A che ora mi arrendo?
A che ora mi arrendo?
A che ora smetto di sperare che mi scriva?
A che ora mi decido a pensare alla mia serata, alla mia giornata di domani?
A che ora guardo parcheggio, orari?
A che ora deciderò di buttarmi sul cibo per compensare?
A che ora inizierò a sentirmi una fallita, una merda, una nullità?
A che ora inizierò a stalkerare, ha controllare compulsivamente il telefono?
Potrei anche risparmiarmi questa sofferenza, starmene a casa, fare due passi o una corsetta. Prerarmi la borsa con cura, uscire a mangiare un pizza.
Potrei fare qualcosa per stare bene, per godermi la serata, da sola, senza cercare tizio o caio come faccio di solito quando si avvicina la crisi, il tracollo!!
Niente DOSE.
"Non appena cresce il disagio, torna il bisogno di una dose: chiamare l'amico, uscire, la ragazza, cibo, tenersi occupati, andare a correre, bere, fumare, ecc.
Non si cerca di star bene, ma si cerca di non star male.
Non si tratta necessariamente di evitare certe esperienze, ma di scoprire il grosso fraintendimento alla base. Nella soddisfazione momentanea, il livello del disagio diminuisce, anche se per brevi momenti."
Non si cerca di star bene, ma si cerca di non star male.
Non si tratta necessariamente di evitare certe esperienze, ma di scoprire il grosso fraintendimento alla base. Nella soddisfazione momentanea, il livello del disagio diminuisce, anche se per brevi momenti."
Ecco, potrei stare nel mio disagio, con coraggio, con determinazione.
Potrei anche scrivergli e non disperarmi per l'ennesimo no. Accettare che non sono una sua prioritá. Convincermi che basto come amica saltuaria e vedere se posso stare in questa "condizione".
Potrei ascoltare il vocale di Ivan per farmi forza e potrei sfogare tutto domani nella corsa.
Posso scegliere. Non sono vittima, faccio la mia parte.
Un'ultima volta, poi sipario.
A che ora? alle 17? alle 18?
Troppo presto? Troppo tardi?
L'importante é evitare la dose.
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