201° Allenamento
Dati Generali
- condizioni generali prima dell'allenamento: felice e allegra
- condizioni generali dopo l'allenamento: serena
Dati Specifici
- tipologia di allenamento: camminata in montagna
- durata: 3 ore e 30 minuti
- dislivello: 600mt
- sensazioni finali: tutto bene
Partenza da casa alle 7.30 con passo svelto e bastoncini chiusi. 30 minuti di riscaldamento per attaccare il dislivello. Parto piano, conosco la salita che mi aspetta e che non mi darà quasi mai tregua. Mentre recito il mio consueto atto di dolore, mentre spurgo il grasso sotto forma di sudore, mentre mi auto infliggo ogni forma di insulto possibile .... mi sorpassano due galline! Due magre, secche, a passo super spedito e chiacchieranti. E' quel genere di gallina che prima o poi mi porterà via Romeo, ne sono sicura. Lui mi giura a more eterno ma io conosco gli uomini e le donne. Conosco l'amore. Ma questa storia la scriveremo al momento giusto, per ora aspetto di essere lasciata l'ennesima volta.
Mi ci voleva una umiliazione all'inizio della salita, giusto per ricordarmi che sono una fallita. Non bastano i fallimenti affettivi, familiari, lavorativi ... mettiamoci pure anche quelli sportivi che da SEMPRE caratterizzano la mia vita, vanno di pari passo con tutti gli altri fallimenti.
Cammino, sudo, penso. Nella negatività dei miei pensieri sono comunque felice. La temperatura è ottima, non incontro nessuno, sono decisa e determinata nel mio obiettivo. E' bello sapere cosa si deve fare e farlo senza doverlo controllare troppo.
Continuo a salire e riprendo le galline. Arrivano fino a un castello e proprio in quel punto le supero prendendomi la mia modesta rivincita. LAscio la strada per una mulattiera ripidissima che dev'essere un vero spasso in inverno, ghiacciata. Poi arriva il sentiero nel bosco, sassi, foglie e il mio passo è più stanco e incerto.
Salgo e arrivo alla funivia. E' presto, potrei anche scendere a piedi ed arrivare a casa per pranzo ma non mi va di spaccarmi le ginocchia. Mi siedo su una panchina, al sole, mi cambio la maglia. Il respiro torna normale, sono felice, mi godo il sole mentre arrivano altri camminatori e altri runners. Tutti su per il mio sentiero??? Eppure non ho incontrato nessuno.
Sento di nuovo, dopo tanto tempo, quella piacevole sensazione di aver fatto il "mio dovere", di aver fatto qualcosa di buono per me, di esseremi presa cura di me. Vorrei che questo entusiasmo e questa sensazione di benessere mi spinga a muovermi di più ma è una illusione. In giornata rimpiomberò nei miei soliti stati ansiosi, nelle medesime dinamiche familiari che mi annientano. Tutto queste benessere verrà dissipato in un paio di ore. Mi odio.
- condizioni generali prima dell'allenamento: felice e allegra
- condizioni generali dopo l'allenamento: serena
Dati Specifici
- tipologia di allenamento: camminata in montagna
- durata: 3 ore e 30 minuti
- dislivello: 600mt
- sensazioni finali: tutto bene
Partenza da casa alle 7.30 con passo svelto e bastoncini chiusi. 30 minuti di riscaldamento per attaccare il dislivello. Parto piano, conosco la salita che mi aspetta e che non mi darà quasi mai tregua. Mentre recito il mio consueto atto di dolore, mentre spurgo il grasso sotto forma di sudore, mentre mi auto infliggo ogni forma di insulto possibile .... mi sorpassano due galline! Due magre, secche, a passo super spedito e chiacchieranti. E' quel genere di gallina che prima o poi mi porterà via Romeo, ne sono sicura. Lui mi giura a more eterno ma io conosco gli uomini e le donne. Conosco l'amore. Ma questa storia la scriveremo al momento giusto, per ora aspetto di essere lasciata l'ennesima volta.
Mi ci voleva una umiliazione all'inizio della salita, giusto per ricordarmi che sono una fallita. Non bastano i fallimenti affettivi, familiari, lavorativi ... mettiamoci pure anche quelli sportivi che da SEMPRE caratterizzano la mia vita, vanno di pari passo con tutti gli altri fallimenti.
Cammino, sudo, penso. Nella negatività dei miei pensieri sono comunque felice. La temperatura è ottima, non incontro nessuno, sono decisa e determinata nel mio obiettivo. E' bello sapere cosa si deve fare e farlo senza doverlo controllare troppo.
Continuo a salire e riprendo le galline. Arrivano fino a un castello e proprio in quel punto le supero prendendomi la mia modesta rivincita. LAscio la strada per una mulattiera ripidissima che dev'essere un vero spasso in inverno, ghiacciata. Poi arriva il sentiero nel bosco, sassi, foglie e il mio passo è più stanco e incerto.
Salgo e arrivo alla funivia. E' presto, potrei anche scendere a piedi ed arrivare a casa per pranzo ma non mi va di spaccarmi le ginocchia. Mi siedo su una panchina, al sole, mi cambio la maglia. Il respiro torna normale, sono felice, mi godo il sole mentre arrivano altri camminatori e altri runners. Tutti su per il mio sentiero??? Eppure non ho incontrato nessuno.
Sento di nuovo, dopo tanto tempo, quella piacevole sensazione di aver fatto il "mio dovere", di aver fatto qualcosa di buono per me, di esseremi presa cura di me. Vorrei che questo entusiasmo e questa sensazione di benessere mi spinga a muovermi di più ma è una illusione. In giornata rimpiomberò nei miei soliti stati ansiosi, nelle medesime dinamiche familiari che mi annientano. Tutto queste benessere verrà dissipato in un paio di ore. Mi odio.
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