Che tenerezza mista a pena

Che tenerezza mista a pena. Tutte quelle regole che ti sei data, che hai in qualche modo congeniato a tua tutela non servono.
Non serve rispondere solo la sera tarda … perché nessuno ti ha scritto.
Non serve evitare le chiamate durante i viaggi … perché nessuno ti ha chiamato.
Che tenerezza mi faccio. Anche un po’ pena, nel vedere gli svarioni mentali che ti colpiscono, le menate che ti affliggono, le congetture che immagini nel tuo mondo surreale.
Tutto finto. Tutto finzione.
E’ rimasto fedele a quello che aveva scritto “non aspettarmi come compagno”. Ok, c’è stato un calo di mutande e di coerenza meno di 24 ore dopo, magari solo perché io ho proposto i 15 minuti di silenzioso abbraccio. Che altra idea divinamente geniale, 15 minuti di silenzio e abbracci, che in 3 minuti era diventato un massaggio-abbraccio, in 5 minuti era un massaggio-abbraccio-limono duro e in meno di 15 minuti eravamo uno nell’altro, con i corpi piacevolmente incollati dalle temperature miti di fine agosto. Forse mai avevamo fatto l’amore con tanto caldo e sudore, siamo animali freddi, noi due.
Non so se la nostra amica comune faccia il tifo per noi o meno. A volte penso vorrebbe vedermi felice, accoppiata o almeno non maledettamente sola come sono. A volte invece pare incoraggiarmi a cercare altro, sapendo che forse non siamo fatti per stare insieme. Comunque è gentile … ancora mi riporta quando tu parli di noi, della donna unica (parole sue di lei cioè di lui) che sta perdendo. E la sta perdendo unicamente per colpa sua (di lui). Anche lui fa tenerezza mista a pena. Dice lei che non lo aveva mai viso così “cucciolo affettuoso”, che sembra sinceramente dispiaciuto e avvilito ma dice (lui) che non può darmi quello che voglio. Come se sapessi io, quello che voglio per me. Forse dovrebbe lui interrogarsi su cosa vuole per se.
Comunque il silenzio non è male, sarà che siamo solo al 2-3 gg, sono ancora serena, lucida, non ho ancora tentazioni. Ho quel misto di rassegnazione e tenerezza, ma sempre mista a pena. Alla pena che mi faccio a pensarmi così sola, così piena di tempo in un mondo che non ha tempo per niente e nessuno. Alla pena che provo nel costringermi a fare cose che non voglio, senza individuare niente che mi dia gioia … piccola gioia. Tutto ruoto sempre e ancora intorno al cibo (aperitivo o cena fuori) o alla corsa (con qualcuno, che da sola per carità ci sto anche troppo). Pare che sappia fare solo queste due cose. A Volte spulcio qualcosa la cinema ma poi finisce che non vado.
Interrogati, a fondo, con sincerità: cosa potrebbe darti gioia questa sera? Ti andrebbe di uscire per una pizza con M.P.&F? No, sono uscita a mangiare la pizza con loro, per un intero inverno, solo perché non avevo di meglio di fare! L’unico vero interesse era la pizza, non c’erto quell’anziano di M, quel frocio di P (persona deliziosa per carità, ma argomenti comuni ..) e men che meno per F. mio superiore! Quindi via … niente pizza.
Ti andrebbe di correre? No, non mi va di correre, sono andata ieri sera, son andata domenica, non ho voglia di sudore, puzzo di sintetico, fatica, sete, di doccia e poi cena consumata in fame chimica da allenamento, da sola, su quel tavolo gelido della cucina. No.
Un giro in bici? Vedi sopra: no, per tutti gli sport, forse potrei fare eccezione per un tramonto al corno bianco, tanto per non portarmi in zone a “rischio”. Ma comunque devo salire in auto ed è uno sbatti.
Interrogati ancora: Cosa faresti se proprio potessi? Una cena con le amiche di casa? Venerdì … è già programmata, devi solo avere pazienza.
Sushi? Mc? vuoi soffocare di nuovo tutto con una cena, con del cibo? No! Vorrei cambiare, ma non so con cosa.
Dai onesta … dillo … tanto non puoi farlo e sei di nuovo a caccia di ossigeno inviando inviti nell’etere, SBAGLIATO, cazzo, SBAGLIATO. Basta cercare chi non ti vuole.
Onesta? me ne andrei su nella casa di montagna, suonerei il campanello e chiedere di mangiare insieme alla luce della cappa della cucina. Chiederei di fare due chiacchiere sulla panchina in terrazza, bevendo una birra. Chiederei un abbraccio e un bacio e due risate, rotolandoci nel letto. Peccato non ti voglia, peccato non abbia il tuo stesso desiderio.
Penso ancora al tramonto, 1 ora di macchina, Sali così come sei, rubi la maglia del popolo in ufficio e via …
1 ora di auto più un’altra ora di auto per rientrare. Che poi sei capace di rientrare allungando a cazzo fino alla casa di montagna. Avessi ancora la vecchia Marisa, così “mimetizzabile” e comune. Invece no, la Rossella fuocheggia, lucida, brillante, con la sua linea originale e il suo colore vistoso. Non posso passare sotto casa sua, se per sfiga è alla finestra mi vede sicuro, lo so, lo sento!
Interrogati … un aperitivo al lago, tu, sola, il tramonto, il vento del Garda fresco … oh sì, Garda! Oh quelle spiagge dove ho tanto riso e sono stata tanto felice, con quel vento, il bar la Sega, la pizza&Burger … ma anche loro così lontane, sempre 1 ora di auto, più un’altra ora a tornare. E intanto che fai? Intanto resto in ufficio, a scrivere, a perdere tempo, a lasciare che i minuti passino e che sia sufficientemente tardi per non dover far più niente.
Non so se sia una soluzione, se sia un rimandare il problema, però va bene.
Domani è un altro giorno.




Delle cose che penso, ne conosci solo un po'
E di quello che voglio n'esaudisci solo un po'
E di quello che hai dentro, te ne ho tolto solo un po'
E di quello che hai perso non ne ho vinto neanche un po'
E cos'è che ti guardi? Non mi vedi neanche più
E però quegli sguardi me li hai regalati tu
Come faccio a spiegarti che oramai non mi odio più?
Come faccio a aggrapparmi al fatto che non mi amo più?
La luna di notte non ci scalda più
Le bombe alla crema, i morsi sulla schiena
La televisione, la tua depressione, il telegiornale
Ti giuro, amore

Non mi va di andare al mare
Non mi va, la Polynesia
Non mi va di fare le cose soltanto per fare
Fantasticare

Fantasticare
e fare le cose nel modo ideale
Dimenticarti
dimenticare
Che una volta era tutto speciale

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