Pessima madre
Sono stata una pessima madre in questa vacanza. Sono stata poco paziente, sufficientemente scazzata, totalmente assente.
Uno schifo ma capita di dover far vacanza con la "strana" famiglia quando l’unica cosa che vorresti è stare sola, ucciderti di sport e alcol, respirare il silenzio, aspirare sogni a bocca aperta perché entrino in circolo più velocemente. E invece no, ti tocca dalle 7 alle 21 il turno del “mamma mi fai”, “mamma mi aiuti”, “mamma pipì, cacca, fame, sete, sonno, freddo, caldo”.
Mi sento una merda ma è così: non vedo l’ora di parcheggiarla dai nonni e respirare silenzio, e dare un senso all'ultimo mese del 2017, fare pace mente-corpo-cuore. Abbiamo litigato di brutto questo dicembre. La testa girava a mille, il cuore è partito per la tangente andando a fanculo alla velocità della luce finché il corpo ha alzato la mano per dire il suo “tutti fermi” e poi lo ha fatto. si è fermato. Per il mio stile di vita, il corpo che si ferma è un chiaro segnale di disagio psicofisico e mancanza di equilibrio, ma è anche l’anticamera della depressione facile! Ponci ponci po po po!
Finisco sempre così, ogni volta che tutto finisce sotto sopra, che non c’è equilibrio, che la testa ignora tutto questo, che il cuore oscilla tra le stelle e le fogne (che far rima con stalle son tutti buoni) ecco che c’è il corpo, che alza bandiera bianca, che fischia tre volte come un arbitro imparziale e manda tutti negli spogliatoi. Devo proprio andarci nello spogliatoio e levarmi tutto: le solite ansie da prestazione sull'anno nuovo, i soliti rimpianti sull'anno vecchio. Levare tutto, restare con me, perché io ci sono , perché questo c’è e con questo devo fare del mio meglio.
Sono stata un pessima madre, ma chiudiamo con queste feste, ridatemi il mio ginocchio e tutto riprenderà alla grande.
Uno schifo ma capita di dover far vacanza con la "strana" famiglia quando l’unica cosa che vorresti è stare sola, ucciderti di sport e alcol, respirare il silenzio, aspirare sogni a bocca aperta perché entrino in circolo più velocemente. E invece no, ti tocca dalle 7 alle 21 il turno del “mamma mi fai”, “mamma mi aiuti”, “mamma pipì, cacca, fame, sete, sonno, freddo, caldo”.
Mi sento una merda ma è così: non vedo l’ora di parcheggiarla dai nonni e respirare silenzio, e dare un senso all'ultimo mese del 2017, fare pace mente-corpo-cuore. Abbiamo litigato di brutto questo dicembre. La testa girava a mille, il cuore è partito per la tangente andando a fanculo alla velocità della luce finché il corpo ha alzato la mano per dire il suo “tutti fermi” e poi lo ha fatto. si è fermato. Per il mio stile di vita, il corpo che si ferma è un chiaro segnale di disagio psicofisico e mancanza di equilibrio, ma è anche l’anticamera della depressione facile! Ponci ponci po po po!
Finisco sempre così, ogni volta che tutto finisce sotto sopra, che non c’è equilibrio, che la testa ignora tutto questo, che il cuore oscilla tra le stelle e le fogne (che far rima con stalle son tutti buoni) ecco che c’è il corpo, che alza bandiera bianca, che fischia tre volte come un arbitro imparziale e manda tutti negli spogliatoi. Devo proprio andarci nello spogliatoio e levarmi tutto: le solite ansie da prestazione sull'anno nuovo, i soliti rimpianti sull'anno vecchio. Levare tutto, restare con me, perché io ci sono , perché questo c’è e con questo devo fare del mio meglio.
Sono stata un pessima madre, ma chiudiamo con queste feste, ridatemi il mio ginocchio e tutto riprenderà alla grande.
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