pensieri da MIO-DIO

Stesse sensazioni di fine agosto: qualcosa non gira. Le sensazioni non sono buone, come se qualcosa non girasse, come se mi respingesse. Temo di nuovo di non piacergli, di non interessargli. Cosa che avrebbe anche un perché molto lucido e semplice: siamo mela e pera. Essere mela e pera, non è come essere cane e gatto, cioè in conflitto, in combutta. No, noi siamo solo diversi: io sono sport, vacanze, exit strategy per la vecchiaia. Lui è impegno familiare, lavoro, politica. Il nostro non è un dialogo, più spesso assomiglia a un monologo alternato: parto io, programmi, weekend, idee, corse per poi cedere la parola a lui, di Maio, Salvini, il premio di fine anno sull'utile. MIO-DIO. Che non stavo con un uomo che si interessava di politica devo andare indietro a ... mai. Credo veramente MAI. Mai avuto un uomo così aggiornato, così sul pezzo, così conoscitore dei meccanismi economici, politici, MAI. Io che dal sistema voglio uscire ... lui che nel sistema vuole farci i soldi o comunque guadagnarci.
Questo il quadro della situazione. Ora mi siedo e lo osservo, lascio che esca qualcosa, senza interpretare, senza farmi film o viaggi mentali. Se lo sento lontano potrebbe essere per la mia enorme ignoranza economico-socio-politica degli ultimi 35 anni? O per il mio desiderio di smettere di lavorare? Non lo so. Mentre facciamo l'amore provo a guardarlo. E' brutto, non c'è niente da fare. Mi sto abituando ai suoi baci, alle sue mani, ma resta basso e brutto e grasso. Quella mani così lisce, curate, da bambino grassottello! MIO-DIO non posso parlare così di questo bravo uomo, limpido, trasparente, onesto, lavoratore!
Non mi piace e secondo me non piaccio a lui. Di certo mi sento già bella appiccicosa e incalzante con i programmi da qui al 2050. Che noia. Faccio sempre le stesse cose, ripeto gli stessi schemi suicidi. MIO-DIO prova a cambiare, sei veramente una noia. Più mi dico non cercarlo, più sono lì come una cretina. Che poi il cuore batte per quell'idiota che sogno di baciare nel bagagliaio della sua auto sporca di peli di cane e briciole di figli, in un post gara con i capelli di paglia secca, la faccia paonazza dallo sforzo, gonfia come una mongolfiera in pieno volo! MIO-DIO, che strana idea di romanticismo ... non serviti a niente i film degli anni 90 se mi ritrovo a sognare questo, un bacio nel baule di una macchina dopo una corsa da 50 km. Non guarirò mai, ammesso sia una malattia.

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