Due misere parole
Non posso crederci! Sono bastati due messaggini del cazzo per farm iripiombare in tutti i loop possibili.
Stamattina un ammiccante messaggio a cui non ho risposto perchè privo di domande. Ignorato. Proprio, ferma, decisa, avanti per la mia strada, pronta a sfoderare il primo GIORNO a comunicazioni ZERO.
Deve sentirlo ... deve esserci qualche canale universale, qualche forma di telepatia, per cui quando davvero mi dico "Ok, è basta", lui/loro arrivano.
Quindi sono ferma sui miei propositi, più che altra scazzata dalla fatica di ieri, di oggi, dei giorni che verranno, scazzata da questa insoddisfazione di fondo, che quando ricevo altri 2 messaggi a pranzo li lascio decantare fino al pomeriggio. Dopo quasi 6 ore di astinenza da whatsapp lo apro.
Sono due misere parole "c'è qualcosa di bello a Bolzano? Tipo concerti o spettacoli?".
Non me ne rendo neanche conto che il mio cervello parte in una trasmigrazione fantasiosa di sottointendimenti che vanno dal "Sei libera stasera?" al "Andiamo a teatro insieme".
Sono già su internet a cercare qualcosa per stasera, per domani, qualcosa che sia musica, teatro, ma anche montagna, una affanosa per ricerca per essere PRONTA. Pronta a cosa? Pronta a QUALSIASI CAZZO DI COSA uscirà dalla sua bocca!!!!
E' tragico. E' questa la tossicità toccata con mano. E' qui che si vede l'impulso, il desiderio di bombardarlo di domande, di mandargli link di cose da fare, di MOSTRARE il mio valore attraverso una stupida richiesta di eventi su Topolinia. Sono malata, tanto malata. Riconosco i sintomi, e ne vergongo ma li accetto anche. Accettandoli, mi prendo ancora un po di tempo per rispondere, per allinearmi al suo mutismo, per ripensare bene a tutti i suoi silenzi, alle mie domande senza risposta.
"Tipo quando?"
E poi riprendo a viaggiare con la mente pensando che "io no, stasera vado a correre", che "non cambierò i miei programmi per lui", che "non mi interessa cosa farà o dirà" ... e intanto dico di no a Met, in piena separazione, con l'umore sottoterra, le dico no alla corsa, no all'ospitalità, perchè voglio comunque TENERMI LIBERA. E intanto riprendo a sobbalzare ad ogni trillo del telefono. Mi racconto di essere forte, che non cederò, che ho capito, che è uno stronzo, che cerco altro e intanto spero con tutto il mio cazzo di cuore che mi telefoni, che mi chieda di vederlo, di inviti a qualcosa, fosse anche solo un bicchiere di vino sul suo divano.
Rimincio subito con le sceneggiature, noi a teatro, io bellissima, truccata finemente (che manco so come ci si trucca finemente), lui in camicia, che mi chiede "saliamo da te" e io che dico no, cercando di dire qualcosa che non sia "sei uno stronzo" ma il cui concetto arrivi esattamente così. Oppure io a casa sua, in divano, con cipolla fintamente scompiglata (di cui non è mai stato stabilito il vero fascino per un uomo), in maglia vans, che mi intrattengo a chiacchierare di Castiglioni e i diari delle mesules.
Mi faccio pena, ma almeno non mi nascondo e so di essere così.
Ora vado a correre, ci butto un 10 km senza pensare o magari "mettendo su un cassetta" come sto facendo. E' una buona tecnica per correre, mi distrae, è il mio momento felice, il contentino dove mi lancio in voli pindarici super dettagliati ignorando la fatica dell corsa. Ecco mi metto su un film, cercherò di non andar ein fibrillazione ad ogni messaggio che arriva, cercherò di non sentirmi in obbligo a rientrare prestro nella speranze che ... boh, succeda qualcosa! Non succederà un bel niente, succederà solo che vado a correre, che magari me ne faccio anche 12 di km, inculo a tutto.
Poi succederà una docca calda, bollente e poi a letto a leggere. prima 15 addominali che la Princy mi ha aumentato la dose.
Magari guardo qualcosa in TV o magari sto in silenzio e medito, come ieri sera. Tisana e meditazione ... una dormita da imperatore.
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