Coltivarsi
Era nell’aria. Più ancora che nell’aria era nella pelle (e nella palle), nel nervosismo che non riuscivo più a contenere, nelle parole che scaraventavo fuori dalla bocca e fuori controllo. E’ vero, questa cosa succede quasi sempre in pre mestruo, ma è comunque quello che sento, quello che vivo, che percepisco … da un anno. Da un anno le stesse orrende sensazioni, quindi va bene così.
Il bello di lasciare un uomo dopo che avevi già detto a tutti che vi eravate lasciati, è che all’apice del dolore e della consapevolezza di aver chiuso il capitolo, non devi più spiegazioni a nessuno, nessuno ti chiede di lui perché hanno smesso di farlo mesi fa. Meno ne parli, meno rivivi la delusione e l’amarezza del fallimento.
Codice del silenzio: di nuovo e come sempre. Codice del silenzio con i suoi alti e bassi, con le voglie che verranno di scrivergli, le speranze di sentire la sua suoneria personalizzata. Codice del silenzio, la liberazione del telefono per i prossimi 5-8 giorni, poi lentamente risalirà come il rigurgito di un peperone che hai mangiato ma sapevi che sarebbe stato indigesto.
Codice del silenzio che regala inizialmente pace, che inizialmente rilassa, mette tutto a tacere, specialmente le speranze e i pensieri diventati chiodi fissi. Codice del silenzio che riscatta dal sentirsi inadeguata, nn abbastanza, etc.
Io vado bene così, lui va bene così, insieme non è il momento anche se questa storia ha sinceramente stufato. Possibile che non sia mai il momento con nessuno?
Zitta, codice del silenzio anche nella tua testa. Pensa che l’autunno è vicino, porterà sì il buio e la monotonia delle giornate casa-scuola-lavoro, ma porterò il fresco, le corse su strada, il sudore che finalmente smette di scendere, il minestrone di verdure che fa bene e la possibilità di dimagrire! Tutto questo sarà presto mio, fino alla noia, fino alla nausea. Almeno basta estate, caldo, afa, giornate lunghe da riempire, venerdì pomeriggio corti che vorresti trascorrere su un letto in sua compagnia, voglia di andare nella casa in montagna!! Niente più di tutto questo sarà possibile, questa è l’estate e sta finendo, ne abbiamo avute due, ce le siamo vivacchiate in qualche modo (bene, ma non benissimo) e non torneranno, le lasciamo dietro di noi.
Certo vorrei mettermi a contestarti parola per parola, specialmente quando dici “Ci sono e ci sarò sempre per te come amico” … sei carino, è una di quelle frasi da film, si usavano una volta, è anacronistica detta adesso, in questa epoca, in questo momento di relazioni liquide. E soprattutto è FALSA, perché se ci sei come amico ci saresti potuto essere quando te l’ho chiesto … invece non c’eri e non quindi nn si capisce perché potresti esserci in futuro … da amico? Non vuol dire una minchia.
Comunque sono brava, per due motivi. Il primo motivo è che non mi aspetto "ritorni". Ho smesso da subito di sognare o immaginare che lui torni da me, con fiori e anello, dicendo che mi vuole per sempre. Non succederà e lo accetto. Meno di una settimana fa mi ha sussurrato "io non scappo, io ci sono", meno di una settimana parole belle, sensate, sembravano di cuore ... ci avevo creduto, mi avevano dato forza, coraggio, CONFORTO. Mi pareva davvero fossimo vicini, fosse possibile anche senza dirsi come o quando. Sembrava un tentativo ... sembrava tante cose, ma poi incenerite dal tuo messaggio di ieri sera. Addio coerenza.
Il secondo motivo è che non voglio cedere alla tentazione di controbattere. Basta rimpallarsi le questioni, tu-io, io-tu. Mi sto impegnando per non rileggere le tue parole, per non “mantrizzarle” a memoria pronta a demolirle punto per punto. Non voglio demolire nessuno, voglio costruire con qualcuno che abbia il mio stesso sentire, e non è lui. Non ci sarà nessun ricorso, non preparerò nessuna arringa in caso di citazione in giudizio in tribunale. Voglio solo silenzio, voglio lasciare depositare tutto ma vorrei anche trattenere questa sensazione di inadeguatezza e disagio, per quando arriveranno i momenti di nostalgia (Che arriveranno). In quei momenti devo ricordarmi di questo “Schifo” che provo, di questo rifiuto totale, di queste umiliazioni.
Un anno di umiliazioni, di tutti i tempi e della peggior specie. Perché ho resistito tanto? Penso proprio di valere così poco? Umiliazioni sessuali, psicologiche, fisiche con abbuffate cosmiche e perenne fatica a correre. Mettiamo la parola fine. Ci è voluto un anno, ma ci siamo, è il momento per ricominciare, per lasciare andare, per potare, lui e tutti gli altri. Allontanarli, ignorarli, stare con il vuoto, imparare a gestire la libertà, senza paura. Rallentare, prendersi del tempo per leggere, farsi uno scrub, curarsi di sé, meditare, fare ginnastica, coltivarsi. Coltivarsi è la parola giusta.
Il bello di lasciare un uomo dopo che avevi già detto a tutti che vi eravate lasciati, è che all’apice del dolore e della consapevolezza di aver chiuso il capitolo, non devi più spiegazioni a nessuno, nessuno ti chiede di lui perché hanno smesso di farlo mesi fa. Meno ne parli, meno rivivi la delusione e l’amarezza del fallimento.
Codice del silenzio: di nuovo e come sempre. Codice del silenzio con i suoi alti e bassi, con le voglie che verranno di scrivergli, le speranze di sentire la sua suoneria personalizzata. Codice del silenzio, la liberazione del telefono per i prossimi 5-8 giorni, poi lentamente risalirà come il rigurgito di un peperone che hai mangiato ma sapevi che sarebbe stato indigesto.
Codice del silenzio che regala inizialmente pace, che inizialmente rilassa, mette tutto a tacere, specialmente le speranze e i pensieri diventati chiodi fissi. Codice del silenzio che riscatta dal sentirsi inadeguata, nn abbastanza, etc.
Io vado bene così, lui va bene così, insieme non è il momento anche se questa storia ha sinceramente stufato. Possibile che non sia mai il momento con nessuno?
Zitta, codice del silenzio anche nella tua testa. Pensa che l’autunno è vicino, porterà sì il buio e la monotonia delle giornate casa-scuola-lavoro, ma porterò il fresco, le corse su strada, il sudore che finalmente smette di scendere, il minestrone di verdure che fa bene e la possibilità di dimagrire! Tutto questo sarà presto mio, fino alla noia, fino alla nausea. Almeno basta estate, caldo, afa, giornate lunghe da riempire, venerdì pomeriggio corti che vorresti trascorrere su un letto in sua compagnia, voglia di andare nella casa in montagna!! Niente più di tutto questo sarà possibile, questa è l’estate e sta finendo, ne abbiamo avute due, ce le siamo vivacchiate in qualche modo (bene, ma non benissimo) e non torneranno, le lasciamo dietro di noi.
Certo vorrei mettermi a contestarti parola per parola, specialmente quando dici “Ci sono e ci sarò sempre per te come amico” … sei carino, è una di quelle frasi da film, si usavano una volta, è anacronistica detta adesso, in questa epoca, in questo momento di relazioni liquide. E soprattutto è FALSA, perché se ci sei come amico ci saresti potuto essere quando te l’ho chiesto … invece non c’eri e non quindi nn si capisce perché potresti esserci in futuro … da amico? Non vuol dire una minchia.
Comunque sono brava, per due motivi. Il primo motivo è che non mi aspetto "ritorni". Ho smesso da subito di sognare o immaginare che lui torni da me, con fiori e anello, dicendo che mi vuole per sempre. Non succederà e lo accetto. Meno di una settimana fa mi ha sussurrato "io non scappo, io ci sono", meno di una settimana parole belle, sensate, sembravano di cuore ... ci avevo creduto, mi avevano dato forza, coraggio, CONFORTO. Mi pareva davvero fossimo vicini, fosse possibile anche senza dirsi come o quando. Sembrava un tentativo ... sembrava tante cose, ma poi incenerite dal tuo messaggio di ieri sera. Addio coerenza.
Il secondo motivo è che non voglio cedere alla tentazione di controbattere. Basta rimpallarsi le questioni, tu-io, io-tu. Mi sto impegnando per non rileggere le tue parole, per non “mantrizzarle” a memoria pronta a demolirle punto per punto. Non voglio demolire nessuno, voglio costruire con qualcuno che abbia il mio stesso sentire, e non è lui. Non ci sarà nessun ricorso, non preparerò nessuna arringa in caso di citazione in giudizio in tribunale. Voglio solo silenzio, voglio lasciare depositare tutto ma vorrei anche trattenere questa sensazione di inadeguatezza e disagio, per quando arriveranno i momenti di nostalgia (Che arriveranno). In quei momenti devo ricordarmi di questo “Schifo” che provo, di questo rifiuto totale, di queste umiliazioni.
Un anno di umiliazioni, di tutti i tempi e della peggior specie. Perché ho resistito tanto? Penso proprio di valere così poco? Umiliazioni sessuali, psicologiche, fisiche con abbuffate cosmiche e perenne fatica a correre. Mettiamo la parola fine. Ci è voluto un anno, ma ci siamo, è il momento per ricominciare, per lasciare andare, per potare, lui e tutti gli altri. Allontanarli, ignorarli, stare con il vuoto, imparare a gestire la libertà, senza paura. Rallentare, prendersi del tempo per leggere, farsi uno scrub, curarsi di sé, meditare, fare ginnastica, coltivarsi. Coltivarsi è la parola giusta.
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