In fondo mi ci voleva.
In fondo mi ci voleva.
Mi ci voleva qualche bad news per togliermi un po’ di appetito e rimettermi sotto con i miei obiettivi. Mangio troppo, mi sono troppo rilassata. Non mi sono illusa, almeno non ho preso a delirare con fantasie assurde e mi è stato anche piuttosto sul cazzo quando ieri sera si è messo a ridere dicendo “Ehhh figurati che non ti fai dei viaggi futuri su di noi”.
No, cazzo, non me li sto facendo. Brevi e veloci sogni tipo in 5 a sciare in Giappone, ma no filmoni minuto per minuto con dialoghi, location e sceneggiatura da commedia rosa.
No, cazzo, quella roba lì, devastante non la faccio più. Non ci casco più, perché lo so che mi fa male, che non solo mi allontana dalla realtà, ma mi relega in un mondo immaginario che non sarà MAI realizzabile, rendendo ogni confronto con il reale semplicemente inarrivabile. Dalle mie scene perfette d’amore posso solo restarci male quando poi nessuno pronuncerà quelle parole, in quel modo e in quel momento come io fantasticavo. Magari usciranno altre parole e momenti ugualmente belli … e magari io sarò imprigionata nella mia scena da film e non saprò cogliere niente e tutto mi farà schifo, quindi NO, cazzo, non mi faccio viaggi mentali.
Non vorrei farne un dramma, però non mi è piaciuto che oltre che con l’anziana puttana sia uscito anche con la Terrona Sicula, da soli, loro due.
Forse quello che rende “drammatica” questa cosa è che lui abbia detto “Mi hai chiesto di dirti tutto dell’anziana puttana, non di tutto quello che faccio nella mia vita”. Ma porca troia eva, esci con una cazzo di donna, single, a Topoliniaaaaaaaaaaaaaa (porca merda!) e cosa cazzo pensi che voglia una donna sola che ti chiede di uscire?
Calma … respira come direbbe la psyco, respira …. Va tutto bene.
Quando mi ripeto per farmi coraggio che lui è un uomo libero e che può fare quello che vuole, almeno ora mi interrompe dicendo che non è così vero, che ci sta provando, che siamo in una relazione sempre più profonda, che lui è monogamo, che i cuoricini sul calendario sono solo con me, che dovrei contarli e stare tranquilla. Ha ragione. Ma ce l’ho anche io ragione, perché io non esco da sola con altri uomini che non sono miei amici e con cui non ho “argomenti”. Se lo faccio, è per conoscerli e conoscere un uomo nuovo vuol solo dire provarci. Provarci a conoscerlo, provarci a vedere se è simpatico, se può nascere qualcosa. Non è che ci esco una volta e poi metri di lingua, non è questo lo scopo e non è quello di cui ho paura che possa succedere a lui, no …
Ecco allora di cosa ho paura? Del fatto che ora ci sia solo il sesso, che questa sia diventata la cosa più importante? Che non ci siano più state sciate o sport insieme? Che però sia pronto a scendere come un vichingo in calore dalla Germania per buttarsi impavido a VR? Questo mi fa paura?
Mi fa paura che quel “ti amo” dentro non ci sia, che stia sfruttando la situazione, che se ne andrà comunque, anziane o terrone che siano?
Non lo so perché sono così ferita, forse perché mi sembrava che stesse andando tutto bene, mi sentivo più vicina, più rassicurata dai suoi mi manchi, voglio dormire con te, dai ti voglio bene che iniziano a non bastare per descrivere il sentimento.
Mangio una merda se sabato o domenica non vanno a sciare insieme.
Giuro la mangio. Giuro lo lascio io. Senza aspettare che succeda tra un mese o due. Tanto è sicuro che glielo chiederà e che lui mi dirà “Tanto tu sei via! Sei a Venezia”
Aspetterà domani sera a dirmelo anche se ne parleranno già stasera, ma fingerà che non sono programmi certi, non lo sono mai, neanche con me, solo che con me poi vengono mandati a fanculo, con altri invece sono sempre attendibili. Che sia poi sci o camminata … vedrai se non finirà così. Vedrai se alla fine l’unica cretina con cui non va a sciare o a fare una camminata sono io. “Perché con te abbiamo altre cose da fare”, cosa di preciso? Scopare? E’ questa l’unica cosa che vuole da me? E’ questo che intende quando dice che non sente crescere dentro un altro sentimento anche se ci sta provando?
E’ stato un bel mese, niente da dire. Ci stavo un po’ credendo, cioè a dire il vero non ci stavo proprio pensando, prendevo quello che veniva, senza tante paranoie. Però arrivava: notti insieme, telefonate, parole affettuose. C’era tutto quello che mi faceva stare bene, tranquilla e soprattutto non c’erano più certi nomi che giravano nell'aria, certe preoccupazioni gratuite che mi facevano sentire la seconda scelta. Gennaio è stato proprio un mese sereno, poi bastano un paio di nomi, di inviti, di rotture di cazzo e tutto mi sembra ripiombare nella solita merda.
Pazienza … stacci in questa merda, tienti la tua delusione, l’amarezza, il senso di sconfitta, la depressione pre-mestruo, la sensazione di sentirmi di nuovo grassa e vecchia e brutta.
Tienti tutto e non farne parola alcuna, con nessuno. Lascia che ti attraversi e che passi. Non fare congetture, non ricamare su ipotetiche vendette, non preparare arringhe e non pensare a cosa farai stasera. Ci penserai stasera se c’è qualcosa da fare o da scegliere. Potrebbe non esserci niente da scegliere, magari sarà lui a scegliere di non farsi sentire, di dormire da solo anche se adesso dice “Vengo io da te se vuoi”. Non ti voglio a casa mia, va benissimo scopare da te, nello scannatoio, dammi Roger e sparisci dalla mia vita! Nella mia casa ci voglio qualcuno che sappia amarmi … qualcuno che voglia stare con me. O insieme o fuori da casa mia.
O magari sarà lei a scegliere, di farsi finalmente avanti, sceglierà di fare il primo passo, di avvicinarsi toccandolo. E lui sarà lì, rigido, in preda a un piccolo panico tra scegliere la laureata o la diplomata. Sarà tentato di provare l’anziana intellettuale, al posto della frivola sportiva. E si sentirà in colpa e anche a disagio, sapendo che se si abbandonerà alla avance di lei, perderà il sesso sicuro, facile, eccitante che ha trovato con me. Ma alla fine sceglierà lei, perché è un uomo e gli uomini non rifiutano mai, non rimandano al mittente un avance dicendo “No scusa, mi vedo con un’altra” e men che meno pronunciano frasi ad effetto tipo “Sto con XX, sono felice con lei”. Un cazzo di uomo qualsiasi prende tutto quello che arriva ed Emmelle è un uomo terribilmente semplice! Ci si tufferà sopra! Inizierà a baciarla con la stessa foga con cui bacia me, perché i baci focosi sono i più facili da dare. Ma sarà a letto, quando avrà consumato, sarà quando resteranno muti e nudi a letto che saprà se ne è valsa la pena, se è servito, se lei è meglio di me. Sarà quando i baci diventano lenti, quando l’ormone è placato e si torna “umani”, con i proprio pregi e difetti, con le proprie certezze e insicurezza. Sarà quando deve baciarla lentamente che capirà se ha fatto una cazzata o meno. Perché la vita è fatta di baci focosi, ma molto più di baci lenti, da dispensare nei momenti di fragilità o sconforto.
Ma io non voglio esserci più. Non sopporto l’idea di dover restare fino a quando una qualsiasi laureata lo porterà via.
Voglio andarmene da sola, non voglio essere cacciata come tutte le altre volte.
Mi ci voleva qualche bad news per togliermi un po’ di appetito e rimettermi sotto con i miei obiettivi. Mangio troppo, mi sono troppo rilassata. Non mi sono illusa, almeno non ho preso a delirare con fantasie assurde e mi è stato anche piuttosto sul cazzo quando ieri sera si è messo a ridere dicendo “Ehhh figurati che non ti fai dei viaggi futuri su di noi”.
No, cazzo, non me li sto facendo. Brevi e veloci sogni tipo in 5 a sciare in Giappone, ma no filmoni minuto per minuto con dialoghi, location e sceneggiatura da commedia rosa.
No, cazzo, quella roba lì, devastante non la faccio più. Non ci casco più, perché lo so che mi fa male, che non solo mi allontana dalla realtà, ma mi relega in un mondo immaginario che non sarà MAI realizzabile, rendendo ogni confronto con il reale semplicemente inarrivabile. Dalle mie scene perfette d’amore posso solo restarci male quando poi nessuno pronuncerà quelle parole, in quel modo e in quel momento come io fantasticavo. Magari usciranno altre parole e momenti ugualmente belli … e magari io sarò imprigionata nella mia scena da film e non saprò cogliere niente e tutto mi farà schifo, quindi NO, cazzo, non mi faccio viaggi mentali.
Non vorrei farne un dramma, però non mi è piaciuto che oltre che con l’anziana puttana sia uscito anche con la Terrona Sicula, da soli, loro due.
Forse quello che rende “drammatica” questa cosa è che lui abbia detto “Mi hai chiesto di dirti tutto dell’anziana puttana, non di tutto quello che faccio nella mia vita”. Ma porca troia eva, esci con una cazzo di donna, single, a Topoliniaaaaaaaaaaaaaa (porca merda!) e cosa cazzo pensi che voglia una donna sola che ti chiede di uscire?
Calma … respira come direbbe la psyco, respira …. Va tutto bene.
Quando mi ripeto per farmi coraggio che lui è un uomo libero e che può fare quello che vuole, almeno ora mi interrompe dicendo che non è così vero, che ci sta provando, che siamo in una relazione sempre più profonda, che lui è monogamo, che i cuoricini sul calendario sono solo con me, che dovrei contarli e stare tranquilla. Ha ragione. Ma ce l’ho anche io ragione, perché io non esco da sola con altri uomini che non sono miei amici e con cui non ho “argomenti”. Se lo faccio, è per conoscerli e conoscere un uomo nuovo vuol solo dire provarci. Provarci a conoscerlo, provarci a vedere se è simpatico, se può nascere qualcosa. Non è che ci esco una volta e poi metri di lingua, non è questo lo scopo e non è quello di cui ho paura che possa succedere a lui, no …
Ecco allora di cosa ho paura? Del fatto che ora ci sia solo il sesso, che questa sia diventata la cosa più importante? Che non ci siano più state sciate o sport insieme? Che però sia pronto a scendere come un vichingo in calore dalla Germania per buttarsi impavido a VR? Questo mi fa paura?
Mi fa paura che quel “ti amo” dentro non ci sia, che stia sfruttando la situazione, che se ne andrà comunque, anziane o terrone che siano?
Non lo so perché sono così ferita, forse perché mi sembrava che stesse andando tutto bene, mi sentivo più vicina, più rassicurata dai suoi mi manchi, voglio dormire con te, dai ti voglio bene che iniziano a non bastare per descrivere il sentimento.
Mangio una merda se sabato o domenica non vanno a sciare insieme.
Giuro la mangio. Giuro lo lascio io. Senza aspettare che succeda tra un mese o due. Tanto è sicuro che glielo chiederà e che lui mi dirà “Tanto tu sei via! Sei a Venezia”
Aspetterà domani sera a dirmelo anche se ne parleranno già stasera, ma fingerà che non sono programmi certi, non lo sono mai, neanche con me, solo che con me poi vengono mandati a fanculo, con altri invece sono sempre attendibili. Che sia poi sci o camminata … vedrai se non finirà così. Vedrai se alla fine l’unica cretina con cui non va a sciare o a fare una camminata sono io. “Perché con te abbiamo altre cose da fare”, cosa di preciso? Scopare? E’ questa l’unica cosa che vuole da me? E’ questo che intende quando dice che non sente crescere dentro un altro sentimento anche se ci sta provando?
E’ stato un bel mese, niente da dire. Ci stavo un po’ credendo, cioè a dire il vero non ci stavo proprio pensando, prendevo quello che veniva, senza tante paranoie. Però arrivava: notti insieme, telefonate, parole affettuose. C’era tutto quello che mi faceva stare bene, tranquilla e soprattutto non c’erano più certi nomi che giravano nell'aria, certe preoccupazioni gratuite che mi facevano sentire la seconda scelta. Gennaio è stato proprio un mese sereno, poi bastano un paio di nomi, di inviti, di rotture di cazzo e tutto mi sembra ripiombare nella solita merda.
Pazienza … stacci in questa merda, tienti la tua delusione, l’amarezza, il senso di sconfitta, la depressione pre-mestruo, la sensazione di sentirmi di nuovo grassa e vecchia e brutta.
Tienti tutto e non farne parola alcuna, con nessuno. Lascia che ti attraversi e che passi. Non fare congetture, non ricamare su ipotetiche vendette, non preparare arringhe e non pensare a cosa farai stasera. Ci penserai stasera se c’è qualcosa da fare o da scegliere. Potrebbe non esserci niente da scegliere, magari sarà lui a scegliere di non farsi sentire, di dormire da solo anche se adesso dice “Vengo io da te se vuoi”. Non ti voglio a casa mia, va benissimo scopare da te, nello scannatoio, dammi Roger e sparisci dalla mia vita! Nella mia casa ci voglio qualcuno che sappia amarmi … qualcuno che voglia stare con me. O insieme o fuori da casa mia.
O magari sarà lei a scegliere, di farsi finalmente avanti, sceglierà di fare il primo passo, di avvicinarsi toccandolo. E lui sarà lì, rigido, in preda a un piccolo panico tra scegliere la laureata o la diplomata. Sarà tentato di provare l’anziana intellettuale, al posto della frivola sportiva. E si sentirà in colpa e anche a disagio, sapendo che se si abbandonerà alla avance di lei, perderà il sesso sicuro, facile, eccitante che ha trovato con me. Ma alla fine sceglierà lei, perché è un uomo e gli uomini non rifiutano mai, non rimandano al mittente un avance dicendo “No scusa, mi vedo con un’altra” e men che meno pronunciano frasi ad effetto tipo “Sto con XX, sono felice con lei”. Un cazzo di uomo qualsiasi prende tutto quello che arriva ed Emmelle è un uomo terribilmente semplice! Ci si tufferà sopra! Inizierà a baciarla con la stessa foga con cui bacia me, perché i baci focosi sono i più facili da dare. Ma sarà a letto, quando avrà consumato, sarà quando resteranno muti e nudi a letto che saprà se ne è valsa la pena, se è servito, se lei è meglio di me. Sarà quando i baci diventano lenti, quando l’ormone è placato e si torna “umani”, con i proprio pregi e difetti, con le proprie certezze e insicurezza. Sarà quando deve baciarla lentamente che capirà se ha fatto una cazzata o meno. Perché la vita è fatta di baci focosi, ma molto più di baci lenti, da dispensare nei momenti di fragilità o sconforto.
Ma io non voglio esserci più. Non sopporto l’idea di dover restare fino a quando una qualsiasi laureata lo porterà via.
Voglio andarmene da sola, non voglio essere cacciata come tutte le altre volte.
Commenti