Un sassolino ... nella bici
Avevo un sassolino nella scarpa da togliermi con la bici!
L'avevo meditato per l'estate, lo avevo covato tutta l'estate ma solo domenica ho sentito che era il giorno giusto. Troppo sola per andare lontano, troppo nuvolo per aver voglia di cercare neve, insomma scuse su tutti i fronti, finché quell'idea nuova e "sfidante", come piace dire ai miei manager, mi è tornata in mente e ... sì, era proprio quello che cercavo! Una cosa nuova, quel pizzico di avventura e di ignoto, che più che ignoto era idioto!
La sfida è arrivare in ufficio in bicicletta. I colleghi che l'avevano fatto mi avevano parlato di una salita impossibile, dura, una roba inaffrontabile di mattina, troppo impegnativo venire in ufficio in bici. A me l'idea piaceva per tanti motivi. I soliti finti credo ecologici e la possibilità di risparmiare due soldi. Ma io vado già a GPL, non è che spendo chissà quanto. Diciamo che il motivo vero è DIMAGRIRE! Ovvero la possibilità di fare attività sportiva per recarmi al lavoro senza dovermi ricavare altro tempo durante la giornata. Tempo da dedicare che spesso percepisco come "stressante". Quindi cosa c'è di meglio che una bella pedalata andando in ufficio? Al lavoro ci devo andare ... tanto vale andarci facendo attività sportiva. Covavo questa idea da tanto tempo e sono felice di averla realizzata!!
Mi preparo a casa. Stimo un tragitto di non più di 12 km, compresa la salita che dicono terribile. Mi vesto leggera anche se fa freddo, tanto sudare al minimo sforzo è mio marchio di fabbrica. Preparo anche uno zainetto con vestiti caldi e un bel piumino per la discesa che prevedo freddissima, sia per il sudore, sia per la costante pendenza che non richiede pedalate. Porto acqua, qualche soldo e la tessera del bus: in caso di fatica estrema posso abbandonare la bici e scendere in bus! Sono organizzata per qualsiasi emergenza, tralascio solo il cibo perché poco prima della partenza ho ingurgitato ravioli al vapore e spaghetti di riso saltati alla piastra con verdure e carne. Tra un rutto e l'altro di cinese mi appresto a pedalare.
Esco di casa fiera, con la schiena dritta e lo zaino nel cestino anteriore della bici. Levo il seggiolino della creatura per darmi un po' di "tono". Immagino i commenti di disprezzo dei biker che pensano "dove cacchio andrà questa con quel seggiolino??" Prendo la ciclabile davanti a casa, taglio quasi subito in mezzo alle campagne pedalando felice i primi 3-4 km. Scendo dalla bici e passo la sbarra che separa i meleti dal resto della civiltà. Adesso inizio la salita, pedalo con calma e cerco di prendere confidenza con il cambio della bici. A volte mi accorgo di pedalare troppo velocemente, così rallento, mi dico che non c'è fretta, l'importante e non stancarsi troppo, procedere con calme e dosare le energie. Così affronto il primo strappo seguito da un breve discesina e una galleria: alice nel paese delle meraviglie! Studio tutto quello che mi circonda, cerco di riconoscere case e luoghi da quella prospettiva rialzata e inusuale. Rido, osservo, studio e pedalo. Secondo strappetto, ruoto tutto il cambio cercando la pedalata meno faticosa possibile ma ho il fiatone. Scendo per qualche passo, non voglio forzare, voglio arrivare fino in ufficio. Respiro, faccio qualche passo, solo pochi metri poi spiana.
Risalgo in sella, e riprendo a pedalare. Procedo senza fatica, scenderò ancora un breve tratto ma più per paura di non farcela e stremarmi che non per vera difficoltà. Percorro il tratto di ciclabile che affianca la strada: vedo le macchine e mi disturbano. Preferivo la quiete dei vigneti. Continuo a pedalare, felice, faccio qualche foto e arrivo in paese! Incredibile sono già qui. Mi infilo nel tunnel che mi porta dritta davanti al cancello dell'azienda. Scendo dalla bici, controllo i dati della salita.
11 km precisi da casa mia a qui. Tutti interamente su ciclabile. 58 minuti di salita. Poca fatica e tanta gioia! Fa subito freddo pur non sentendo eccessivamente il sudore addosso o il bagnato. Mi infilo piumino, guanti, cappello e riparto subito. Sorrido e pedalo blandamente. Rifaccio il tunnel e ho voglia di urlare. Che bimba che sono! Non c'è bisogno di pedalare, vado giù veloce e il piumino mi ripara perfettamente dal freddo. Il piumino color lampone regalato da Romeo ... Lungo la discesa fantastico sull'estate, sulla possibilità di venire in ufficio tutto le mattina con la bici. Mi immagino sciacquarmi le ascelle sotto il lavandino dell'ufficio. Mi immagino magra che pedalo senza più sforzo su quella salita che non era per niente terribile come avevano descritto. Sì mi immagino dinamica, attiva, MAGRA, mi immagino ogni giorno salire con buonumore e allegria lungo quella bella ciclabile. Dimentico l'auto, il traffico.
Arrivo a casa che è quasi buio, sono rientrata appena in tempo.
Quando arriva l'estate? Da marzo almeno 1 giorno a settimana, poi vediamo di farli diventare 2 o 3.
Sai che bello se riuscissi a salire tutti i giorni ...
L'avevo meditato per l'estate, lo avevo covato tutta l'estate ma solo domenica ho sentito che era il giorno giusto. Troppo sola per andare lontano, troppo nuvolo per aver voglia di cercare neve, insomma scuse su tutti i fronti, finché quell'idea nuova e "sfidante", come piace dire ai miei manager, mi è tornata in mente e ... sì, era proprio quello che cercavo! Una cosa nuova, quel pizzico di avventura e di ignoto, che più che ignoto era idioto!
La sfida è arrivare in ufficio in bicicletta. I colleghi che l'avevano fatto mi avevano parlato di una salita impossibile, dura, una roba inaffrontabile di mattina, troppo impegnativo venire in ufficio in bici. A me l'idea piaceva per tanti motivi. I soliti finti credo ecologici e la possibilità di risparmiare due soldi. Ma io vado già a GPL, non è che spendo chissà quanto. Diciamo che il motivo vero è DIMAGRIRE! Ovvero la possibilità di fare attività sportiva per recarmi al lavoro senza dovermi ricavare altro tempo durante la giornata. Tempo da dedicare che spesso percepisco come "stressante". Quindi cosa c'è di meglio che una bella pedalata andando in ufficio? Al lavoro ci devo andare ... tanto vale andarci facendo attività sportiva. Covavo questa idea da tanto tempo e sono felice di averla realizzata!!
Mi preparo a casa. Stimo un tragitto di non più di 12 km, compresa la salita che dicono terribile. Mi vesto leggera anche se fa freddo, tanto sudare al minimo sforzo è mio marchio di fabbrica. Preparo anche uno zainetto con vestiti caldi e un bel piumino per la discesa che prevedo freddissima, sia per il sudore, sia per la costante pendenza che non richiede pedalate. Porto acqua, qualche soldo e la tessera del bus: in caso di fatica estrema posso abbandonare la bici e scendere in bus! Sono organizzata per qualsiasi emergenza, tralascio solo il cibo perché poco prima della partenza ho ingurgitato ravioli al vapore e spaghetti di riso saltati alla piastra con verdure e carne. Tra un rutto e l'altro di cinese mi appresto a pedalare.
Esco di casa fiera, con la schiena dritta e lo zaino nel cestino anteriore della bici. Levo il seggiolino della creatura per darmi un po' di "tono". Immagino i commenti di disprezzo dei biker che pensano "dove cacchio andrà questa con quel seggiolino??" Prendo la ciclabile davanti a casa, taglio quasi subito in mezzo alle campagne pedalando felice i primi 3-4 km. Scendo dalla bici e passo la sbarra che separa i meleti dal resto della civiltà. Adesso inizio la salita, pedalo con calma e cerco di prendere confidenza con il cambio della bici. A volte mi accorgo di pedalare troppo velocemente, così rallento, mi dico che non c'è fretta, l'importante e non stancarsi troppo, procedere con calme e dosare le energie. Così affronto il primo strappo seguito da un breve discesina e una galleria: alice nel paese delle meraviglie! Studio tutto quello che mi circonda, cerco di riconoscere case e luoghi da quella prospettiva rialzata e inusuale. Rido, osservo, studio e pedalo. Secondo strappetto, ruoto tutto il cambio cercando la pedalata meno faticosa possibile ma ho il fiatone. Scendo per qualche passo, non voglio forzare, voglio arrivare fino in ufficio. Respiro, faccio qualche passo, solo pochi metri poi spiana.
Risalgo in sella, e riprendo a pedalare. Procedo senza fatica, scenderò ancora un breve tratto ma più per paura di non farcela e stremarmi che non per vera difficoltà. Percorro il tratto di ciclabile che affianca la strada: vedo le macchine e mi disturbano. Preferivo la quiete dei vigneti. Continuo a pedalare, felice, faccio qualche foto e arrivo in paese! Incredibile sono già qui. Mi infilo nel tunnel che mi porta dritta davanti al cancello dell'azienda. Scendo dalla bici, controllo i dati della salita.
11 km precisi da casa mia a qui. Tutti interamente su ciclabile. 58 minuti di salita. Poca fatica e tanta gioia! Fa subito freddo pur non sentendo eccessivamente il sudore addosso o il bagnato. Mi infilo piumino, guanti, cappello e riparto subito. Sorrido e pedalo blandamente. Rifaccio il tunnel e ho voglia di urlare. Che bimba che sono! Non c'è bisogno di pedalare, vado giù veloce e il piumino mi ripara perfettamente dal freddo. Il piumino color lampone regalato da Romeo ... Lungo la discesa fantastico sull'estate, sulla possibilità di venire in ufficio tutto le mattina con la bici. Mi immagino sciacquarmi le ascelle sotto il lavandino dell'ufficio. Mi immagino magra che pedalo senza più sforzo su quella salita che non era per niente terribile come avevano descritto. Sì mi immagino dinamica, attiva, MAGRA, mi immagino ogni giorno salire con buonumore e allegria lungo quella bella ciclabile. Dimentico l'auto, il traffico.
Arrivo a casa che è quasi buio, sono rientrata appena in tempo.
Quando arriva l'estate? Da marzo almeno 1 giorno a settimana, poi vediamo di farli diventare 2 o 3.
Sai che bello se riuscissi a salire tutti i giorni ...
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