il ritorno delle cose stupide che faccio e che non servono a un cazzo.

Era andata bene, ero rimasta muta, non avevo risposto. Poi avevo voglia di mandarti una foto e l’ho fatto. Era una foto della buonanotte, era il mio viso in penombra, rilassato, sorridente. Non so come lui l’abbia presa, la foto, ma vi racconto io come l’ho “sentita” io. L’ho sentita come un momento intimo, di riposo, di RESA. La parola più appropriata è RESA. Alzo bandiera bianca, cesso qualsiasi intento bellicoso, ma ancora meno, cesso qualsiasi tentativo di contatto con lui. E’ fuori, non lascerò che nessun messaggio mi turbi, non cadrò in tentazione. Non voglio, la disintossicazione procede meravigliosamente, non posso concedermi passi indietro. Sarebbe bello ricevere un suo invito, per condividere qualcosa. Sarebbe bello ricevere una sua lettera, con stralci di quotidianità, pensieri, parole, entusiasmi e tonfi. Sarebbe bella anche una sua foto di “resa”, una foto che dica solo “guardami, io sono così”.
Rewind … ripeto ancora una volta: io sono così, sono quel sorriso nella penombra, in tranquillità. Sono quella che sta un passo dietro piuttosto che sgomitare per stare davanti. Sono quella che vive in una piccola città eterna, con una vita così semplice da sembrare banale, ma io voglio vivere così, di cose semplici, di affetti, di sport, di montagne. Io sono quella che non vuole complicarsi la vita, che sta fuori dalle logiche del sistema, che non segue la massa, che cerca la sua strada per stare bene, per non avere rotture di palle. Certo tante cose per capirle da una foto che è cosa muta, che è solo un attimo immobile. Non può aver capito … ma meglio che non abbia risposto. Che scenda il silenzio, ancora più lungo, ancora più chiaro, a indicarci la via. Quanto si ammazzerebbe di risate se mi leggesse.
Ma torniamo in topic! Cose stupide che faccio e che non servono a un cazzo. Accendere il telefono nei miei rigiri di kebab, e fare un accesso whatsapp con l’illusione/speranza che lo veda. E poi? E poi che cazzo se ne farà di vedere che ero sveglia alle 2 di notte? Un beato cazzo! Però sì .. da vera inguaribile testa di minchia romantica, quando ho visto che anche lui si era collegato pochi minuti prima delle 2 di notte, bruciavo dal desiderio di chiedergli perché, dove sei, cosa fai, non dormi, mi pensi anche tu? Ecco, meno male non sono ancora così testa di cazzo da scrivere qualcosa, meno male rinsavisco, spengo il telefono e mi rimetto a dormire, anzi a rigirarmi come un kebab sullo spiedo, soffocando domande, pensieri, paranoie.
Ci sarò un giorno qualcuno su cui riversare ancora poesie e belle parole? Qualcuno che le comprenda, che le assecondi, che le faccia proprie e le ricambi. Dita incrociate. Le persone cercano così poca bellezza e così poca poesia, come fanno a vivere ogni giorno senza queste due cose?

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