Mi sei costato una abbuffata

Stasera mi sei costato una cazzo di abbuffata bulimica proprio adesso che rigavo dritto da qualche giorno e la bilancia aveva preso a scendere. Fottiti!
Comunque è solo una piccola ricaduta, domani torno integerrima è concentrata sul l’obbiettivo (diciamo tornare al peso dell’estate scorsa nel corso di questa estate che per fortuna tarda ad arrivare).
Ti ho letto, riletto, recitato. Eri partito davvero bene con quell'elenco di cose ci cui sei certo. È bello vedere un uomo che esprime le proprie certezze, specialmente se sono complimenti rivolti a me. Bello. Poi hai aperto la parentesi “ti tratto da schifo” e un vittimismo che non mi ha infastidito come al solito... sapeva di onestà. Pendevo veramente dalle tua labbra sperando in un colpo di scena. Sperando nel fuoco d’artificio con qualche parola ad effetto tipo “ti voglio” o “restami vicino” o qualsiasi altra cosa che dicesse “scelgo te”. No ... mi scrivi che hai bisogno del tuo tempo libero per rimanere in equilibrio e che siccome come amico non ti voglio... leggo un non detto che sa di ADDIO.
Mi sei crollato sul finale. Mi aspettavo grandi cose invece la solita minestra e io non ho più voglia di questa minestra. Alzo il pollice. Tu alzi il tuo. E trovo sia così maledettamente perfetto chiudere così, senza parlarsi dal vivo, senza guardarsi negli occhi, con quel piatto di minestra in tavola, io che mi alzo ed esco per andare al ristorante, tu che resti seduto al tavolo, da solo e inizi a mangiare.
Perfetto. Voglio proprio chiudere così. Cancello la chat, il tuo numero, è di nuovo tutto “scomodo” nel caso mi venisse voglia di scriverti.
Certi screen shot devono rimanere a perenne memoria, devo leggerli ogni volta che mi viene un momento di debolezza o un momento di sedicente “e se ...”
Ecco, risponditi sempre e velocemente “e se sto cazzo”!
Che palle mi tira la pancia. La sento tesa, tirata, come sono i miei nervi. E ho ancora i piatti dal lavare. Ho ancora quell'amaro in bocca da mancato finale col botto. Abbiamo finito (ho finito) con il solito schianto a terra: splash!

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