Primo giorno d'estate

C’è sole, c’ è caldo. E’ il 3 giugno e ieri è stato il primo giorno di quasi caldo, di quasi estate.
Mi ero immaginata una serata con cena e chiacchiere, mi ero immaginata di salire bella casa in montagna, di ridere, di smorzare un po’ quella perenne tensione che hai addosso. Invece no, come al solito i piani sono saltati, tutto era in ritardo, tutto è saltato o non ho infierito.
Ero infastidita e sono stata particolarmente antipatica, scortese e rissosa. Provavo fastidio per ogni tua parola e dentro di me mi dicevo che forse è un bene questa continua discesa verso il basso, ad indicare la strada chiusa nella quale mi sono infilata. Chiusa. Finita. Posso solo girarmi e tornare indietro, per riprendere il mio cammino.
Questa mattina mi vesto leggera, come non facevo da 9 mesi. Maglia leggera, pinocchietto, niente calze. Leggerezza di testa, tuffarsi nel sole, nell'estate. Accettare più inviti, ecco il mio prossimo obiettivo. Stancarmi di più di cose belle (non solo di fatica fisica e sudore), sorridere di più. Guardarmi intorno apprezzando e sorridendo a quello che mi circonda. Stare con quello che c’è e apprezzarlo perché non è poco, perché è mio, perché ci sono arrivata con gli anni e sono stata brava.
Mi guarderò di più allo specchio, guarderò di più il mondo in generale, più ascolto e meno parole, meno giudizi pregiudizi, meno critiche agli altri. E’ la loro vita possono farne ciò che vogliono, tu hai la tua, goditela e lavora su quella. Basta accanirsi su Emmelle. Sono stata davvero orrenda! Orrenda è la parola giusta, oltre che fastidiosa. Non voglio più essere così, mi sono sentita brutta, pesante, altezzosa, superiore. Orrenda, una sensazione orrenda che non voglio ripetere. Se ci pensi è passato un altro anno … ok no, non pensarci!!! Pensa all'estate, alla nuova stagione, era un anno fa e ti cambiavano le cose una sera in pizzeria, può succedere di nuovo, può capitare ovunque all'improvviso, senza preavviso, sconvolgendo di nuovo tutto.
Che belle le sere d’estate nella mia casa vecchia, sul letto, nudi, a raccontarci. Sono rimaste solo parole lanciate fuori prima che potessi ragionarle ancora a un po, sono rimaste ferite che ci siamo fatti a vicende e frasi orrende. Tante cose sono andate orrendamente, tante parole orrende, comportamenti orrende, situazioni orrende.
Orrendo è la parola chiave: io so fare meglio, posso essere meglio, non sono stata io, sarà stata qualche mia dipendenza del cazzo. Ho imparato tanto, sono cresciuta, mi sono scoperta e riscoperta su alcune cose. So dove voglio andare e ci andrò. Scusa il disturbo.

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