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Sei stato una bella merda (post del vaffanculo)

Ti avevo chiesto di non dire niente e invece … Sei corso a dirle che ci siamo sentiti e che sei stanco di queste cose. Questa volta abbiamo toccato il fondo. Veramente. Stasera mi masturbo e sedo l’ormone così la smetto pure di pensare che magari posso saltuariamente scoparti! No, non è più possibile avere NESSUN rapporto. Non mi fido davvero più. Prima mi hai deluso quando ho scoperto che uscivi con un’altra dopo pochi giorni, poi di nuovo mi tradisci dopo che ti avevo chiesto di non dire niente alla collega. Perché? La domanda che non va mai fatta a un uomo, ma echeggia prepotentemente: PERCHE CAZZO?!?!?!? Le birre che ho comprato le berrò con V&G la prima volta che salgono a sciare. Sono davvero tanto delusa. Ok ti ho rotto le palle, stamattina mi sono sfogata, decisa, ma non mi sentivo arrabbiata o aggressiva. Pensavo di potermi fidare più di te che della tua collega. Pensavo tu fossi più intelligente, più affidabile, più sincero. Ho sbagliato, mi sento la classica donna...

Emmelle ti saluto, ognuno per la sua strada

E’ tutto molto confuso. Montagne russe di sensazioni velocissime, che cambiano ogni giorno: lacrime e disperazione post annuncio, poi la chiamata della sincerità, della gratitudine, un’ondata di pensieri che si sono scaricati in un colpo solo, come un pallone bucato, tutta paranoie hanno perso forza, importanza. Ieri poi la psico, le domande poste bene che mi hanno fatto ridere mentre visualizzavo e sentivo di pancia una vera convivenza con Emmelle: la mattina la sveglia con il suo alito, la roba sporca da lavare insieme, lui che ha le mie chiavi di casa ed entra quando vuole che magari è quando io non voglio. Mi sono irrigidita così tanto da aver smesso di respirare! “Respira” continuava a chiedermi la psico. E io che rispondevo “no, ma non tutto subito, così violentemente”. Ma lei incalzava e io capivo che una relazione è tanta roba, che io non vivo da tanto tempo, fatta da tanta quotidianità che funziona solo se veramente senti che è la persona giusta. Così .. a pelle .. per Emmel...

Non hai capito un cazzo

Mi spiace che della telefonata dell’altra sera non sia riuscita a spiegarmi e ti sia rimasto solo che io soffro. Non è quello che provo e non era quello il messaggio. La tua collega, che mi spiace tirare in mezzo e vorrei non lo facessi più, mi ha chiesto stupita “ma perché dice che soffri così tanto?” 1. non so perché tu pensi che io soffra quando io sono abbastanza soddisfatta della mia quotidianità fatta di figlia, casa, sport, interessi. 2. perché lo dici a lei?? Lei è molto più aggiornate di te sulla mia vita, noi non ci sentiamo da settimane, a che scopo dirle che ci siamo sentiti? Per dirle poi cose non vere per le quali lei si fa anche due risate. I miei amici sanno che è un periodo di cambiamento, mio personale e mi stanno vicini perché io ho voglia di stare con loro, che sono persone oneste e sincere, che mi voglio bene e mi danno serenità. Sappiamo che tu eri una situazione che andava sanata da dicembre dello scorso anno, quindi non capisco e mi spiace quando dici fra...

Questo cazzo di presente

Ho ricominciato con i voli pindarici. Ho corso a 6’ e 15’’ immaginandomi mental coach della figlia che la porta a podio. Ho messo la targhetta da commessa pensando a quando gli avrei raccontato del contante in nero che ho visto girare. Ho immaginato di sciare con lui sabato e salire da me per una doccia calda. Però almeno non gli ho scritto anche se nonostante la mega presentazione è sempre online. E io, nonostante il bisogno di sganciarmi, continuo con le cattive abitudini. Mi piacerebbe che mi telefonasse in viaggio, mentre rientra. Vorrei chiedergli se la sua vita è sempre la stessa o ci sono novità. Così poi magari mi parla di qualche altra donna e il concetto mi è chiaro. Ieri sera è stata una bella telefonata, fatta di mi manchi e ti voglio bene. Però non ce n’è. Si capisce che non gli piaccio, non abbastanza. Mi leggo un po di Pelizzari prima di uscire dal lavoro, per evitare tentazioni. Ho pronunciato la parola “relazione”, è sceso il silenzio, hai commentato “Vuoi una re...

Whatsapp ogni 10 minuti

Accede a whatsapp ogni 10 minuti. Anche meno a volte. Con me non lo faceva o forse lo ha fatto in un tempo ormai dimenticato, prima di questo tempo stanco e sfilacciato. Più preoccupante di lui che guarda whatsapp ogni 10 minuti, c’è il fatto che io guardi ogni quanto si collega ogni 5. Questo è molto più grave. Mi riporta dritto alle crisi del Roma-Milano. Dritto in quel baratro. Penso che non mi chiamerà. Ormai è tardi o almeno era tardi per il lui che conoscevo io. Magari dovrà anche chiamare prima l’altra. Pensieri stupidì. Sciocche e dannose pre-occupazioni. E mentre mi pre occupo di qualcosa che non governo mi scrive che finisce tra poco e che forse è troppo tardi. Sbadiglierà entro il primo minuto di conversazione, ci scommetto 100.000€. Perché sto così male? Perché non smetto di farmi del male? Perché non riprendo in mano la mia vita per farne un capolavoro? Perché non torno razionale e mi limito a vedere le cose per come sono senza per forza lottare contro? È tutta fatica ....

Fissando il vuoto

Fissare il vuoto è una attività con un suo perché. Potrei passarci ore in questi giorni, senza avere nessun’altra esigenza se non … fissare il vuoto. Persino mangiare non è una esigenza così importante. Che strana la testa, il cibo è tra la mie ossessioni più grandi e poi capita che sparisca completamente dalla mia testa per pochi giorni, salvo poi tornare più aggressiva di prima. “E’ tutto un equilibrio sopra la follia” Così mi sento, un passo dal non farcela, a un passo dal crollare su tutto: sul lavoro, sull’amore, sugli amici, sulla VITA. Persino sulla piccola, mi sento che sì, non ce la faccio, che tutto è troppo più grande di me, tutto troppo faticoso. Anche questo continuo scrivere e pensare, mi sembra solo un inutile tormento, un infliggersi una perenna pene, rivangando sempre il mio dolore, costante, perenne. SMETTI DI FARE l’UOMO mi ha detto la Biscotta. Smetti, di fare, l’uomo, mi ripeto da due giorni. E’ vero, non voglio più fare l’uomo, non voglio più fare quella super...

Codicedel silenzio rotto.

Doveva durare da 2 a 6 mesi perché portasse a qualcosa … io poco meno di un mese. Forse è un record, forse no. Non ricordo la volta in cui sono stata più giorni senza cercarlo. Adesso sono da capo. Poteva ancora andare bene avergli scritto un invito a cena sapendo che lui era via, andava anche bene avergli scritto che sapevo che era via e per questo l’ho invitato. Ha mandato i faccini che ridevano. Adesso però l’ho chiamato, ho lasciato che il telefono suonasse, suonasse, sempre più a lungo, con il cuore in gola e pieno di angoscia, con lo stomaco chiuso che da giorni mangia il minimo indispensabile. Poi è scattata la segreteria telefonica ma almeno non ho pianto. Mi sento in colpa verso mia figlia. Non le sto dedicando il pieno della mia attenzione. Anche a cena guardavo il telefono, sono in ansia, un’anima in pena, non riesco a concentrarmi, non ascolto le sue parole, sono così distante da tutto, vorrei solo isolarmi nei miei pensieri di merda. Non ho voglia di niente e tutto mi me...