La sottile differenza tra non sentirci ma sapere che ci sei e il non sentirci perché te ne sei andato a fanculo.
È il momento più duro, quello dove manchi di più, dove la routine era ben radicata. Ma sto così, con le gambe chiuse, la pomata spalmata a ricordarmi il tracollo psicofisico dell’addio. Sto con le gengive sanguinante, un dente che pulsa, dei tagli nella bocca. Mangio di merda, ho un umore di merda, sto di merda.
Fammi solo arrivare a venerdì, fammi correre sabato, fammi sciare domenica. Si domenica. Dammi una pista vuota, alle 8 di mattina, dammi una botta di culo, vederlo, incrociarlo, prenderci 10 minuti per dirsi un cazzo e rovinarsi la domenica.
Non succederà perché ci sono i mondiali in Gardena. Tutto il cosmo ci manda segnali per dirci “no ragazzi, smettete di vedervi, è un’idea del cazzo!” Si vede chiaramente nella quantità di “contro” che ci piovono addosso.
Che bello eri lontano dai social. Quanti casini in meno e quante meno tentazioni adesso. Sarai già a letto. Sarai andato in palestra? A cena con la svedese o i francesi? Carbonare o milanese? Quando torni? Quando vai a sciare con G.?

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