Periodo d'oro
Guardo il mio oroscopo. Ovviamente ottimo visto il periodo d’oro. Prosegue quel momento magico in cui qualsiasi cosa tocco diventa oro. E’ la vita che tenta di distrarmi dal mio cruccio affettivo e come dice la Zilli, c’è troppa vita per restare qui, ad aspettare cosa poi?
“Ma io che cosa cercavo io
E cosa ho trovato
Io non sono come te
C’è troppa vita per restare qui
Ad aspettare cosa?”
Quindi prendo due soldi in ufficio, sulla busta di febbraio. Buttali via … anzi mettili via, per la casa nuova, che magari arriverà. Poi mi scrive il presidente della vecchia squadra, con un pettorale per la mezza di Verona. Gli dico che c’è un errore, non ho nessun pettorale, men che meno per una mezza su asfalto!?! Insiste. Controllo. Dal sito risulta la mia iscrizione. Pagata! Penso di aver sbagliato l’iscrizione a Primiero, penso che si siano sbagliati quelli della vecchia società con le iscrizioni di gruppo, penso di tutto e nel mentre faccio al volo a una Runcard perché quest’anno all’asfalto non ci pensavo proprio. Quest’anno volevo un anno di trail belli e impossibili! Ricapitoliamo: pagato è pagato, la tessera l’ho fatta al volo (complimenti alla Fidal che in una manciata di minuti mi ha tesserato) e resterebbe solo da organizzarsi a casa …
Quindi tutti bene, la vita mi sorride, mi circonda di cose belle, mi protegge, mi distrae dal mio chiodo fisso.
Adesso prendo un mantra a caso e lo ripeto, adesso mi riempio la testa di pensieri belli. Devo cambiare gesti, smettere di contare i giorni, questa volta non torna. E’ quasi una fortuna incontrare sempre uomini sbrigativi che tagliano corto, la volta che trovo un “trascinatore di storie morte” come me sono spacciata, roba che tiriamo avanti anni di nulla.
Cambia pensieri, preoccupati di altro … preoccupati di come sopravvivere all’UB. Cazzo quello è un pensiero vero, roba che ci resti in mezzo, che non la chiudi, che torni a casa con un bel DNF! Cazzo, non ho coraggio di guardare cancelli orari e altimetria, mi dico che c’p tempo, che adesso è il momento di pensare a correre e allenarsi. Tipo ieri sera, gran bell’allenamento demmerda! Non ne avevo voglia, era troppo freddo, troppo buio, troppi pensieri. Eppure il bosco mi ero amico, non mi spaventava. Il buio mi rassicurava più delle luci della città. Eppure non giravo, mi sono trascinata portando a casa 13 miseri km. Sudati però! Eccome se me li sono sudata quei pochi km. Diciamo che avendo in programma la mezza di domenica, almeno un lungo lo porto a casa questa settimana. Poi penseremo a un lunghissimo il 25 e poi via ancora un altro 20 o 30. Una settimana alla volta. Una alla volta.
“Ma io che cosa cercavo io
E cosa ho trovato
Io non sono come te
C’è troppa vita per restare qui
Ad aspettare cosa?”
Quindi prendo due soldi in ufficio, sulla busta di febbraio. Buttali via … anzi mettili via, per la casa nuova, che magari arriverà. Poi mi scrive il presidente della vecchia squadra, con un pettorale per la mezza di Verona. Gli dico che c’è un errore, non ho nessun pettorale, men che meno per una mezza su asfalto!?! Insiste. Controllo. Dal sito risulta la mia iscrizione. Pagata! Penso di aver sbagliato l’iscrizione a Primiero, penso che si siano sbagliati quelli della vecchia società con le iscrizioni di gruppo, penso di tutto e nel mentre faccio al volo a una Runcard perché quest’anno all’asfalto non ci pensavo proprio. Quest’anno volevo un anno di trail belli e impossibili! Ricapitoliamo: pagato è pagato, la tessera l’ho fatta al volo (complimenti alla Fidal che in una manciata di minuti mi ha tesserato) e resterebbe solo da organizzarsi a casa …
Quindi tutti bene, la vita mi sorride, mi circonda di cose belle, mi protegge, mi distrae dal mio chiodo fisso.
Adesso prendo un mantra a caso e lo ripeto, adesso mi riempio la testa di pensieri belli. Devo cambiare gesti, smettere di contare i giorni, questa volta non torna. E’ quasi una fortuna incontrare sempre uomini sbrigativi che tagliano corto, la volta che trovo un “trascinatore di storie morte” come me sono spacciata, roba che tiriamo avanti anni di nulla.
Cambia pensieri, preoccupati di altro … preoccupati di come sopravvivere all’UB. Cazzo quello è un pensiero vero, roba che ci resti in mezzo, che non la chiudi, che torni a casa con un bel DNF! Cazzo, non ho coraggio di guardare cancelli orari e altimetria, mi dico che c’p tempo, che adesso è il momento di pensare a correre e allenarsi. Tipo ieri sera, gran bell’allenamento demmerda! Non ne avevo voglia, era troppo freddo, troppo buio, troppi pensieri. Eppure il bosco mi ero amico, non mi spaventava. Il buio mi rassicurava più delle luci della città. Eppure non giravo, mi sono trascinata portando a casa 13 miseri km. Sudati però! Eccome se me li sono sudata quei pochi km. Diciamo che avendo in programma la mezza di domenica, almeno un lungo lo porto a casa questa settimana. Poi penseremo a un lunghissimo il 25 e poi via ancora un altro 20 o 30. Una settimana alla volta. Una alla volta.
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