39° Finto allenamento
Dati Generali
- condizioni generali prima dell'allenamento: nervosa e inquieta
- condizioni generali dopo l'allenamento: insoddisfatta
Dati Specifici
- tipologia di allenamento: aerobica
- durata: 30 minuti
- sensazioni finali: nessuna fatica
Ribadisco il concetto: mi manca una sorta di riscaldamento e una fase finale di relax. Ribadisco troppi saltelli e troppo corta la durata della sessione. Questa volta anche per causa mia che ho saltato la parte a terra, ma la lezione inizia sempre troppo tardi per una madre lavoratrice.
Veniamo alle cose serie: ho buttato via l'ennesimo venerdì corto, l'ennesima possibilità di fare un allenamento serio l'ho bruciata nella solita ansia di voler fare tante cose finendo per non fare quelle che mi fanno bene: correre e muovermi! Dal mattino non ho fatto altro che aggiungere appuntamenti e cose da fare, incastrando, spostando, pianificando. Il mio grande classico, la mia grande ferita che si acutizza, che mi rende inquieta, la sindrome del tempo sprecato che mi dilania, che si impossessa di me. Mi imbriglio da sola in mille appuntamenti per sentirmi "piena", per sentirmi indispensabile. Cado come sempre nei miei stessi tranelli.
Risultato: non mi va di andare a correre da sola, mi prendo un appuntamento alle 15 e una cena, più il fagia-ritiro dall'asilo presto perchè è venerdì anche per i cuccioli! La lezione inizia come sempre in ritardo, parte veloce a ritmo di squat e saltelli. Sudo, spurgo, annaspo con diginità. 30 minuti e poi scappo dopo aver perso 45 minuti. Così passo il resto del pomeriggio a rincorrere i restanti appuntamenti. Riesco nell'ennesimo incastro, nell'equilibrismo che mi contraddistingue. Faccio tutto, ma male e in fretta. Mi stresso, mi sento inadeguata, sono sfrustrata. Un bel pomeriggio di merda. Sono un'idiota, faccio tutto da sola. Una vera idiota!
- condizioni generali prima dell'allenamento: nervosa e inquieta
- condizioni generali dopo l'allenamento: insoddisfatta
Dati Specifici
- tipologia di allenamento: aerobica
- durata: 30 minuti
- sensazioni finali: nessuna fatica
Ribadisco il concetto: mi manca una sorta di riscaldamento e una fase finale di relax. Ribadisco troppi saltelli e troppo corta la durata della sessione. Questa volta anche per causa mia che ho saltato la parte a terra, ma la lezione inizia sempre troppo tardi per una madre lavoratrice.
Veniamo alle cose serie: ho buttato via l'ennesimo venerdì corto, l'ennesima possibilità di fare un allenamento serio l'ho bruciata nella solita ansia di voler fare tante cose finendo per non fare quelle che mi fanno bene: correre e muovermi! Dal mattino non ho fatto altro che aggiungere appuntamenti e cose da fare, incastrando, spostando, pianificando. Il mio grande classico, la mia grande ferita che si acutizza, che mi rende inquieta, la sindrome del tempo sprecato che mi dilania, che si impossessa di me. Mi imbriglio da sola in mille appuntamenti per sentirmi "piena", per sentirmi indispensabile. Cado come sempre nei miei stessi tranelli.
Risultato: non mi va di andare a correre da sola, mi prendo un appuntamento alle 15 e una cena, più il fagia-ritiro dall'asilo presto perchè è venerdì anche per i cuccioli! La lezione inizia come sempre in ritardo, parte veloce a ritmo di squat e saltelli. Sudo, spurgo, annaspo con diginità. 30 minuti e poi scappo dopo aver perso 45 minuti. Così passo il resto del pomeriggio a rincorrere i restanti appuntamenti. Riesco nell'ennesimo incastro, nell'equilibrismo che mi contraddistingue. Faccio tutto, ma male e in fretta. Mi stresso, mi sento inadeguata, sono sfrustrata. Un bel pomeriggio di merda. Sono un'idiota, faccio tutto da sola. Una vera idiota!
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