una disadattata? Lo sono già forse, ma così mi sembra di peggiorare. Certo sto bene. Sono sola ma mi sento meno sola di quando faccio mille cose, ho l’agenda piena di impegni e arrivo a sera distrutta, con la pancia pinea di schifezze e insoddisfatta. Sola ma contenta e mi fa paura.
Oggi poi mi manca la polpetta. Tantissimo. Eppure siamo state insieme tutta la settimana, da lunedì a venerdì tutti i pomeriggi e anche le sere fino a giovedì. Però lasciarla con quel suo broncio mentre mi dice “Cerca di arrivare il prima possibile” mi ha messo tristezza. L’estate è lunga anche per lei, sbalottata ovunque, povera figlia mia. Su di lei ricade la mia inquietudine, ci provo a guarire, a fare meglio. Certi periodi funzioni, certi altri sono in fuga da tutto.
Poi non essere gelosa se una volta, una sola volta in tutta l’estate, fa qualcosa di figo con suo padre! Qualcosa che volevi fare tu con lei e rimandavi da mille anni perch+ comunque fate altre cose. Sii felice per la tua patata, godi del suo momento di montagna con suo padre. Per una volta! Rasserenati, smetti di invidiare sempre tutto e tutti. Vivi e fai vivere delle esperienze FANTASTICHE a tua filgia, tutti te lo riconosco, tutti ti fanno i complimenti … piantala di voler fare sempre meglio, di voler sempre primeggiare e avere il riflettore puntato su di te!
Ora veniamo al caro Emmelle, buono, onesto, ricco, trombatore e baciatore eccellente ma fintamente calato nel ruolo di padre. Giovedì per quell’ora passata a casa a mettere a letto i bambini (di anni 16!) pareva vincesse il premio padre dell’anno. Impossibile vedersi, rinunciare a quell’ora con i figli … scenata strappa lacrime. Poi però si è fatto i cazzi suoi venerdì (tutto il giorno) e stamattina. Doveva alzarsi presto, correre e scendere filato giù a a casa, a fare il padre perfetto. Come al solito i piani sono saltati, lui è scesa all’ora di pranzo e si è fatto i cazzi suoi anche tutta la mattina. Chiariamo: non c’è niente di male a farsi cazzi proprio, e lo dico io che me li faccio sempre e volentieri, il problema è che quel tempo poteva anche passarlo con me! E la sua corsa del cazzo, che ne parla manco fosse il Bolt dell’atletica leggera, il Killian dell’ultra running, poteva farla con ME. Questo è il punto, questa è l’umiliazione che riapre la mia ferita e che io devo curare. Accetto di non piacergli, mi perdono per essere ancora qui dopo un anno e ma non gli consento più di farmi soffrire.
Piano strategico per la prossima settimana e nuove regole di somministrazione whatsapp e telefono:
regola numero 1: rispondere ai messaggi solo dopo le ore 21. Ti scrive ‘buongiorno’? Gli rispondi ‘Buonasera’. Niente ping pong di messaggi, 'ti chiamo dopo' e poi non chiama mai, 'forse ci vediamo a colazione' e poi si fa vivo a metà pomeriggio per un bicchiere d’acqua. FINE. Lui scrive quando vuole, io rispondo dopo le 21!
Regola numero 2: per non ostacolarlo nel suo ruolo di padre impegnatissimo nei weekend, non rispondere durante i medesimi! Facile: “pensavo avessi da fare, ho preferito non disturbati”. Un grande classico, il più grande classico per dirti “non me ne fotte un cazzo di te!”.
Regola numero 3: smetti di rispondere alle telefonate quando è in viaggio. Per suo stessa ammissione ha detto che durante le ore in auto, di viaggio, sono il momento in cui gli manco di più. LE chiacchiere, i discorsi, la compagnia. Quindi VIETATO Rispondere durante i suoi viaggi! Tutto questo è stronzo? Boh, forse, potrebbe essere e allora? Non è forse stronzo un uomo che racconta un mare di bugie da un anno?
Regola numero 4: le uscite. Come regolare le uscite di un uomo che non ti chiede di uscire? Dovrebbe essere la parte più facile del piano: non invitarlo mai più TU. Mai più … hai chiaro il significato delle parole MAI-PIU’? Dovresti iniziare ad allenarti regolarmente, a simulare le risposte, nel caso (molto remoto) che lui ti inviti.
“Ti andrebbe di venire su da me, in montagna?”
“grazieeee, devo allenarmi!”
“grazieeeee, ho amici a cena”
“grazieeeeeeeee, ho una mestruazione così forte …”
Esercitati sul “grazieeee” affinché sia stridulo, da oca, falso, in modo che capisca bene che stai recitando. Recita male, così che lo possa capire.
Altre regole non me ne vengono in mente. Basta applicare le prime 3 e secondo me sono fuori in un attimo. Per metà settembre avrete interrotto tutte le comunicazioni. Non resterà più traccia di lui, sarà finalmente libera, alleggerita da questo peso e dal pso dai kg che magicamente spariranno. Leggera di testa, leggera di peso. Ne sono certa.
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