Post

10 minuti al giorno

Ore 12:10 Anche oggi ho avuto i miei 10 minuti panzottiani. Ha scritto, scambio veloce, allegro. Bene, bravi, bis. Niente bis! Hai avuto quei 10 minuti vedi di farteli bastare. E non per farti "desiderare" ... per fottertene proprio! Fedifrago senza attributi come lo ha chiamato H. Ha ragione! Si vede e ti ha già detto che non ti vuole, bisogna solo dimenticare, quindi fatti bastare questi 10 minuti. Ore 14:40 Schiumo di noia, di stress, sono una pentola a pressione che vuole solo sfiatare ma non sa come, dove e sopratutto con chi. così sfiato con la persona meno indicata del pianeta, con lui. Che poi avevo studiato la battuta per tenerla alla prima notte di debolezza, ma niente,la brucio subito così, a metà pomeriggio e non sortisce neanche l'effetto sperato. ed ecco che subito monta la depressione, la frustrazione, quel senso di inadeguatezza. Come a non bastare mai, come se dal valore di una battuta stupita dipendesse il mio valore di persona. Vaffanculo. Mezzanott...

Perché no? (Battisti)

In un grande magazzino una volta al mese Spingere un carrello pieno sotto braccio a te e parlar di surgelati rincarati far la coda mentre sento che ti appoggi a me Prepararsi alla partenza con gli sci e scarponi Esser svegliati presto prima delle sei E fermarsi in trattoria per un panino e restar due giorni a letto e non andar più via Perché no? Perché no? Perché no? Perché no? Scusi lei mi ama o no? Non lo so però ci sto! Comperar la terra ed un grande vaso coltivare un orto sul balcone insieme a te Chi rubò la mia insalata? Chi l'ha mangiata? E rincorrerti sapendo quel che vuoi da me Chiedere gli opuscoli turistici della mia città e con te passare il giorno a visitar musei Monumenti e chiese parlando inglese e tornare a casa a piedi dandoti del lei. Perché no? Perché no? Perché no? Perché no? Scusi lei mi ama o no? Non lo so però ci sto! Perché no? Perché no? Perché no? Perché no? Scusi lei mi ama o no? Ah ah aha Non lo so però ci sto però ci sto!

L’entroterra degli occhi (E.Tesio)

"Per il resto sto con chi amo, corro, scrivo, quando non scrivo guardo, mi domando se le persone siano felici. La gente felice la riconosci perché non te lo dice, ma ha questo sguardo limpido, presente. Poi ci sono gli altri. Un passaggio di una poesia di Franco Arminio dice “sono la parte nascosta del mio sguardo, l’entroterra dei miei occhi”. Una giovane donna accanto a me in spiaggia me lo fa tornare in mente, punta ai bambini che si muovono in acqua, sono i suoi, c’è anche un uomo con loro, anche lui è suo, ma non lo sembra più. L’eco dell’altrove la chiama. Forse l’eco di un amore che non si può pronunciare, un amore segreto, in ginocchio sui ceci, che non sta scritto sui campanelli, né inciso nel cerchio degli anelli, un amore che non è invitato alla tavola di Natale, un amore che non sa dove stare, che non porti al mare, che non porti all’anulare, è escluso dai girotondi dei bambini, un amore che piega le gambe, smaglia le calze, un amore fuori dai quieti confini. Eppure st...

Dimmi che funzionerà

Dimmi che funzionerà, dimmi che lo faremo funzionare. Che la mano che stringo mi stringerà a sua volta, che non diventerà molla e mi lascerà andare. Dimmi che saremo bellissimi, che saremo un esplosione di energia. Dimmi che avremo gli occhi addosso di tutti, che ci guarderanno con invidia. Dimmi che non ti stancherai di baciarmi, di farmi ridere. Dimmi che faticherai, ma che sarò una bella fatica. Dimmi che ce la faremo, che riusciremo a resistere almeno per un po, che non finirà tutto subito e male come le altre volte. Dimmi che ci proverai, perché io ci proverò con tutte le forze. Dimmelo anche se non è vero, dimmelo anche se sappiamo che è una bugia, che le cose cambiano sempre e non possiamo trattenere niente. Dimmelo con la faccia convinta, occhi negli occhi, mano nella mano. Dimmelo anche se ci credo solo io.

Sai che fatica

Sto cercando di capire cosa mi ha colpito di questo pranzo con M e la nuova fidanzata. Voglio capire se è invidia questa forma di disprezzo che provo. Sarà sicuramente così. Sarà la sua tenera età, l’università, un percorso tutto da scrivere, vivere con i genitori, gli errori che non ha ancora compiuto. Saranno gli occhi così acerbi di vita, di mondo, che si entusiasmano ad ogni nuova esperienza, mentre i miei si annoiano, consumati dalla troppa vita, dal mio correre sempre, dalla fame di posti e avventure. Che tenerezza quando mi dice di aver visto su una rivista una foto di Lecco, di una spiaggia di ciottoli e lei (ride di gusto mentre lo dice) adora le spiagge in ciottoli!! Solo poi lui gli ha detto le ore di strada che servivano per arrivare e si è accontentata di meno. Quanta spensieratezza, quanto desiderio di non programmare, quanta mancanza di voglia di vedere luoghi, posti, persone. E’ perché sono innamorati? E’ per quello che non programmano un cazzo, che spendono soldi in ...

Dovrei domandarmelo a me

Aver cancellato il tuo numero è servito una sera. Aver scaricato il telefono è servito un’altra sera. Stasera non è servito niente, l’ho rimesso in rubrica e ho scritto, senza pensarci neanche troppo. Ho scattato foto a baite per due giorni. Una solo l’ho messa su Instagram. Una sola. Quella che piace a te. Mi ripeto che sono cazzate. Lo sono sul serio. Vorrei non abbandonarmi continuamente a quegli stupidi sogni dove io vinco sul male, dove prendo in mano la tua e la mia vita per farne dei capolavori. La mia vita è già un capolavoro. Adesso lancio via questo telefono. Spengo questa connessione e mi metto a pregare: di dimenticarti. Perché non mi vuoi? Questo magari un giorno te lo chiederò. Lo scriverò così di getto come mi è saltato in mente stasera. Perché non vado bene? Cosa mi manca? Ma non dovrei chiederlo a te, dovrei domandarmelo io: cosa non mi va bene di me? Cosa non mi piace? Cosa mi tormenta sempre e da sempre? ​

Il mio buio pianeta

Ho cancellato il tuo numero in rubrica. Ha funzionato con altri e provo con te. Così oggi quando in mezzo alle montagne, al silenzio della camminata, nel turbinio di immagini e pensieri che ti vedevano protagonista, mi è salita la voglia di scriverti. Di mandarti un messaggio e qualche foto delle tante baite incontrate lungo il cammino, che mi facevano dire “questa è perfetta per noi” salvo poi ripeterlo ancora più entusiasta alla baita successiva. Facevo foto ma per fortuna non c’era campo e non c’era numero. Non era facile e immediato poter soddisfare la mia crisi di astinenza. Il tuo numero era da cercare, copiare, salvare, spostare ... tanto bastava a farmi desistere, a farmi coraggio a dirmi “no, non gli interessa, sono tue stupide fantasie”. Mi sono rimaste le foto e la voglia di condividere, ma non ho scritto niente a nessuno. Ho camminato, inviando segnali al destino, a dio, a quel brutto cane, agli alieni, si insomma le classiste richieste “dammi un segnale se mi ama o pensa...