Giorni da notaio

Ho una fame disumana. Mi sbranerei qualsiasi cosa.
Riformula! Ho un’ansia disumana.
Riformula e vai al nodo! Ho un desiderio disumano. Di toccarti, baciarti, di farmi fare anche solo la metà delle cose che mi fai sognare. Un desiderio vivo, bruciante, incontenibile. Sono come una pentola a pressione che vorrebbe solo aprire la valvola e sfogare la pressione. Scoppierò.
Poi mi calmo, mi arriva la stanchezza, vorrei solo andarmene a casa, preparare una cena sana, aspettarti, farci la doccia, mangiare insieme, stenderci insieme, addormentarci insieme facendo la spondina. L’idea di addormentarmi con le gambe intrecciate alle tue, mescolando i nostri quadri di pelle.
Spero che le ferie mi facciano bene, sempre per quella cosa di disintossicarsi, di mollare un po’ per capire cosa serve, cose è utile, cosa mi dà piacere. Spazio per qualcosa di travolgente. Lo so che già così sarebbe travolgente, eppure .. manca sempre qualcosina che renda le cose semplici, forse più semplici “possibili” sul lungo periodo o realizzabili senza farsi troppe ferite, senza scalare la montagna impossibile. Basterebbe un sentiero, magari ripido, magari con rocce, ma non infinito con pericoli di scivolare giù e sprofondare per sempre tra gli inferi. Ecco diciamo un purgatorio, se non proprio il comodo paradiso!
Vado a correre, che è cosa buona e giusta.

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