Sclerata di gelosia
La testa sta di nuovo per scoppiarmi e non riesco a fermare il flusso di pensieri. Posso solo provare a vomitare un po’ sperando che si plachino ma so che non funzionerà, che saranno solo altre tristi memorie su cui piangere. Saranno solo altri “lo sapevo” e “me lo sentivo”. Hai sbagliato di nuovo. Hai di nuovo ignorato quello che ti diceva la pancia e ora cosa vuoi? Ora che la razionalità ti riporta sul pianeta terra con chi puoi prendetela se non con te stessa?
Ingenua. Ingenua a lasciarlo chattare alle 22.30 di sera che per Topolinia corrisponde a notte fonda. Invece che urlargli che nel suo letto ci sono io e potrebbe evitare di dedicare pensieri e parole ad altre, lascio correre ... perché tu sei sei brava a lasciar perdere salvo poi annotare tutto e arrivarci tardi sulle cose. Lasci correre anche quando si presenta a sciare, da sola. Era già successo, il callo lo avevi già fatto, fai la sportiva e cerchi di essere superiore, di nuovo non fai domande, sorridi, ostenti sicurezza. Poi arriva oggi, arriva che è uscito anche con l’altra. Quella che quando chattava era per avere il numero di G., quella che quando sono usciti “ah si, voleva informazioni di G.” E allora perché cazzo non è uscita con G. Se voleva informazioni su di lui? Perché sono balle. Sono bugie.
Perché per me col cazzo che rimandi la sciolinatura alle 23.30 di notte! Col cazzo! Per me tu salti ... stai in garage e poi te ne vai a letto. Fine dello sbattimento. Invece per l’anziana puttana laureata esci ... vai in centro ... bevi qualcosa ... e non è tardi andare in garage alle 23.30 a finire gli sci. Per lei c’è tempo. Per l’altra pure.
Poi come era quella storia che non siete mai usciti soli, sempre in compagnia? Chi c’era stasera? E quando siete usciti alla befana di quale moltitudine di persone eravate circondati? O forse con la terrona sicula eravate un bel gruppo?
Se dovete parlare dj lavoro perché non vi trovate in ufficio? E il libro che sta scrivendo come sta andando? E se la contabile “Lei proprio no” perché poi ci sei uscito?
Balle. Bugie. Scuse. Questo è quello che riservi a me. Questo è quello che accetto. La colpa è mia, non posso prendermela con nessuno. O parlo e dico, oppure se decido di stare zitta, di non rompere le palle ... allora poi non devo romperle, devo accettare le briciole che avanzano in mezzo alle bugie e alle cose che non hai il coraggio di ammettere: sono solo una scopata. Forse una gran bella scopata, forse come dici tu “la miglior affinità sessuale mai provata” ... ad oggi. Prima o poi arriverà un’altra.
Già a inizio settimana scartavi la possibilità di andare con le pelli per non fare tardi: la gara, il pulmino, la sveglia alle 6.00. E io sempre a provare pena per questo povero schiavo, sempre a cercare di non appesantire, di non essere di troppo, di non chiedere qualcosa in più. Sempre un cazzo di riguardo MAI contraccambiato. Mai, cazzo mai. I miei sci ancora da sciolinare. Quelli della figlia sequestrati in garage da due settimane.
Sempre in fondo. E un’altra notte passata a dormire di merda per colpa di uno che in fondo si è solo divertito a scoparmi.
Questa mi mancava. Di sentirmi “sfruttata” Sessualmente. Io, suor Palmira, ho un nuovo fallimento di cui vantarmi.
Meno male che ieri sera ho detto di no. Mi sento già abbastanza puttana così, se mi fossi concessa oltre stasera sarei veramente finita con un umore da taglio delle vene.
Tutto si è consumato con 35 secondi di telefonata dove lui ammette che è tardi, chiede se voglio un bacino. Dico di no. Lui dice “scusa. Me lo merito” e io riattacco io telefono.
E anche stavolta non parlo.
Ingenua. Ingenua a lasciarlo chattare alle 22.30 di sera che per Topolinia corrisponde a notte fonda. Invece che urlargli che nel suo letto ci sono io e potrebbe evitare di dedicare pensieri e parole ad altre, lascio correre ... perché tu sei sei brava a lasciar perdere salvo poi annotare tutto e arrivarci tardi sulle cose. Lasci correre anche quando si presenta a sciare, da sola. Era già successo, il callo lo avevi già fatto, fai la sportiva e cerchi di essere superiore, di nuovo non fai domande, sorridi, ostenti sicurezza. Poi arriva oggi, arriva che è uscito anche con l’altra. Quella che quando chattava era per avere il numero di G., quella che quando sono usciti “ah si, voleva informazioni di G.” E allora perché cazzo non è uscita con G. Se voleva informazioni su di lui? Perché sono balle. Sono bugie.
Perché per me col cazzo che rimandi la sciolinatura alle 23.30 di notte! Col cazzo! Per me tu salti ... stai in garage e poi te ne vai a letto. Fine dello sbattimento. Invece per l’anziana puttana laureata esci ... vai in centro ... bevi qualcosa ... e non è tardi andare in garage alle 23.30 a finire gli sci. Per lei c’è tempo. Per l’altra pure.
Poi come era quella storia che non siete mai usciti soli, sempre in compagnia? Chi c’era stasera? E quando siete usciti alla befana di quale moltitudine di persone eravate circondati? O forse con la terrona sicula eravate un bel gruppo?
Se dovete parlare dj lavoro perché non vi trovate in ufficio? E il libro che sta scrivendo come sta andando? E se la contabile “Lei proprio no” perché poi ci sei uscito?
Balle. Bugie. Scuse. Questo è quello che riservi a me. Questo è quello che accetto. La colpa è mia, non posso prendermela con nessuno. O parlo e dico, oppure se decido di stare zitta, di non rompere le palle ... allora poi non devo romperle, devo accettare le briciole che avanzano in mezzo alle bugie e alle cose che non hai il coraggio di ammettere: sono solo una scopata. Forse una gran bella scopata, forse come dici tu “la miglior affinità sessuale mai provata” ... ad oggi. Prima o poi arriverà un’altra.
Già a inizio settimana scartavi la possibilità di andare con le pelli per non fare tardi: la gara, il pulmino, la sveglia alle 6.00. E io sempre a provare pena per questo povero schiavo, sempre a cercare di non appesantire, di non essere di troppo, di non chiedere qualcosa in più. Sempre un cazzo di riguardo MAI contraccambiato. Mai, cazzo mai. I miei sci ancora da sciolinare. Quelli della figlia sequestrati in garage da due settimane.
Sempre in fondo. E un’altra notte passata a dormire di merda per colpa di uno che in fondo si è solo divertito a scoparmi.
Questa mi mancava. Di sentirmi “sfruttata” Sessualmente. Io, suor Palmira, ho un nuovo fallimento di cui vantarmi.
Meno male che ieri sera ho detto di no. Mi sento già abbastanza puttana così, se mi fossi concessa oltre stasera sarei veramente finita con un umore da taglio delle vene.
Tutto si è consumato con 35 secondi di telefonata dove lui ammette che è tardi, chiede se voglio un bacino. Dico di no. Lui dice “scusa. Me lo merito” e io riattacco io telefono.
E anche stavolta non parlo.
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