Risolviti!

Stai calma. Non farti agganciare emotivamente.
Non sono fatti tuoi. E’ vero che è passato un anno, ma non è che ci hai proprio sperato o investito. Non sono affari tuoi, sono i suoi soldi, certo l’idea di questo uomo generoso con cui “accasarti” era una bella idea, molto romantica, un po anziana, non so neanche se possa funzionare. Comunque non c’è, è rimasto un uomo che si dice povero, che digerisce il suo fallimento.
Non farti agganciare emotivamente. E smetti di mangiare cazzo! Sei stata a dieta meno di 5 giorni, porca troia, possibile tu non riesca a darti una regolata.
Va bene sei stanca, sei depressa, sei scontenta, ma fatti una cazzo di domanda per capire il motivo della scontentezza e risolvi la cosa. Risolviti!! Interrogati e datti delle risposte, ma davvero basta cibo, basta droga, basta abitudini dannose e viziose.
Non avevi bisogno di mangiare così tanto a pranzo … crea nuove abitudini, crea abitudini più salutari, fai questo lavoro sulle abitudini, non è semplice, non è facile e soprattutto non sarà veloce, ma DEVI farlo. Il problema non è il peso di troppo, il problema è il vuoto di troppo! Lavora sul vuoto, sul tuo senso di solitudine, lavoraci facendoti anche curare se da sola non riesci. E direi che da sola NON RIESCI, altrimenti non saresti in queste situazioni da quanti anni? 25? 30?
Sento tutto lo stadio che intona un “Fatti curare! Ti prego fatti curare! Fatti curareeeeee, ti prego fatti curareeeeee”.
Respira e interrogati, con onestà, senza imbrogli: costa ti infastidisce di come Emmelle sia uscito dall'accordo? Cosa ti rode da morire fino a farti piangere e provare un sentimento che posso, con onestà (perché abbiamo detto di essere onesti) definire ODIO?
Stai calma. Respira. Una telefonata sfogo e tutto va già meglio. Oggi sono ostinatamente determinata a non farmi rovinare la giornata da niente e non so come .. ma ci sto riuscendo! Mi sforzo proprio di non lasciarmi coinvolgere, di aspettare serenamente che le cose vadano per la loro strada, senza che io agisca. Acqua. Devo essere come l’acqua.

“L’acqua non oppone resistenza. L’acqua scorre. Quando immergi una mano nell'acqua senti solo una carezza. L’acqua non è un muro, non può fermarti. Va dove vuole andare e niente le si può opporre. L’acqua è paziente. L’acqua che gocciola consuma una pietra. Ricordati che per metà tu sei acqua. Se non puoi superare un ostacolo, giragli intorno. Come fa l’acqua.”


Ecco sì, acqua. E intanto domandati cosa te ne fai di un uomo così? Cosa te ne fai di uno che sarà sempre schiavo, sempre passivo, sempre a disposizione di altri e non di te? Uno che ti dice già che proverà-forse-se iddio vorrà a chiedere un weekend libero al mese ma solo in estate, perché in inverno NO, in inverno (usa parole terribili) MAI. MAI è una parola orribile, è una parola che uccide le speranze, che toglie la voglia di provarci, che allontana.
Cosa me ne faccio di un uomo così? Meglio parlare in prima persona, perché risuoni a fondo questa domanda: cosa me ne faccio? Weekend insieme abbiamo detto MAI, i figli prima di tutto, la Strega cattiva da tenere a bada e io? Io sarò sempre dietro a tutto questo circo di finte Reginette rubate al regno di Frozen e finti campioncini di calcio. Odio tutto, odio anche loro e non capisco perché, non capisco perché semplicemente non mollo, non esco da questa gabbia, da questa prigione? Quanti giorni felici ho passato e quanti invece ho lacrimato e pianto e bestemmiato contro tutto. Io resterò sempre dietro, al 3 o 4 posto se va bene, non conterò mai niente, sarà tutto esattamente come è stato fino adesso. Addio sogni da Regina del castello, addio carte di credito, addio sogni di leggerezza e momenti di quiete. Il nulla atomico è quello che si prospetta ora … come prima. Forse odio tutto perchè ho commesso il solito errore di fantasticare, di immagine vite e mondi che nella realtà non sono neanche lontanamente avvicinabili. Questo forse è uno dei motivi della delusione e della rabbia così forte che sento: niente bella vita felice, pargoli che vanno d'accordo, giornate serene. Niente di tutto questo: lui schiavo, io trascurata.
Interrogati perché hai smesso di sognare un uomo sportivo? Uno che ti accompagni in giro, uno che abbia voglia di vagabondare, perché? Perché pensi di poter resistere a vivere in un posto fisso, in montagna o a fare la brava donnina tranquilla? Hai già fallito nel ruolo di brava consorte, hai fallito clamorosamente, non ripeterti. Lascia perde, trovati uno come te, uno che ti capisca, non cercare gente diversa da te, non puoi reggere, ti cascherà la catena prima o poi cascherà e sbroccherai.
Ed ora vino. Vino, vino e ancora vino. Finché non sarò così piena e rilassata da abbandonarmi sul letto e cadere in coma. Anche la morte va bene, pur di alleviare le mie continue sofferenze terrene.

Commenti

Post popolari in questo blog

Day 16

Arringa finale con CNV

Riprendere a fare le cose da sola