Fallita è la parola giusta
ieri sera rotto il silenzio stampa a suon di "sono un cretino", "non so dirti che mi manchi", "dovevo salire da te sabato" etc
Conclusioni: sono donna meravigliosa, la migliore conosciuta in 20 anni (ammesso che ne abbia conosciute altre), si mangerà la mani per avermi lasciato (veramente io sarei anche disposta a trovare soluzioni), Se fosse sicuro di potermi rendere almeno un po‘ felice combatterebbe come un leone (i momenti insieme sono stati molto belli, solo erano pochini), a qualsiasi mio cenno proverà a riconquistarmi (sono qui adesso cazzo!! devo mollarti e fingere di tornare??) Non può vivere nelle perenne menzogna specialmente con i figli (salvo quella del suo matrimonio che porta avanti da 20 anni).
Non sono arrabbiata, penso neanche delusa. Fallita è la parola giusta, sento il peso dell’ennesimo fallimento. Sento di essermi abbandonata troppo velocemente a quella sensazione di “incastro comodo” quando mi abbracciava. Ecco sì, quell'abbraccio era comodo, ci stavo bene, volevo restarci. Volevo restare in quell'idea di uomo che accudisce, che si prende cura: di me, di mia figlia, delle cose da fare. Fallita, perché guardo gli ultimi messi e vedo i soliti errori di sempre: troppo incalzante, troppo pressante, troppo presente, non me la sono tirata, non mi sono fatta desiderare. Ecco insomma ME, la ME normale, solita, che appunto, fallisce. Fallisce e ancora pensa che se solo avessi potuto esprimere meglio il mio potenziale, se solo avessi avuto una opportunità. Questo non è il diario che manderò allo psichiatra quando mi ricovereranno. Capiranno le cure e i medicinali da darmi dopo aver letto queste pagine di ripetitiva ossessione. Fallita!
E adesso quella grande enorme voglia di VUOTO, di spazio, di cancellare, di dimenticare tutto in fretta: le abitudine prese, la presenza virtuale, addormentarsi sognando un futuro insieme, addormentarsi tra le sue braccia.
Incartala anzi mettila sotto vuoto che si conserva moltooo meglio. Il sacchetto del sotto vuoto costa di più che la pellicola, ma qua parliamo di non usarla per mesi, anni. Non voglio più nessuno. Ho consumato le ultime energie in questo fine 2018, per l’anno prossimo ho un solo obiettivo “niente uomini”. Sì, farò un anno senza MAI, MAI, MAI pensare all'amore o a un uomo. Fuori tutti! Sì, mi prendo un anno sabbatico, invece che trombatico. Un anno di vuoto dove lascio che capiti quello che deve capitare, senza tanti programmi o aspettative. Voglio mettermi in PAUSA, schiacciare il bottone, fermare la vita, lasciare che gli altri vadano avanti e restare indietro, a guardare, a fare il tifo, a dispiacermi per loro. Andate avanti voi, io voglio deliberatamente arrivare ultima, arrivare dopo, stare a guardare gli altri affannarsi, lottare, e io no. Io voglio restare fuori da tutti gli affanni, dalla vita, voglio riposare, osservare, meditare, riflettere, pensare, scrivere, colorare. Ecco sì, voglio coltivarmi. Come la terra ha bisogno di risposo e concime, io farò altrettanto. Merda per concimare ne ho, sono piena!
Conclusioni: sono donna meravigliosa, la migliore conosciuta in 20 anni (ammesso che ne abbia conosciute altre), si mangerà la mani per avermi lasciato (veramente io sarei anche disposta a trovare soluzioni), Se fosse sicuro di potermi rendere almeno un po‘ felice combatterebbe come un leone (i momenti insieme sono stati molto belli, solo erano pochini), a qualsiasi mio cenno proverà a riconquistarmi (sono qui adesso cazzo!! devo mollarti e fingere di tornare??) Non può vivere nelle perenne menzogna specialmente con i figli (salvo quella del suo matrimonio che porta avanti da 20 anni).
Non sono arrabbiata, penso neanche delusa. Fallita è la parola giusta, sento il peso dell’ennesimo fallimento. Sento di essermi abbandonata troppo velocemente a quella sensazione di “incastro comodo” quando mi abbracciava. Ecco sì, quell'abbraccio era comodo, ci stavo bene, volevo restarci. Volevo restare in quell'idea di uomo che accudisce, che si prende cura: di me, di mia figlia, delle cose da fare. Fallita, perché guardo gli ultimi messi e vedo i soliti errori di sempre: troppo incalzante, troppo pressante, troppo presente, non me la sono tirata, non mi sono fatta desiderare. Ecco insomma ME, la ME normale, solita, che appunto, fallisce. Fallisce e ancora pensa che se solo avessi potuto esprimere meglio il mio potenziale, se solo avessi avuto una opportunità. Questo non è il diario che manderò allo psichiatra quando mi ricovereranno. Capiranno le cure e i medicinali da darmi dopo aver letto queste pagine di ripetitiva ossessione. Fallita!
E adesso quella grande enorme voglia di VUOTO, di spazio, di cancellare, di dimenticare tutto in fretta: le abitudine prese, la presenza virtuale, addormentarsi sognando un futuro insieme, addormentarsi tra le sue braccia.
Incartala anzi mettila sotto vuoto che si conserva moltooo meglio. Il sacchetto del sotto vuoto costa di più che la pellicola, ma qua parliamo di non usarla per mesi, anni. Non voglio più nessuno. Ho consumato le ultime energie in questo fine 2018, per l’anno prossimo ho un solo obiettivo “niente uomini”. Sì, farò un anno senza MAI, MAI, MAI pensare all'amore o a un uomo. Fuori tutti! Sì, mi prendo un anno sabbatico, invece che trombatico. Un anno di vuoto dove lascio che capiti quello che deve capitare, senza tanti programmi o aspettative. Voglio mettermi in PAUSA, schiacciare il bottone, fermare la vita, lasciare che gli altri vadano avanti e restare indietro, a guardare, a fare il tifo, a dispiacermi per loro. Andate avanti voi, io voglio deliberatamente arrivare ultima, arrivare dopo, stare a guardare gli altri affannarsi, lottare, e io no. Io voglio restare fuori da tutti gli affanni, dalla vita, voglio riposare, osservare, meditare, riflettere, pensare, scrivere, colorare. Ecco sì, voglio coltivarmi. Come la terra ha bisogno di risposo e concime, io farò altrettanto. Merda per concimare ne ho, sono piena!
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