Monologhi
I giorni passano via veloci, la crosta si riforma, mi sembra che tutto si stia calmando, stia tornando nella giusta dimensione. Non attendo più invano al telefono, non importa se non scrive e non si fa vivo. Meno mi importa più mi accorgo che invece c’è. Come ieri sera, con una foto, un messaggio, poi due e alla fine un lunga telefonata su cui rifletto.
Monologhi, interminabili monologhi di cose da fare, cose che non vanno, cose che non vorrebbe. Mai una gioia è quanto mai calzante con lui. Monologhi autoreferenziali, dove non c’è un dialogo ma un lungo infinito assolo. Non c’è mai, dico mai, un “E tu?”. Mai. Posso farmi spazio nella conversazione, se voglio. Se sono come ieri sera, serenamente muta, ecco non c'è mai un interesse verso di me. Penso a questo, mentre lo ascolto e sorrido. Mentre esorcizzo la sofferenza dello scorso weekend in un pezzo pronto per il giornale.
E adesso avanti weekend, avanti alla ricerca di un dialogo e non di un monologo!
Monologhi, interminabili monologhi di cose da fare, cose che non vanno, cose che non vorrebbe. Mai una gioia è quanto mai calzante con lui. Monologhi autoreferenziali, dove non c’è un dialogo ma un lungo infinito assolo. Non c’è mai, dico mai, un “E tu?”. Mai. Posso farmi spazio nella conversazione, se voglio. Se sono come ieri sera, serenamente muta, ecco non c'è mai un interesse verso di me. Penso a questo, mentre lo ascolto e sorrido. Mentre esorcizzo la sofferenza dello scorso weekend in un pezzo pronto per il giornale.
E adesso avanti weekend, avanti alla ricerca di un dialogo e non di un monologo!
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