Sul barattro della bisognosa

Sono giá sul baratro. Appena dico quello che penso, che desidero, tutto precipita nel vuoto, tutto rischia di finire, di sbriciolarsi. Ho costruito sulla sabbia, un castello che resta in piedi solo se continuamente annaffiato. E io non ho tempo e forza per tenerlo costantemente bagnato. Si seccherá e il vento lo porterá via. Non resterá nessuna traccia, meno di un anno.
Emmelle 3 anni, Alpin 2 anni, Ing meno di un anno.
Potrebbe essere una cosa positiva: vedo piú velocemente quando una relazione non é sana, non ci investo energie fino alla sfinimento, meno vado prima e senza sentirmi svuotata e saccheggiata. 
Pochi minuti e giá mi sento sola e disperata, giá mi sale l'angoscia, il senso di disperazione e solitudine. Giá mi partono mille idee, pensieri, attivitá per sopravivvere, per andare avanti, per SUPERARE il weekend. Cosa mi godo di questa vita? Cosa mi da gioia, cosa da un senso? E´sempre tutto un impegno, uno spazio da occupare, un dovere da fare, una ruota in cui giro senza fine, senza scopo, senza meta.
Mi sento in gabbia. Mi sento sola e stanca.
Mi sento una merda, ma passerá. Mi dico di essere forte, ancora una volta, ancora l'ennesima volta. Ma mi dico anche "piangi e sii debole". Mi dico di lasciar andare, non é in mio potere, ho fatto belle cose, buone, non sono servite.
Non si ama troppo. si ama tanto e in modo sbagliato.
Ameró ancora, forse non uomini, forse amici, forse altre cose, altre avventure, ma di sicuro ameró ancora.
Ho fatto del mio meglio, ma anche questa volta non é bastato.
E ora basta scrivere ... che notoriamente scrivere mi deprime e mi avvita verso il basso.

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