Troppo Oshio nuoce alla salute (ma non sto male)
Non sto male, ma non azzardo a dire che sto bene.
Ieri sera ho avuto una piacevole cena, ho preparato ottime tigelle, abbiamo bevuto il giusto e riso a sufficienza. Mi sono sentita quasi a casa o quasi tra amici, come nel weekend. Anche nel weekend ho riso e sono stata bene. Non solo grazie a Romeo e a quella sua città eterna tanto bella e tanto puttana come dicono i suoi stessi abitanti. Ma grazie anche agli amici soliti, a qualche nuova compagnia di chat (che dopo l'incontro si è vagamente dileguata ma diamo la colpa alle vite frenetiche ... degli altri, non la mia).
Insomma non ho praticamente un cazzo da dire, però non mi va di lasciare il blog vuoto per troppi giorni. Però è la verità: quando sono serena, tranquilla, quando non sono sul baratro della depressione, sull'ottovolante dell'isterismo o catapultata tra le stelle, ecco che non ho nulla da dire. Quando sono agli estremi della gioia o della tristezza ho il bisogno di vomitare parole e pensieri, avverto l'urgenza di scrivere, di riflettere, di comunicare se non di urlare! Quando sono in pace, in equilibrio il sipario cala su quel pazzo spettacolo che è la mia vita. E sono veramente serena, tranquilla, ho quel freddo distacco che mi consente di guardare il mondo, le cose che succedono e le persone, come se la cosa non mi riguardasse, con la consapevolezza (VERAMENTE yoga e veramente ZEN!!!) che io mi basto, che io ho in me tutto quello che serve per stare bene. Il resto che accade è solo tempo che scorre, sono solo persone che incontro e che tornerò a perdere. Ma io ci sono, oggi, adesso, le vivo e ne godo oggi, pensando che domani tornerò sola e staro bene uguale. Sì, questi giorni lieti sono la consapevolezza che io sto bene da sola, che quello che arriva è cosa in più, oltre a me. E sentendo io così piena, il mio amore si riversa su altri che evidentemente lo sentono. Qualcuno non tutti.
Comunque troppo Oshio nuoce alla salute. Però lo leggo e mi ci ritrovo, trovo grandi conferme, condivido opinioni e idee e stili di vita. Soprattutto ha preso veramente forma il mio disagio da ventenne e trentenne. Le mie costanti fughe, la mia ricerca di non si sa cosa, i miei inseguimenti ... tutto inizia a essere chiaro, la fuga era da me stessa, dallo stare da sola. E anche tanti piccoli rifiuti, tanti tentennamenti tra il voler apparire, spendere soldi x vestiti, investire tempo in luoghi e cose che non mi interessavano ma così facevano tutti ... Io sapevo che era tutto sbagliato o comunque inadeguato per me, per quello che sentivo io, ma non avevo "forza" o consapevolezza per oppormi in maniera decisa. Naufragavo da una sponda all'altra, davo un colpo alla mondanità e uno alla voglia di mollare il lavoro "ordinario". Adesso tutto converge, adesso il disagio è verso questo tempo veloce e consumistico. Adesso il disagio è nello stare da sola, nell'imparare a gestirmi, a bastarmi a prendermi del tempo per meditare, per vivere il momento, per stare nel momento. E sì ... ho fatto tanta strada, questi primi quarant'anni mi hanno insegnato parecchio. Diciamo che non sono stati sprecati, ho imparato parecchio, ho percorso la mia strada, rivedo il passato e capisco il presente. Ho camminato, non sono stata ferma.
Sarà per tutte queste cose che io posso veramente morire anche oggi. Lo dico spesso, per scherzo, per sfida, ma lo penso veramente: io posso morire oggi senza rimpianti! Io ho dato e do ogni giorno, nelle piccole e nelle medie cose. Per le grandi non sono molto portata. Io riesco (non sempre, non sono ancora "illuminata", ma devo dire molto spesso, sicuramente più spesso di tante persone) a godere delle serate semplici come ieri sera.
Prendiamo appunto ieri sera. Ho goduto già dal pomeriggio, prendendomi un'ora di tempo libero e andando prima a ritirare la cucciola. Ho goduto nel ritirarla con calma, dandole il tempo di raccontarmi di getto tutta la sua giornata in mondo random, come fa di solito. Non mi piace interromperla in quella sua foga disordinata di cose da dirmi: il pranzo, i giochi, i nomi di bambini nuovi e sconosciuti. Seduta sulle panchinette della scuola la guardavo e ascoltavo senza incalzarla "dài vestiti, dài metti le scarpe, dài ... dài...". Ieri godevo della calma e del tempo che potevo dedicarle. Infatti a un certo ha terminata il suo monologo e mi ha detto "andiamo mamma?" :-)
Poi ho goduto nel fatto che si addormentasse in auto. Me la sono caricata e portata in casa. La stringevo forte anche se è pesante e non era collaborativa come quando fa il ragnetto e si avvinghia così bene che non sento il suo peso. L'ho sdraiata a letto, le ho tolto la giacca, sfilato le scarpine con delicatezza. L'ho coperta, baciata e annusata. Due ore produttive cucinando e sistemando la casa. Fino al risveglio dove ho goduto una bella doccia insieme alla mia bimba. Era tanto tempo che non facevamo la doccia e le "gallinelle" insieme! Devo farlo più spesso. Appena trasferite era diventata una consuetudine, perché lei non aveva tanto piacere di farsi la doccia, veniva da anni di comoda vasca. Insieme era più felice di farla. Così ieri ci siamo lavate, insaponate, asciugate, pettinate, phonate, tagliate le unghie. Un'ora in bagno come due vere donne!
Ed ecco arrivare gli amici. La tavola era già pronta, semplice, senza pretese, anzi ... la tovaglia sporca, per sentirmi più tra amici e meno formale (strane idee di formalità) La cena ottima! Mi faccio i complimenti da sola, ma era davvero tutto ottimo! Le chiacchiere, l'allegria, la cucciola con me che rideva, giocava. 2 ore piacevoli e poi tutti a casa. Ancora un po' di godimento a rimboccare le coperte augurando una buona notte e poi, finalmente, un po' di MEDITAZIONE-A-MODO-MIO: stendini, lavatrice, lavaggio piatti! No, non sono pazza. Sto trovando in queste piccole attività casalinghe un momento di quiete, un momento di concentrazione. Sono attività che svolgo principalmente mentre la cucciola prende sonno, nell'oscurità e nel silenzio della casa. Infatti piegavo, stiravo, sistemavo negli armadi. Piccoli gesti, silenziosi, passi lenti per non svegliarla. Nel silenzio della casa ritrovo il silenzio della mia testa, dei miei pensieri. Una forma tutta mia di meditazione, di scarico, di non so cosa ... semplicemente faccio. Lavo, piego, stendo. Movimenti automatici della mani, fatti quasi con amore, fatti per me, per la mia casa, il luogo dove vivo, i vestiti che indosserò, le pentole che userò a cucinare. Mi prendo cura di me stessa in questo strano modo. Penso a donne indaffarate che sfregano e puliscono, le immagino arrabbiate. Non avevo mai immaginato una donna pulire la casa con gioia e pace, per il bene proprio e della propria famiglia.
A una serata di grande godimento non poteva che seguire una notte di ottimo sonno.
"Non quelli che parlano la stessa lingua, ma quelli che condividono le stesse sensazioni riescono a capirsi."
Ieri sera ho avuto una piacevole cena, ho preparato ottime tigelle, abbiamo bevuto il giusto e riso a sufficienza. Mi sono sentita quasi a casa o quasi tra amici, come nel weekend. Anche nel weekend ho riso e sono stata bene. Non solo grazie a Romeo e a quella sua città eterna tanto bella e tanto puttana come dicono i suoi stessi abitanti. Ma grazie anche agli amici soliti, a qualche nuova compagnia di chat (che dopo l'incontro si è vagamente dileguata ma diamo la colpa alle vite frenetiche ... degli altri, non la mia).
Insomma non ho praticamente un cazzo da dire, però non mi va di lasciare il blog vuoto per troppi giorni. Però è la verità: quando sono serena, tranquilla, quando non sono sul baratro della depressione, sull'ottovolante dell'isterismo o catapultata tra le stelle, ecco che non ho nulla da dire. Quando sono agli estremi della gioia o della tristezza ho il bisogno di vomitare parole e pensieri, avverto l'urgenza di scrivere, di riflettere, di comunicare se non di urlare! Quando sono in pace, in equilibrio il sipario cala su quel pazzo spettacolo che è la mia vita. E sono veramente serena, tranquilla, ho quel freddo distacco che mi consente di guardare il mondo, le cose che succedono e le persone, come se la cosa non mi riguardasse, con la consapevolezza (VERAMENTE yoga e veramente ZEN!!!) che io mi basto, che io ho in me tutto quello che serve per stare bene. Il resto che accade è solo tempo che scorre, sono solo persone che incontro e che tornerò a perdere. Ma io ci sono, oggi, adesso, le vivo e ne godo oggi, pensando che domani tornerò sola e staro bene uguale. Sì, questi giorni lieti sono la consapevolezza che io sto bene da sola, che quello che arriva è cosa in più, oltre a me. E sentendo io così piena, il mio amore si riversa su altri che evidentemente lo sentono. Qualcuno non tutti.
Comunque troppo Oshio nuoce alla salute. Però lo leggo e mi ci ritrovo, trovo grandi conferme, condivido opinioni e idee e stili di vita. Soprattutto ha preso veramente forma il mio disagio da ventenne e trentenne. Le mie costanti fughe, la mia ricerca di non si sa cosa, i miei inseguimenti ... tutto inizia a essere chiaro, la fuga era da me stessa, dallo stare da sola. E anche tanti piccoli rifiuti, tanti tentennamenti tra il voler apparire, spendere soldi x vestiti, investire tempo in luoghi e cose che non mi interessavano ma così facevano tutti ... Io sapevo che era tutto sbagliato o comunque inadeguato per me, per quello che sentivo io, ma non avevo "forza" o consapevolezza per oppormi in maniera decisa. Naufragavo da una sponda all'altra, davo un colpo alla mondanità e uno alla voglia di mollare il lavoro "ordinario". Adesso tutto converge, adesso il disagio è verso questo tempo veloce e consumistico. Adesso il disagio è nello stare da sola, nell'imparare a gestirmi, a bastarmi a prendermi del tempo per meditare, per vivere il momento, per stare nel momento. E sì ... ho fatto tanta strada, questi primi quarant'anni mi hanno insegnato parecchio. Diciamo che non sono stati sprecati, ho imparato parecchio, ho percorso la mia strada, rivedo il passato e capisco il presente. Ho camminato, non sono stata ferma.
Sarà per tutte queste cose che io posso veramente morire anche oggi. Lo dico spesso, per scherzo, per sfida, ma lo penso veramente: io posso morire oggi senza rimpianti! Io ho dato e do ogni giorno, nelle piccole e nelle medie cose. Per le grandi non sono molto portata. Io riesco (non sempre, non sono ancora "illuminata", ma devo dire molto spesso, sicuramente più spesso di tante persone) a godere delle serate semplici come ieri sera.
Prendiamo appunto ieri sera. Ho goduto già dal pomeriggio, prendendomi un'ora di tempo libero e andando prima a ritirare la cucciola. Ho goduto nel ritirarla con calma, dandole il tempo di raccontarmi di getto tutta la sua giornata in mondo random, come fa di solito. Non mi piace interromperla in quella sua foga disordinata di cose da dirmi: il pranzo, i giochi, i nomi di bambini nuovi e sconosciuti. Seduta sulle panchinette della scuola la guardavo e ascoltavo senza incalzarla "dài vestiti, dài metti le scarpe, dài ... dài...". Ieri godevo della calma e del tempo che potevo dedicarle. Infatti a un certo ha terminata il suo monologo e mi ha detto "andiamo mamma?" :-)
Poi ho goduto nel fatto che si addormentasse in auto. Me la sono caricata e portata in casa. La stringevo forte anche se è pesante e non era collaborativa come quando fa il ragnetto e si avvinghia così bene che non sento il suo peso. L'ho sdraiata a letto, le ho tolto la giacca, sfilato le scarpine con delicatezza. L'ho coperta, baciata e annusata. Due ore produttive cucinando e sistemando la casa. Fino al risveglio dove ho goduto una bella doccia insieme alla mia bimba. Era tanto tempo che non facevamo la doccia e le "gallinelle" insieme! Devo farlo più spesso. Appena trasferite era diventata una consuetudine, perché lei non aveva tanto piacere di farsi la doccia, veniva da anni di comoda vasca. Insieme era più felice di farla. Così ieri ci siamo lavate, insaponate, asciugate, pettinate, phonate, tagliate le unghie. Un'ora in bagno come due vere donne!
Ed ecco arrivare gli amici. La tavola era già pronta, semplice, senza pretese, anzi ... la tovaglia sporca, per sentirmi più tra amici e meno formale (strane idee di formalità) La cena ottima! Mi faccio i complimenti da sola, ma era davvero tutto ottimo! Le chiacchiere, l'allegria, la cucciola con me che rideva, giocava. 2 ore piacevoli e poi tutti a casa. Ancora un po' di godimento a rimboccare le coperte augurando una buona notte e poi, finalmente, un po' di MEDITAZIONE-A-MODO-MIO: stendini, lavatrice, lavaggio piatti! No, non sono pazza. Sto trovando in queste piccole attività casalinghe un momento di quiete, un momento di concentrazione. Sono attività che svolgo principalmente mentre la cucciola prende sonno, nell'oscurità e nel silenzio della casa. Infatti piegavo, stiravo, sistemavo negli armadi. Piccoli gesti, silenziosi, passi lenti per non svegliarla. Nel silenzio della casa ritrovo il silenzio della mia testa, dei miei pensieri. Una forma tutta mia di meditazione, di scarico, di non so cosa ... semplicemente faccio. Lavo, piego, stendo. Movimenti automatici della mani, fatti quasi con amore, fatti per me, per la mia casa, il luogo dove vivo, i vestiti che indosserò, le pentole che userò a cucinare. Mi prendo cura di me stessa in questo strano modo. Penso a donne indaffarate che sfregano e puliscono, le immagino arrabbiate. Non avevo mai immaginato una donna pulire la casa con gioia e pace, per il bene proprio e della propria famiglia.
A una serata di grande godimento non poteva che seguire una notte di ottimo sonno.
"Non quelli che parlano la stessa lingua, ma quelli che condividono le stesse sensazioni riescono a capirsi."
Commenti